Torremaggiore, Corso Giacomo Matteotti: un cantiere senza fine. Il PSI all’attacco: oltre 1000 giorni di disagi, ora basta!

Disagi per residenti e commercianti, ritardi infiniti e dubbi sulla qualità dei lavori. Giovanni Alfonzo (Dirigente Nazionale PSI): “Manca programmazione, la città è sotto scacco.”

TORREMAGGIORE (FG) – Da mesi il cuore pulsante di Torremaggiore, Corso Matteotti, è diventato sinonimo di stallo e frustrazione. Quello che doveva essere un ambizioso progetto di riqualificazione urbana attraverso il rifacimento del basolato si è trasformato, nei fatti, in un cantiere interminabile. A sollevare il caso è Giovanni Alfonzo, Dirigente Nazionale del Partito Socialista Italiano, che punta il dito contro la gestione dell’appalto e l’inerzia dell’Amministrazione Comunale.

Il calcolo dei ritardi: da 600 a oltre 1000 giorni

Secondo quanto denunciato dal dirigente socialista, i numeri del cronoprogramma delineano una situazione fuori controllo. Un’opera pubblica di tale portata richiederebbe un rigore estremo, ma la realtà parla di continui rinvii:

  • Pianificazione originale: Il piano prevedeva circa 600 giorni di attività.
  • Scadenza prevista: I lavori avrebbero dovuto concludersi entro il 31 marzo 2026.
  • Stato attuale: Ad oggi, con il cantiere ancora lontano dalla chiusura, è stata superata la soglia critica dei 1000 giorni.

“Si continua a concedere proroghe a un’azienda che è ampiamente fuori tempo massimo”, dichiara Alfonzo. “Il risultato è una cittadina frammentata, dove la mobilità è diventata un’impresa quotidiana per residenti e un danno economico insostenibile per i commercianti.”

Dubbi sulla qualità: “Lavori non a regola d’arte”

Oltre ai tempi biblici, a preoccupare è la tenuta tecnica dell’intervento. Alfonzo richiama la precedente denuncia di Enzo Palma riguardo Piazza Gramsci, sollevando dubbi analoghi per Corso Matteotti:

  1. Le fughe del basolato: Secondo l’analisi dei socialisti, le fughe adottate per la posa delle pietre risulterebbero troppo larghe, mettendo a serio rischio la stabilità e la durata del manto stradale nel lungo periodo.
  2. Carenza di vigilanza: Viene messa in discussione la presenza costante del Direttore dei Lavori, figura incaricata di garantire la qualità e il rispetto dei tempi.
  3. Responsabilità del RUP: Il dirigente del PSI esprime sconcerto per la presunta mancanza di vigilanza da parte del Responsabile Unico del Progetto (RUP), titolare della piena responsabilità dell’appalto.

Le strade di torremaggiore sono un cantiere dove ogni giorni compaiono buche, cediementi stradali, deviazioni e dossi stradali al limite del consentito.

Il partito socialista chiede un consiglio monotematico aperto ai cittadini ed ai commercianti per discutere seriamente e in modo ufficiale del prosuguo dei lavori, così da dare la possibilità a tutti di esprimere le proprie perplessità e rimostranze.

Chiediamo in modo ufficiale al presidente del consiglio di Torremaggiore di prendere in carico la nostra richiesta che sarà puntulamente protocollata in tempi molto brevi.

Una città paralizzata

Il disagio non riguarda solo il Corso principale. In quasi ogni via di Torremaggiore si registrano scavi, restringimenti e deviazioni che rendono la viabilità caotica. La critica principale rivolta all’Amministrazione è la totale mancanza di programmazione coordinata.

“Si procede a ruota libera, senza un piano preciso né informazioni trasparenti sui tempi di completamento”, conclude il Dirigente Nazionale del PSI. “I cittadini chiedono solo di tornare alla vivibilità attraverso controlli efficaci e una comunicazione onesta. Un cantiere ben gestito è segno di progresso; uno lasciato al caso è il simbolo di una cattiva amministrazione.”

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