Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo, e il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, hanno illustrato in conferenza stampa il Decreto #CuraItalia, approvato oggi 16/03/2020 dal Consiglio dei Ministri e recante le nuove misure a sostegno di famiglie, lavoratori e imprese per contrastare gli effetti dell’emergenza coronavirus sull’economia.
“Il Governo è vicino alle tante imprese, ai commercianti ai liberi professionisti, alle famiglie, ai nonni e alle mamme, ai papa, ai giovani, che stanno facendo tutti grandi sacrifici per il bene comune, per il bene più alto che è quello della salute: la salute dei cittadini, la salute pubblica. Nessuno deve sentirsi abbandonato. È stato questo il nostro obiettivo fin dall’inizio e oggi questa approvazione del dl lo dimostra”, ha dichiarato il Presidente Conte. “Con questo decreto, forte e deciso nei numeri delle misure, noi non esauriamo il nostro compito per quanto riguarda gli interventi in campo economico. Siamo consapevoli che questo decreto non basterà ma voglio dire ai lavoratori, alle imprese e alle famiglie che oggi il governo risponde presente e risponderà presente anche domani”.
Infine il Presidente ha ringraziato tutti i cittadini per il loro sacrificio: “Concludo dicendo che sono davvero orgoglioso perché sono partecipe di questa grandiosa comunità che addirittura ho l’onore di guidare in questo frangente così complesso, così delicato per la nostra storia. Tanti italiani sono direttamente in trincea negli ospedali, nelle fabbriche, nelle farmacie, dietro le casse di un supermercato. Tanti rimangono a casa ma non rimangono inerti. Li sostengono da un balcone, da una finestra, cantano con loro, cantano l’inno nazionale. Possiamo essere davvero orgogliosi di essere italiani. Insieme ce la faremo.”
DETTAGLI A CURA DEL SOLE 24 ORE ( www.ilsole24ore.com )
Una pioggia di provvedimenti
Il decreto
approvato lunedì 16 marzo è solo l’ultimo di una serie di provvedimenti
che hanno ottenuto il via libera dell’esecutivo negli ultimi giorni (consulta il testo dei decreti).
Dal 21 febbraio al 9 marzo sono stati adottati dal governo 17 atti tra
Dl (decreti legge), Dpcm (decreti del Presidente del Consiglio) e
ordinanze. Si contano 4 decreti legge, di cui uno convertito in legge in
meno di due settimane (legge n. 13 del 5 marzo 2020). Con il Dl n. 6
gli italiani hanno iniziato a toccare con mano la quarantena e fare i
conti con divieti e restrizioni. Il Dl n. 9 ha sospeso versamenti di
tasse, bollette e contributi. Nella logica dell’emergenza continua sono
arrivati anche altri due decreti d’urgenza. Quello sulla giustizia, con
la sospensione dell’attività giudiziaria. Il quarto decreto legge sul
Coronavirus tra l’8 e il 9 marzo è approdato sulla Gazzetta ufficiale
fissando le regole per l’assunzione di 20mila unità tra medici e
infermieri, autorizzando in deroga l’acquisto di presidi e attrezzature
per sostenere l’emergenza continua nelle strutture sanitarie.
Congelati Iva, ritenute e contributi per tutti
Il provvedimento – il quinto decreto legge della serie – è dunque solo l’ultimo atto. Anche in questo caso l’obiettivo è garantire liquidità a famiglie e aziende che da giorni devono fare i conti con questa emergenza sanitaria. Il primo passo in questa direzione prevede che tutti gli adempimenti fiscali e contributivi in scadenza oggi 16 marzo siano sospesi per tutti i contribuenti. L’appuntamento è rinviato a venerdì 20 marzo. Faranno eccezione, però, imprese, autonomi e professionisti che sono sotto i 2 milioni di ricavi (si veda Il Sole 24 Ore del 16 marzo). Per loro l’appuntamento alla cassa per saldare le ritenute, l’Iva annuale e mensile, nonché i contributi previdenziali e quelli Inail è rinviato al 31 maggio. Con pagamento in unica soluzione o comunque rateizzabile in 5 rate. Il decreto rinvia poi al 30 giugno anche tutti gli adempimenti tributari, diversi dai versamenti e diversi dall’effettuazione delle ritenute alla fonte e delle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale, che ricadono dall’8 marzo al 31 maggio 2020. È il caso, ad esempio, della dichiarazione annuale Iva. Restano esclusi dal rinvio le comunicazioni dei dati relativi al 730 precompilato come quelle degli oneri detraibili in scadenza il 31 marzo.
