La Regione Puglia sta ragionando sulla chiusura dei Punti di Primo Intervento per tagliare la spesa sanitaria: si attende provvedimento esecutivo della giunta regionale con i dettagli, ed ora che succederà? La politica locale resterà in silenzio ad accettare supinamente anche questa scelta?

(TMOL) A Bari in data 9 luglio 2026 si è svolta una riunione presso l’Assessorato Regionale alla Sanità con l’Assessore Regionale alla Sanità Pentassuglia, con i Responsabili del Dipartimento Promozione Salute e dell’Agenzia Strategica Regionale per la Salute e il Sociale. Presenti anche i referenti delle organizzazioni sindacali FIMMG, SMI, SNAMI e FMT. Nella parte finale del verbale dopo aver esplicitato svariati tecnicismi sul comparto del 118 e sulle retribuzioni del personale medico, a sorpresa si legge che sarà oggetto di futura discussione la disattivazione dei PPI – Punti di Primo Intervento presenti sul territorio regionale che possono configurarsi, in alcuni casi anche rischiosi. Parliamo perciò del rischio chiusura del PPI di Torremaggiore, Vieste, Vico del Gargano, Monte S.Angelo e San Marco in Lamis.

PERCHE’ SI IPOTIZZA LA PERICOLOSITA’ DEL PPI DA QUESTO VERBALE DELLA REGIONE PUGLIA?

Dal verbale non viene esplicitata la motivazione che sicuramente farà riferimento a quando non c’è la presenza medica, ma per onestà intellettuale andrebbero dismesse le ambulanze del 118 VICTOR ovvero quelle con soccorritore ed autista, potenziate le INDIA con infermiere team leader e trovare personale medico in pianta stabile una volta per tutte per le ambulanze MIKE con medico a bordo. Tutto questo deriva dal buco di bilancio sanitario che la Regione Puglia in questi anni ha creato? Perchè non realizzare reclutamenti straordinari richiesti a gran forza dalle associazioni da svariato tempo?

LA SITUAZIONE NEL 2026 DEI PUNTI DI PRIMO INTERVENTO IN CAPITANATA

Tra i cinque PPI dauni i tre presidi fissi medicalizzati con prestazioni superiori alle seimila prestazioni annue, previste dal DM 70/2015 sono Torremaggiore (già sede del fu Ospedale San Giacomo con annesso Pronto Soccorso), Vico del Gargano e Vieste. Seguiamo con interesse e fondata preoccupazione le evoluzioni su questa tematica ma è tempo che la politica locale e provinciale si attivi prima che la Regione Puglia vada a chiudere questi importanti presidi salva-vita, costole medicalizzate fisse del Dipartimento di Emergenza Urgenza Territoriale. E’ una ipotesi che andrebbe seriamente a compromettere il diritto alla salute della cittadinanza. Nello specifico la comunità di Torremaggiore e dell’intero comprensorio hanno dovuto già subire la chiusura del San Giacomo a dicembre del 2010 dalla Giunta Vendola senza alcuna concertazione con le istituzioni del comprensorio locale.

COSA PREVEDE IL DM 70/2015 – DECRETO BALDUZZI – SUI PUNTI DI PRIMO INTERVENTO E COSA AVEVA DEFINITO LA REGIONE PUGLIA SU QUESTO TEMA

Qualora gli accessi superino le SEIMILA unità all’anno la responsabilità clinica e organizzativa ricade sul DEA di riferimento, che potrà avvalersi di risorse specialistiche, con adeguata formazione, presenti nella struttura. La funzione dei Punti di Primo Intervento è la trasformazione in postazione medicalizzata del 118 entro un arco temporale predefinito, implementando l’ attività territoriale al fine di trasferire al sistema dell’assistenza primaria le patologie a bassa gravità e che non richiedono trattamento ospedaliero secondo protocolli di appropriatezza condivisi tra 118, DEA, hub o spoke di riferimento e Distretto, mantenendo rigorosamente separata la funzione di urgenza da quella dell’assistenza primaria. Per Torremaggiore il DEA di Primo Livello è l’Ospedale di San Severo. La Regione ha potere di vita o di morte di queste strutture. Bisogna mobilitarsi per evitare il peggio prima che sia troppo tardi! Torremaggiore ha i numeri per restare attivo ed operativo a supporto del DEA di riferimento, come ha fatto dal 2011 ad oggi. Di seguito la slide presentata dal Governatore pugliese Emiliano a Bari a maggio del 2018 in cui rassicurava le città sedi di Punto di Primo Intervento con più di seimila accessi annui. Ed ora cosa accadrà?

SCARICA IN PDF IL VERBALE DEL 9/07/2026

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