In data 2 novembre 2020 in 9^ commissione ho ricevuto risposta ad una mia #interrogazione sulla gestione dell’l’Ente nazionale cinofilia italiana (#ENCI), detentori dei libri genealogici ed i registri anagrafici, sul rispetto delle norme tecniche e del codice etico in tema di riproduzione di razze canine. Ho sollevato alcune criticità rispetto alla quantità dei controlli e al personale qualificato ad effettuarli; visite veterinarie per accertare eventuali patologie prima delle prove selettive nei diversi campionati; maggiori verifiche sul pedigree delle razze in modo da evitare falsificazioni e quindi controllare e vigilare sulla veridicità delle genealogie certificate.A tutte queste domande, il sottosegretario Giuseppe L’Abbate ha risposto assicurando l’attenzione che il ministero ha, nel suo ruolo di supervisore, verso l’operato delle associazioni nazionali di allevatori autorizzate. Ha sottolineato peró, che il codice etico non è obbligatorio per le associazioni nazionali di allevatori di specie o razza non iscritte al registro degli Allevatori.Ma interessante la volontà espressa, sia da parte del MIPAAF che dell’ENCI di estendere a tutti gli allevatori il canone 11 del codice etico, da me richiamato, anche per coloro che non sono iscritti al Registro degli Allevatori in ragione del miglior benessere degli animali. Si provvederà a migliorare i controlli sulle cucciolate ed implementare il sistema delle verifiche con nuovi accorgimenti, in risposta alle segnalazioni riportate nell’interrogazione.Ringrazio per l’esaustiva risposta e auspico un lavoro nel rispetto della salute dei cani e delle razze.
Link all’interrogazione http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText…
Sen. Gisella Naturale

