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La Regione Puglia attuerà entro il 31 dicembre 2018 la riorganizzazione dei laboratori di analisi pubblici: Torremaggiore sarà declassata

RIORGANIZZAZIONE DEI LABORATORI DI ANALISI PUBBLICI DELLA REGIONE PUGLIA TRATTA DALLA DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 20 giugno 2017, n. 985

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Il criterio base che ha usato la Regione Puglia per la riorganizzazione dei laboratori di analisi pubblici della Regione Puglia ha tenuto conto di:

·normativa di riferimento nazionale e regionale;
·linee guida AGENAS;
·riordino della rete ospedaliera di cui al R.R. n. 7/2017;
·concentrazione delle strutture di laboratorio, in quanto le tecnologie oggi disponibili rendono antieconomiche dimensioni inferiori a certi livelli (500.000 prestazioni);
· l’Organizzazione Mondiale della Sanità classifica come “piccolo” un Laboratorio in grado di produrre 500.000 -1.000.000 di test all’anno, “medio” uno in grado di produrne 2-3 milioni;
·evoluzione del processo di informatizzazione che permette i collegamenti in rete tra le varie strutture e/o punti di erogazione del servizio, compresi i centri prelievi;
·concentrazione degli esami a più alto costo e più bassa frequenza anche ai fini del controllo di appropriatezza;
·integrazione dei Laboratori specialistici e di ricerca, anche dei Policlinici Universitari e degli IRCCS, con tutti i Laboratori della rete;
·integrazione della Rete dei Laboratori pubblici con la Rete dei Laboratori privati accreditati.

Gli obiettivi della delibera hanno riguardato quindi:
· la dismissione dei laboratori a bassa produzione;
· il recupero e riallocazione delle risorse umane e tecnologiche;
· l’accorpamento delle attività;
· la centralizzazione delle attività analitiche specialistiche ad alta complessità;
· l’attivazione di centri prelievi distribuiti sul territorio;
· la centralizzazione degli acquisti di beni;
· i collegamenti informatici on-line tra le strutture aziendali;
· lo sviluppo di protocolli diagnostici sia ospedalieri che territoriali con gli specialisti interessati.

In sintesi nel territorio regionale lo scenario sarà il seguente: un unico Laboratorio Hub per Asl, ad eccezione dell’ASL BA dove sono previsti 2 Hub, in considerazione della vasta dimensione dell’Azienda in termini di popolazione residente; l’individuazione di Laboratori Spoke di base, presenti negli ospedali di primo livello; l’individuazione di Laboratori Spoke d’urgenza previsti negli ospedali di base; la riconversione dei Laboratori territoriali, laddove presenti, in Centri Prelievi Territoriali deputati all’esecuzione di prelievi ematologici o microbiologici da trasferire al Laboratorio Hub di riferimento; e la previsione per i Laboratori Hub, a seguito di apposite convenzioni con le aggregazioni di laboratori privati accreditati o con i singoli laboratori che non hanno l’obbligo di aggregarsi, di eseguire ‘prestazioni in service.

 

Questo modello organizzativo per la provincia di Foggia indica un Laboratorio HUB con laboratorio di tossicologia presso gli Ospedali Riuniti di Foggia, un Laboratorio Spoke di base presso l’Ospedale di primo livello di San Severo, un Laboratorio Spoke di base presso l’Ospedale di primo livello di Cerignola, e un Laboratorio Spoke di base presso l’Ospedale di Base di Manfredonia e infine un Laboratorio Spoke di base presso l’Ospedale di Base di Lucera. La delibera regionale parla di attuazione entro il 31 dicembre 2018.

Il laboratorio di Torremaggiore (Fg) all’interno dell’ex nosocomio San Giacomo oggi PTA, avendo carattere territoriale, ha sempre svolto un ruolo fondamentale a salvaguardia della salute di una vasta utenza oltre che per i prelievi esterni cittadini, anche per ulteriori sei centri prelievi dei Comuni dell’Alto Tavoliere quali Apricena, Chieuti, Lesina, Poggio Imperiale, San Paolo di Civitate e Serracapriola, senza contare gli utenti dei limitrofi centri limitrofi dei Monti Dauni, raggiungendo la considerevole cifra di circa 260.000 prestazioni su base annua. Non bastano purtroppo per rientrare nell’indice regionale.

