Lotta, sogni e morte dei 7 fratelli Cervi il 14 maggio 2025 di e con Nazario Vasciarelli alle 20 alla Sala delle Udienze del Castello Ducale De Sangro di Torremaggiore

14 maggio 2025

mattina ore 11,00 riservato a studentesse e studenti scuola di secondo grado

sera ore 20,00 aperto alle famiglie e alla cittadinanza

Sala delle Udienze Castello Ducale

“Lotta, sogni e morte dei 7 fratelli Cervi”

di e con Nazario Vasciarelli

(autore/attore/regista dello spettacolo)

Musica dal vivo eseguita dal M° Michele Solimando al pianoforte

Il più bel funerale del fascismo che la storia italiana ricordi fu celebrato con una grande pastasciutta offerta a tutto il paese distribuita in piazza a Campegine dalla famiglia Cervi per festeggiare l’arresto di Mussolini dopo la notte del Gran Consiglio. La notizia data alla radio il 25 luglio 1943 viene accolta in tutt’Italia con grandi manifestazioni di giubilo e gioia. Gli italiani, stanchi della guerra, scesero nelle piazze rimuovendo i simboli del vecchio regime fascista e inneggiando alla democrazia e alla pace. Da Casa Cervi, si racconta, partì uno degli eventi spontanei più originali. A raccontare quella prima gioiosa pasta antifascista, l’attore e autore del testo, Nazario Vasciarelli, che con il suo racconto intervallato da canzoni del periodo ripercorre tutta la storia dei 7 fratelli Cervi e della loro grande famiglia, dagli inizi fino alla tragica morte avvenuta, per fucilazione senza processo, ad opera dei fascisti della Repubblica di Salò all’alba del 28 dicembre del 1943.

Il racconto orale è una forma di affabulazione dove non ci sono personaggi preordinati ma un cantastorie che di volta in volta recita nei ruoli di narratore, personaggi e coro interrompendolo di tanto in tanto con canzoni del periodo storico eseguite dallo stesso Nazario Vasciarelli accompagnato al pianoforte dal M° Michele Solimando. La storia, così raccontata, prende ritmo e si lascia seguire con allegria fino all’inevitabile tragico finale durante il quale il pubblico potrà rivivere uno dei misfatti più crudeli perpetrati dopo l’8 settembre ’43. Conclude lo spettacolo l’esecuzione di “Imagine” di John Lennon che rappresenta il sogno di pace e libertà incarnato dai fratelli Cervi, ognuno con la sua differente anima politica ma affratellati oltre che dal sangue anche dal sogno di vivere in pace e prosperità animati da quel filo di speranza per un futuro diverso fatto di libertà, pace e amore, proprio come quello sognato da Gelindo, Aldo, Antenore, Ferdinando, Agostino, Ovidio ed Ettore Cervi”

OTTANT’ANNI DOPO, PER UNA RESISTENZA CONSAPEVOLE, PACIFICA, COLLETTIVA

  • 25 aprile di ottant’anni fa. In quella data simbolica fummo liberi e liberati.
  • Liberi, finalmente, dopo vent’anni di dittatura fascista.
  • Liberati dal tallone di ferro nazista e dai complici fascisti di Hitler. Dal gigantesco massacro della seconda guerra mondiale con decine di milioni di morti e con le sue macerie materiali e morali. Dall’inaudito carico di violenza e distruzione, di deportazione e sterminio prodotti dal fascismo e dal nazismo.
  • Ottant’anni dopo viviamo un tempo sconcertante e sconvolgente, di ritorno della guerra, e in particolare della guerra ai civili, dei nazionalismi, dei fascismi e dei razzismi, di attacco alla democrazia, di impoverimento dei popoli.
  • Mai come oggi la memoria del 25 aprile ci dà la forza morale e civile per resistere e per rilanciare i principi costituzionali della Repubblica democratica fondata sul lavoro, della sovranità popolare, del ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.
  • Mai come oggi siamo in prima fila per un’Italia, un’Europa, un mondo di libertà, eguaglianza, solidarietà, lavoro, pace, dignità della persona. È tempo di resistere, di affermare la più ampia unità per un’altra Italia, un’altra Europa, un altro mondo.
  • Mai come oggi ricordiamo con affetto e riconoscenza coloro che hanno combattuto e che hanno sacrificato la vita in quello straordinario evento storico chiamato Resistenza: antifasciste, antifascisti, partigiane, partigiani,staffette, lavoratrici, lavoratori, deportate, deportati, internati, militari, forze dell’ordine, religiose e religiosi. Da loro continuiamo e continueremo a prendere esempio.
  • Mai come oggi consegniamo alle nuove generazioni l’orizzonte di futuro che aveva negli occhi il popolo della Resistenza in quell’aprile 1945. Di nuovo, è tempo di resistenza, una resistenza consapevole, pacifica, collettiva. Di nuovo ci riconosciamo in un cammino di liberazione da percorrere insieme, per la pace, la democrazia solidale, il lavoro!

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