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Perchè oggi nell’era dei millenials, dei boomers o dei nati nella varie generazioni di lettere come in equazioni è sempre importante conoscere la verità, anche su Saffo? Nel congedare i presenti all’ultima rappresentazione nel “suo” personale Teatro del dissesto, il Dr Scudero ha confidato che la figura della sacerdotessa e poetessa greca, vissuta tra la fine del secolo 7° e la prima metà del secolo 6° a.C. gli è sempre stata molto cara, soprattutto nella ricerca e definizione della natura del suo rapporto con l’amore, inteso come sentimento da corrispondere o corrisposto verso il sesso opposto, piuttosto che come definito da cronisti e da studiosi anche contemporanei della storia greca. Così ha voluto approfondire nel suo ultimo saggio “Quando le vicende elleniche approdavano al mito” presentato nella sera di domenica 4 maggio 2025 ad un ristretto numero di partecipanti, per ragioni di logistica nonchè di attribuita affezione, nell’happening tenutosi nella platea del suo personale teatro versione “family intimacy”.
Una donna il cui compito era quello di formare le giovani ragazze alla vita del matrimonio, direttrice e insegnante in un tiaso, le cui vicende finiscono per rappresentare un vero e proprio mito che continua a tenere banco ancora oggi, tra studiosi e appassionati di storia ellenica: la vera natura della sessualità di questa sacerdotessa, contesa tra la parvenza che il suo ruolo sociale di istitutrice potesse dar credito ad un amore non soltanto professionale verso le sue allieve. Di contro, i fatti che la cronaca narra: una vita coniugale “normalmente” eterosessuale con il proprio marito Cercila di Andros dalla cui unione nacque la splendida figlia Cleide; un amore extraconiugale non corrisposto verso il giovane barcaiolo Faone che avrebbe spinto Saffo finanche al tragico gesto del suicidio, gettandosi dalla rupe di Leucade.
Walter Scudero nella seconda parte dello spettacolo, prendendo spunto dalla lettura di alcuni scritti sulla vita di questa nobile e minuta donna, nata nel’isola greca di Lesbo, commenta al suo affezionato pubblico il perchè abbia voluto concedere questa disamina nel suo ultimo saggio: perchè si conceda anche a Saffo il suo pubblico coming out al pari di quanto oggi, apertamente, rilasciano attori, cantanti e personaggi di ogni arte in tutto il mondo, perchè le si conceda quella liberazione interiore del proprio stato dell’amore, diritto di ogni persona, senza più nasconderlo agli occhi del mondo. Ma rimane il dubbio, celato tra mito, nascosto tra i fatti narrati – e con quanta esattezza? – dai cronisti del suo tempo e da coloro che, conosciuta, vissuta, hanno tramandato ai posteri, con cronaca gelosa ed intenti screditori per enarrare la vita di un personaggio storico sempre ed ancora oggi ambiguo, ma quanto mai opportuno e veritiero di realtà quotidiana.

Appassionarsi a Saffo può significare non soltanto ricercare la verità dei fatti per comprendere come si amava nell’Antica Grecia, ma avere consapevolezza che raccontare e raccontarsi l’amore oggi, non può prescidersi se non alla luce del coraggio e della chiarezza, perchè sono trascorsi più di duemila anni, ma è sempre l’amore che decide quale cuore far battere e non l’involucro che lo contiene.
E senza omettere la prima parte della rappresentazione, volutamente in cronaca in questa parte finale, per dare ancora più lustro alla straordinaria interpretazione di Alessio Cardillo nelle vesti di Prometeo, che si è raccontato con straordinaria enfasi nella sofferenza del suo eterno supplizio, incatenato ad una roccia e costretto a subire la brutale violenza dell’aquila che si nutre del suo fegato che, rigenerandosi incessantemente, faceva compiere la dannazione inflittagli da Zeus per aver osato aver fatto dono agli uomini della conoscenza del fuoco.
Lo stesso fuoco che arde nel cuore di chi ama, la stessa fiamma che nutre uomini e donne sin dagli arbori della vita sulla terra, lo stesso calore che a volte è sofferenza, a volte è sopravvivenza, ma tante volte può far riconoscere il vero Dio che non guarda se siamo maschi o femmine, ma se un sentimento è puro e sincero.
Danilo De Felice