Stando a quanto riportato dalle delibere regionale sullo storico laboratorio di Torremaggiore non si ha la piena visibilità di quello che sarà il suo futuro. Anche nella deliberazione regionale del 2015 dove si dettagliava il futuro del PTA San Giacomo era presente solo la dicitura CENTRO PRELIEVO nei servizi attivi ma nessun dettaglio sul suo futuro.

La delibera riporta testualmente che ci sarà la riconversione dei Laboratori territoriali,  in Centri Prelievi Territoriali deputati all’esecuzione di prelievi ematologici o microbiologici da trasferire al Laboratorio Hub di riferimento. Non è difficile pertanto ipotizzare che Torremaggiore diventerà Centro Prelievo Territoriale e che il laboratorio Hub di riferimento sarà San Severo poichè sede di Ospedale di primo livello.

 

Un altro scippo verrà consumato nella cittadina federiciana dell’Alto Tavoliere ad opera della Regione Puglia che ragionando solo in logica quantitativa prosegue inesorabilmente nella sua distruzione di importanti presidi che hanno gestito negli ultimi sessanta anni la salute pubblica.

Il Comitato per la salvaguardia della Salute dei cittadini dell’ Alto Tavoliere della Puglia aveva nei mesi scorsi richiesto ai comuni limitrofi la votazione di una mozione che riguardava il PPIT ( Medico h24), l’attuazione dei servizi per il PTA San Giacomo e la piena operatività del laboratorio analisi e della radiologia su cui erano presenti oggettive nubi. Il Comune di Torremaggiore l’ha votata il 6 agosto 2018, mentre i comuni di Serracapriola e Castelnuovo della Daunia a settembre 2018 ed infine San Paolo di Civitate ad ottobre 2018 hanno fatto altrettanto. La Regione Puglia senza alcuna concertazione con i territori prosegue nella sua strategia unilaterale.

 

SALVO SMENTITE O RIPENSAMENTI DELL’ULTIMA ORA QUESTO E’ LO SCENARIO CHE SI PROSPETTA PER IL LABORATORIO DI ANALISI DEL PTA SAN GIACOMO DI TORREMAGGIORE

 

Su questa dolorosa vicenda sono interventi i consiglieri regionali Gatta e De Leonardis.

“La chiusura dei laboratori d’analisi territoriali, decisa con delibera della Giunta regionale, è una scelta irriverente nei confronti dei cittadini a cui sono stati già chiesti parecchi sacrifici, senza contare che si riverberà negativamente soprattutto sui pazienti più fragili: ovvero quelli affetti da patologie che richiedono prelievi di sangue costantemente. Vogliamo conoscere quale sia il ragionamento sotteso, quali i criteri adottati, per giungere ad una scelta tanto dolorosa che potrebbe, peraltro, aggravare non poco il lavoro dei reparti degli ospedali, dove verrà dirottato il servizio. Per questo, depositerò un’interrogazione diretta al presidente-assessore alla Sanità Michele Emiliano”.

 

Da qui l’interrogazione ricorda De Leonardis, al presidente Emiliano, per “rivedere l’organizzazione prevista per la provincia di Foggia, evitando l’affluenza della numerosa utenza unicamente indirizzata verso gli Ospedali Riuniti, e scongiurando la fin troppo prevedibile congestione delle attività, dei servizi e delle prestazioni da erogare”. E per sapere se “è a conoscenza del numero di personale attualmente in dotazione ai Laboratori di Analisi dell’Asl Foggia e degli Ospedali Riuniti di Foggia. E di come verrà rideterminato, alla luce del nuovo modello organizzativo previsto”.

 

 

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