Congedi genitori al 50% retribuzione
Nel
pacchetto anche misure per le famiglie. Arrivano i congedi per i
genitori che hanno figli sotto i 12 anni costretti a casa dalla chiusura
delle scuole. I congedi “speciali” saranno validi dal 5 marzo per tutti
i dipendenti. L’indennità sarà di massimo 15 giorni da utilizzare tra
mamma e papà non contemporaneamente, e sarà pari al 50% della
retribuzione. Nessun limite di età in caso di figli disabili. Sarà poi
riconosciuto un congedo speciale non retribuito ai dipendenti con figli
tra 12 e 16 anni. In alternativa ai congedi parentali, i genitori
lavoratori dipendenti con figli sotto i 12 anni potranno richiedere i
voucher baby-sitter. Il bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting è
previsto «nel limite massimo complessivo di 600 euro e viene erogato
mediante il libretto famiglia». Il voucher sale a 1000 euro per medici,
infermieri, tecnici sanitari e ricercatori.
Rinvio del pagamenti dei contributi Inps per il lavoro domestico
È
di aiuto delle famiglie il rinvio del pagamento dei contributi Inps per
il lavoro domestico (le collaboratrici familiari, Colf). Il pagamento
dei contributi Inps in scadenza dal 23 febbraio al 31 maggio infatti
potranno essere pagati dopo il 10 giugno.Il pagamento sarà al netto di
sanzioni e interessi.
Stop mutui casa, anche autonomi
Nel provvedimento anche la sospensione delle rate del mutuo sulla prima
casa per chi è in difficoltà, estesa anche agli autonomi. In questo
secondo caso, la sospensione è prevista per le partite Iva che come
conseguenza della crisi autocertifichino di aver perso, in un trimestre
successivo al 21 febbraio 2020, oltre il 33% del proprio fatturato
rispetto all’ultimo trimestre 2019. La misura, che sarà in vigore per 9
mesi come estensione di quanto gia prevede il Fondo Gasparrini, non
prevede obbligo di presentare l’Isee e sarà finanziata con 500 milioni.
Nei prossimi due mesi vietato licenziare
Per
i prossimi due mesi le aziende non potranno licenziare sulla base del
“giustificato motivo oggettivo” (crollo ordini, chisura di un reparto
per casi di contagio eccetera).
Cassa integrazione in deroga per tutti fino a nove settimane
Al
contempo il Governo mette sul piatto quasi 5 miliardi per gli
ammortizzatori sociali. Torna la cassa integrazione in deroga per tutti i
lavoratori di imprese, anche quelle “micro” fino a 5 dipendenti,
incluso il settore agricolo, non coperte dagli attuali ammortizzatori
sociali: il sussidio assicurerà fino a nove settimane di integrazione
salariale. Si rafforza anche il fondo di integrazione salariale (il
Fis), un altro strumento di sostegno al reddito in caso di cessazione o
sospensione dell’attività lavorativa, rivisitato dalla riforma del 2015.
Sempre sul fronte ammortizzatori, un’altra novità riguarda la cassa
integrazione ordinaria: viene introdotta una causale unica speciale,
«emergenza Covid-19», per assicurare la semplificazione delle procedure
d’accesso.
