Riflessione di Alfonso Colacchio: passeggiando per le vie del centro alle otto di sera ho incontrato i padroni del mio futuro da vecchio. Allegoria in prosa dell’Africa e dei migranti

Passeggiando per le vie del centro alle otto di sera…ho incontrato i padroni del mio futuro da
vecchio. Allegoria in prosa dell’Africa e dei migranti.

“ Immaginate…una bottiglia di olio…alta, scura, elegante…la regina della dispensa…svetta sui
barattoli bassi dai cento volumi…zucchero e sale, timo e salvia, pepe e rosmarino, origano e
cannella. L’olio…è imprigionato…fluido dorato, nobile, antico, i mille riflessi solari, nascosti allo
sguardo…intuiti, caldi, al sapore dell’eterno, scivolano viscidi sugli occhi facendo supporre
perfetto e senza tempo ciò che la natura ha donato.
Ma da questo contenitore di vetro…statico…dalla bellezza neutra…che tutto avvolge e nasconde…
muto…dall’esistenza monotona…che, come il sorgere e il calar del sole…spettacoli sontuosi
condannati all’eternità, è sempre uguale…si scappa.
E l’occasione…anche se non cercata…arriva.
Sempre mal riposta…senza rispetto e senza grazia, un giorno la bottiglia cade nella credenza e
l’olio che si versa si sparge…molle e timido…conquista lentamente il piano intorno ai barattoli che
non gli danno spazio.
Sul filo del bordo il fronte dell’olio si ferma, tentenna, quasi intimorito dal vuoto intangibile che si
presenta minaccioso…finché la prima goccia, consapevole o…spinta…si lascia cadere nell’ignoto.
Una bacinella piena a metà di acqua è ciò che l’aspetta.
Il tuffo è spettacolare…quel liquido…è limpido, fresco, luminoso, trasparente ma…sconosciuto
e…non accogliente.
Andata in profondità la goccia d’olio cambia forma…per difesa…diventa una sferetta d’oro…netta
e…sola.
Si sente molto leggera e una forza che non sapeva di possedere la porta su fino all’aria.
Galleggia placida ora a formare un piccolo cerchio dorato ma sempre…netta e…sola.
Cadono altre gocce, una, dieci, cento…è una tempesta sull’acqua e dopo un po’ le si affiancano
uno, dieci, cento piccoli perfetti cerchi dorati tutti ancora…netti e…separati.
Inesorabili cadono e altri cerchi si formano…sempre più vicini…sempre più grandi…dieci, cento,
mille fino a fondersi e ad occupare con uno strato sottilissimo l’intera superficie dell’acqua, un
lago dorato…netto…totale.
E ancora mille, diecimila, centomila gocce e…lo strato diventa sempre più spesso…definitivo,
tombale. Mai più l’acqua godrà dell’aria fresca del mattino !!!
Agitare, mescolare…anche violentemente questo liquido affascinante ed imperturbabile…sarà
inutile! Le migliaia di piccole sferette che si formano ritornano in superficie…al loro lago dorato.
Cercare di contrastare la natura è inutile!

Lettera Aperta del Dr Alfonso Colacchio

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