
In una democrazia matura tutti i poteri dello Stato devono rispondere ai cittadini. Tutti. Nessuno escluso. Non il Parlamento, non il Governo, e nemmeno la magistratura.
Quando i padri costituenti scrissero la nostra Costituzione immaginarono una magistratura indipendente, certo. Ma non immaginarono mai un potere chiuso in sé stesso, organizzato in correnti, capace di decidere le carriere al proprio interno senza reali contrappesi.
Lo diceva con grande chiarezza uno dei protagonisti della Costituente, Piero Calamandrei:
l’indipendenza della magistratura è un presidio di libertà, ma deve sempre convivere con la responsabilità e con il controllo democratico.
Negli ultimi anni gli italiani hanno scoperto una realtà che per troppo tempo è stata nascosta: un sistema dominato dalle correnti, dalle trattative, dalle spartizioni.
Non è un problema di singole persone.
È un problema di sistema.
E quando un sistema non funziona, quando perde credibilità agli occhi dei cittadini, la politica ha il dovere di intervenire.
Non per indebolire la magistratura.
Ma per restituirle autorevolezza.
Perché una magistratura rispettata è una magistratura che accetta regole più trasparenti, più equilibrate, più giuste.
Dire Sì al referendum significa dire basta a un sistema autoreferenziale.
Significa chiedere più responsabilità, più trasparenza, più equilibrio tra i poteri dello Stato.
Significa ricordare che in una Repubblica democratica la sovranità appartiene al popolo, non alle corporazioni.
Noi non siamo contro la giustizia.
Noi siamo per una giustizia che funzioni davvero, per una giustizia che non sia percepita come distante, opaca, incomprensibile.
Nessuno deve vedere la propria vita distrutta da un processo mediatico o da un sistema che non ammette errori.
E allora oggi la scelta è semplice.
Possiamo lasciare tutto com’è, con i suoi limiti, le sue opacità, le sue corporazioni.
Oppure possiamo avere il coraggio di cambiare.
Noi scegliamo di cambiare.
Per questo diciamo con forza, nelle piazze e nelle urne:
votate SÌ.
Per una giustizia più giusta.
Per una democrazia più forte.
Per uno Stato davvero al servizio dei cittadini.
Nota unitaria del centrodestra torremaggiorese 18/03/2026
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