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Giorgio Barassi: le “chianchette” moderne, che truffa !

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La nevicata della notte scorsa ha evidenziato sempre più, di mattina, un problema che ha cominciato a farsi vivo da quando, credo alla fine del secolo scorso, si é deciso di smantellare il lastricato originario di Corso Italia (molti la chiamano Piazza Italia, sbagliando) a favore di una nuova pavimentazione.
A parte il risultato estetico, di gran lunga peggiore del preesistente pavimento in basalto a piccoli rettangoli, il pensiero va a chi ha sofferto maggiormente la pericolosità di quanto eseguito allora : i cittadini che dovevano muoversi sui due marciapiedi laterali dell’ arteria che collega le due piazze principali.
La qualità delle ” chianchette ” che compongono la pavimentazione attuale, buccellate alla meno peggio e lasciate fin troppo lisce nella parte calpestabile, ha compromesso l’ equilibrio di molti. Perché su quella poltiglia neve-acqua di questa mattina si sarebbe scivolato comunque, vero. Ma la faccia levigata della parte esterna delle basole faceva da scivolo pericoloso. Una indegna fine, per un luogo così importante.
Mi chiedo perché sia stato deciso di cambiare il decoro di quel posto storico della vita sociale dei torremaggioresi, e mi chiedo come mai non si sia ancora capito che queste “novità” sono decisamente peggiori di ciò che le precede. Me lo sono chiesto anche dopo che, nella parte pavimentata della Piazza dei Martiri, la presenza continua degli automezzi pesanti ha provocato la rottura più di un elemento di pavimentazione.
Insomma il risultato, come in molti casi del “butta e rifai” é pessimo. Perché si é creduto di innovare, seminando cattivo gusto e nessuna funzionalità, negando la originaria collocazione di una pavimentazione più adeguata sia alla piazza che accoglie il Vittorioso di Giacomo Negri,sia a quel collegamento fra il Corso e l’edificio scolastico. A chi scivola su quelle pericolose “chianchette”, suggerisco di chiedere adeguato risarcimento per aver subìto un danno alla propria identità di cittadino, uno sfregio al diritto di camminare sicuri e fieri negli spazi storici del proprio luogo di vita. Ci dovrebbe essere ancora ( chi può dirlo ? ) il pavimento sfrattato per negligenza e ignoranza dalla via De’ Sangro, stuprando il patrimonio del Castello Ducale. Usatelo. Perché nessun marciapiede fatto oggi avrà mai la dignità, la bellezza e la severa eleganza di quelli fatti da chi adoperava materiali che resistono per davvero a centinaia di migliaia di pedate quotidiane.

Nota di Giorgio Barassi del 31/12/2014

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