Gesù Cristo nostro Signore ci dice di rinunciare all’odio, alla vendetta, alla violenza, alla rappresaglia, ma di vivere e far vivere usando misericordia, mitezza, spirito di pace, dialogo e risoluzione pacifica dei conflitti. Diversamente scorrono lacrime e sangue. Quando le passioni si scatenano e diventano incontrollabili, allora esse seguono il loro corso fino a macchiarsi le mani di sangue. Jessica non si è salvata dalla furia distruttrice, come è successo a Gesù Cristo, lui, giovane innocente morto in croce versando, come Jessica, il suo sangue.
Non c’è amore più grande di quello di chi dà la sua vita per gli amici. Così ha detto e fatto Gesù per amore nostro.
E l’amore per la mamma, Jessica carissima, ti ha spinto a farti scudo col tuo corpo, e hai dato, come Gesù, la tua vita per lei, per amore.
Piccola e cara eroina, come assomigli a Gesù in quel tuo gesto! Non puoi non stare vicina a Lui, avvolta dal suo amorevole abbraccio eterno. Ed Egli ti ha sussurrato Jessica carissima: ‘Oggi sei e sarai per sempre con me in Paradiso’. La tua giovinezza adesso è fiorita per sempre in cielo.
Come amava Gesù i giovani e come li ama, come vi ama cari giovani qui presenti!
Un giorno Egli incontrò un corteo funebre: era morto un giovane, figlio di madre vedova: Gesù si commosse, si fermò e disse al ragazzo: Alzati!
Un’altra volta fu chiamato al capezzale di una ragazzina di 12 anni, moribonda. Strada facendo la ragazza morì. Tutti piangevano e gridavano. Gesù li zittì e disse: La ragazza dorme! Poi, le prese la mano e le disse: Talità kum, fanciulla, dico a te, alzati! E fu restituita alla vita.
Il suo giovane amico Lazzaro era morto da quattro giorni. Gesù si recò alla tomba e pianse, profondamente commosso. Ma poi disse: Lazzaro, vieni fuori!
Quando Jessica, nel fiore della giovinezza è piombata nell’ombra e nel buio della morte, in quel momento Gesù, il Buon Pastore le è andato incontro. ‘Vieni fuori’!, e l’ha presa per mano, l’ha rialzata per la risurrezione, e l’ha introdotta nella vita, nella luce, nell’abbraccio della Santissima Trinità.
Gesù risuscitando quei tre giovani ci dice che la morte è un sonno da cui ci risveglierà dicendoci ‘Vieni fuori’ per contemplare in eterno il volto di Dio.
Sulla preziosa esistenza di Jessica c’è la Parola decisiva del Signore: “Il Padre vuole che nessuno vada perduto di quelli che mi ha affidati, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno”.
Ognuno di noi è prezioso agli occhi di Dio che ha cuore di Padre e di Madre. I nostri nomi, dice il profeta Isaia, sono scritti sul palmo della mano di Dio. Gesù aggiunge: ‘I vostri nomi sono scritti in cielo’.
Preziosa agli occhi di Dio era e sarà l’esistenza di Jessica, ingentilita da un carattere mite, sereno, socievole, disponibile, sorridente ma non ridanciano di facciata. Il nostro Dio Creatore Padre non vuole che vadano perdute le sue creature, i sui figli, nel momento un cui la morte li strappa, in questo caso violentemente, prematuramente e assurdamente, dalla vita terrena.
“Il Padre vuole che nessuno vada perduto di quelli che mi ha affidati, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno”.
È Gesù che parla. Aver fede significa avere fiducia in lui che ci ha amati fino alla fine, quando il suo amore sulla croce ha raggiunto la compiutezza. Noi spesso sorbiamo acriticamente tante fake news e poi di fronte a Cristo, dubitiamo, mettiamo boriosamente e scetticamente in forse le sue parole, le sue promesse.
Il grande Giuseppe Ungaretti si pone diversamente e con laico rispetto e venerazione di fronte a Lui: ‘Cristo, pensoso palpito, Astro incarnato nell’umane tenebre, Fratello che t’immoli perennemente per riedificare umanamente l’uomo’.
Egli vuole edificare in noi il vero umanesimo, quello dei sentimenti che più si avvicinano al suo sentire, più contribuiscono a rendere migliore l’umanità.
Ma infine, Gesù ha parole che profumano di vita eterna: “Io sono la Risurrezione e la vita, chiunque vive e crede in me, anche se muore, vivrà in eterno e io lo risusciterò”.
Di fronte alla tragedia che si è consumata nella nostra città, ci sia in noi il desiderio non effimero di ripartire con rinnovata speranza, ognuno impegnato nel suo piccolo e nel suo ambito a creare un ambiente vivibile, in cui circoli vera umanità che in Cristo ha un suo perfetto modello di virtù quotidiane e che egli ha incarnato con la sua mitezza, il suo spirito di dialogo e pace, il suo saper perdonare usando misericordia, il suo interesse per gli ultimi, la sua sete di ciò che è più giusto per la dignità dell’uomo.
Jessica carissima, tutto ciò che hai vissuto, amato, sofferto, la tua persona, la tua anima sopravvivono; non sei approdata nel nulla, bensì in Dio che tiene in conto e conserva le tue lacrime e il bene che hai seminato nella tua breve esistenza terrena.
A Dio Jessica, a rivederci in cielo!
Don Renato Borrelli
Parroco della Chiesa di Gesù Divino Lavoratore

