Politica Prima Pagina 

Torremaggioresi illustri: ricordiamo la figura del paracadutista Gino Lipartiti settantasei anni dopo

 

DELLA CECITA’ E DELLA IGNORANZA DI CHI NEGA LA STORIA E LA GIUSTA GLORIA A CHI LA MERITA..
“… – all’ inizio di ogni sbalzo molti non si alzano più –
Il IV, ridotto a pochi ufficiali e qualche decina di paracadutisti, viene annientato all’ alba del 6, nella regione di deir El Serir, immensa conca di sabbia gialla….” ( Paolo caccia Dominioni, ” Alamein 1933-1962 “, Mursia )

 

el_alamein

 

El Alamein, 76 anni fa.
Qualcuno mi ha chiesto perché quest anno non ho pubblicato più post riguardanti la mitica battaglia di El Alamein. Eccomi. Aspettavo il 6 novembre.
Il 6 novembre 1942, in Africa settentrionale e precisamente nell’ area di Fuka, fu fatto prigioniero, con pochi altri superstiti, il Caporal Maggiore paracadutista Gino Lipartiti. Torremaggiorese, tra i primi ragazzi italiani partiti volontari per la scuola di paracadutismo di Tarquinia, Lipartiti fu nell’ inferno terribile del fronte sud, in mezzo alle buche tra la sabbia e le pietraie della linea meridionale di El Alamein, inquadrato nel 8°/185° della Divisone Folgore, Raggruppamento Ruspoli.

 

 


Eroi veri, che hanno combattuto respingendo gli attacchi di un feroce ed attrezzatissimo esercito avversario che aveva armamenti e uomini in quantità assolutamente superiore ai nostri. La notte tra il 23 e il 24 ottobre 1942 il cielo egiziano era un terrificante bagliore continuo, un martellamento di artiglieria senza precedenti, mentre i reparti neozelandesi, scozzesi, sudafricani ed australiani avanzavano sfondando ovunque. Ma mai nella linea affidata alla Folgore. A sostegno della storica lettera di Paolo Caccia Dominioni a Lord Montgomery, ben sapendo che non ce n’è bisogno, ribadisco anche io : ” … noi fummo e rimaniamo suoi vincitori …”. Nessuna resa, nessuna bandiera bianca. “Combattere o morir” dice l’ Inno della Folgore. Così fu. Tra quelli che assaltavano con le bottiglie incendiarie i carri Sherman, che usavano strategie furbe ed efficaci, che ribattevano a parolacce col grido “Folgore” e gli ultimi colpi sparati alla disperata alla richiesta di resa, c’era anche Gino Lipartiti, classe 1920. Prigioniero non per sua consegna, ma perchè Fuka dista da Deir El Munassib, a sud di El Alamein, circa 100 chilometri. E camminare su quella distruzione e quei cadaveri, per giorni senza acqua nè cibo, costò lo sfinimento a molti. Li raccolsero svenuti, o feriti, pieni di polvere, sabbia e sangue, laceri, debolissimi, distrutti ma imbattuti. Al punto di meritare l’onore delle armi e le belle parole dell’unico protagonista salvabile di quelle vicende : Winston Churchill.


A Gino Lipartiti nessuna amministrazione comunale ha mai pensato di intitolare una strada, una semplice targa ricordo nella quale si possa individuare il rispetto per quei ragazzi straordinari e l’ amore per la Patria. Non saprei dire perchè. O forse lo so bene, e lo schifo che provo per i politicanti, in particolar maniera per quelli da piccolo cabotaggio mi evita di approfondire, tanto non se ne cava un ragno dal buco. Dopotutto Torremaggiore non ha una via Catullo, o via Virgilio. …e ti aspetti che una incolmabile ignoranza dedichi qualcosa a un eroe ?


Voi morirete ignoranti e presuntuosi, tronfi della vostra squallida dabbenaggine.
I Ragazzi della Folgore vivono nel ricordo di chi alza la testa al cielo e grida “FOLGORE !”
ONORE AL PARACADUTISTA GINO LIPARTITI E A TUTTI I LEONI DELLA FOLGORE!

 

Nota di Giorgio Barassi, tratta dal suo profilo Facebook ; la responsabilità del contenuto è ESCLUSIVAMENTE dell’autore.

 

 

 

 

 

 

 

Commenti tramite Facebook

Related posts