Il prezzo del grano duro fino alla Borsa Merci di Foggia, la provincia maggiore produttrice di questo cereale in Italia, è crollato di ben 30 euro sulla precedente seduta del 15 marzo scorso, pervenendo a 390 euro alla tonnellata sui minimi e a 395,00 euro sui massimi. Inoltre le associazioni di categoria in campo agricolo hanno evidenziato che, in assenza di opportuni interventi, gli agricoltori dovranno vendere in perdita, senza ricavare nemmeno i costi di produzione. A questo si potrebbe aggiungere un’altra nefasta eventualità: quella di abbandonare la produzione stessa per mancanza di redditività.
La Commissione europea intanto ha deciso di estendere le importazioni esenti da dazio per il grano ucraino fino a giugno 2024, rendendo così i cereali ucraini più economici di quelli prodotti nell’Unione Europea e penalizzando gli agricoltori. L’Ue ha infatti istituito i cosiddetti “corridoi di solidarietà” per facilitare le esportazioni di grano dall’Ucraina, devastata dalla guerra e con i porti bloccati. Enormi flussi di grano ucraino a basso costo sono finiti nei Paesi dell’Europa centrale. Il Consiglio dell’Ue ha anche approvato una misura di sostegno del valore di 56,3 milioni di euro per gli agricoltori bulgari, polacchi e rumeni danneggiati dall’inondazione dei mercati da parte del grano ucraino.
Questa complessa situazione mi ha spinta a depositare un’interrogazione a risposta orale al Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida per sapere se il ministero reputi necessario adottare ogni misura volta a valorizzare la produzione di grano nazionale, favorendo la stabilizzazione dei redditi delle imprese agricole, la competitività del sistema produttivo interessato e conciliando, nel contempo, la sostenibilità ambientale e sociale con quella economica.
Non ho mai perso di vista le vicissitudini dei produttori di grano italiano, più volte oggetto di mie interrogazioni ed interventi in Parlamento per i suoi prezzi, l’etichettatura e la provenienza. I nostri produttori sono in ginocchio e l’Europa deve adottare un unico peso e un’unica misura anche per loro. Il Governo deve assolutamente intervenire.


