
Ascoltando il TG3 delle 14,20 di oggi, mi ha commosso la risposta di una dei tanti fedeli in fila a Piazza San Pietro per salutare Papa Francesco: …”devo vedere il Papa, è il Papa dei poveri e io sono povera, allora…. “

Dolore,tristezza, turbamento: sono le reazioni che in tanti stanno rivolgendo in questi giorni al Papa argentino deceduto nel giorno della Pasquetta. Un insieme di espressioni dalle quali emerge chiaramente un forte denominatore: ” il Papa degli ultimi ” Un elogio funebre che sorge spontaneamente per l’incessante opera prestata da Bergoglio in aiuto dei più poveri, degli ultimi, ovvero di coloro che, secondo una scala gerarchica sociale, occupano l’ultimo gradino. Ed è proprio in funzione di queste più che diffuse sensazioni che si sono fatti avanti i tanti i quali pur non avendo una fede non esitano a formulare elogi. Secondo la mia conoscenza, mi sembra che mai un Papa si è ritrovato accanto tanti di questi “lontani “. Mai un Pontefice si è visto attribuire apprezzamenti da ambiti politici e sociali. È ciò attribuisce un ” PIÙ” a Papa Francesco. Un Papa che ci ha insegnato a guardare con gli occhi dell’anima e a vedere l’invisibile, a riconoscere i valori e non le cose. La sua Guida purtroppo viene meno in questo momento molto critico.
Ennio Marinelli
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