24 giorni in più in 2 mesi permessi 104
Chi
assiste persone disabili potrà chiedere fino a 24 giorni in più di
permesso nei prossimi due mesi. I permessi previsti dalla legge 104
potranno essere aumentati di 12 giorni sia nel mese di marzo che nel
mese di aprile.
A marzo premio 100 euro a chi lavora in sede
È
previsto poi un premio di 100 euro per il mese di marzo 2020 ai
lavoratori dipendenti, pubblici e privati, che abbiano continuato a
lavorare nella sede di lavoro. Il premio spetta a chi guadagni non più
di 40mila euro l’anno ed è esentasse. Viene rapportato ai giorni di
lavoro in sede e viene dato in via automatica dal datore di lavoro, se
possibile nella busta paga di aprile o comunque entro il conguaglio di
fine anno.
Proroga a giugno indennizzo risparmiatori
Più tempo per presentare le domande al Fondo di indennizzo per i risparmiatori danneggiati dalle crisi bancarie. La bozza del decreto sul tavolo del Consiglio dei ministri prevede uno slittamento dal 18 aprile al 18 giugno del termine ultimo in cui presentare l’istanza e garantisce anche un anticipo del 40% dell’indennizzo concordato per chi ha la pratica già conclusa.
Quasi tre miliardi per le pmi
Per
quanto riguarda le aziende, è previsto l’ampliamento e potenziamento
del fondo di garanzia per le Pmi, dotato di 1 miliardo in più, garanzie
statali a sostegno della moratoria delle banche alle imprese per 1,73
miliardi di euro oltre che un sostegno fiscale alla cessione dei crediti
deteriorati. In particolare il fondo garanzia Pmi vede ampliare e
semplificare il suo raggio d’azione per i prossimi 9 mesi, elevando ad
esempio la garanzia massima per singola impresa a 5 milioni di euro.
Solo per micro e piccole medie imprese, arriva una clausola per fare
salvi i fidi e per sospendere il pagamento delle rate di mutui e
finanziamenti fino al 30 settembre 2020. Quanto invece alle imprese più
grandi, Cdp (Cassa depositi e prestiti) garantirà, con uno stanziamento
pubblico di 500 milioni, finanziamenti per un importo fino a 10 miliardi
che le banche potranno rilasciare alle imprese colpite dall’emergenza
Coronavirus.
Newco pubblica per Alitalia
Il
decreto dà il via libera alla creazione di una Newco pubblica per
Alitalia. Vengono stanziati 200 milioni per il Fondo di solidarietà per
il settore aereo. Queste risorse andranno a finanziare gli
ammortizzatori sociali, inclusi quelli per Air Italy.
Fondi alle imprese per produrre mascherine
Il
nuovo decreto legge stanzia 50 milioni e prevede che Invitalia, in
qualità di soggetto gestore delle principali agevolazioni nazionali alle
imprese, è autorizzata a erogare finanziamenti a fondo perduto o
contributi in conto gestione, nonché finanziamenti agevolati, alle
imprese che producono dispositivi di protezione individuale e medicali,
«per assicurarne l’adeguata fornitura nel periodo di emergenza».
Si potranno requisire alberghi e macchinari
Il
provvedimento mette in campo una serie di misure per l’emergenza
sanitaria. In caso di necessità, ad esempio, il capo della protezione
civile potrà requisire «in uso o in proprietà da ogni soggetto pubblico o
privato» oltre ai presidi sanitari e medico-chirurgici, anche i
macchinari e le altre dotazioni per le terapie intensive. I prefetti
invece potranno provvedere alla requisizione in uso di «strutture
alberghiere, ovvero di altri immobili aventi analoghe caratteristiche di
idoneità», per ospitarvi chi deve fare la quarantena e non può restare a
casa. Per fronteggiare l’emergenza strutture sanitarie private,
accreditate e non, dovranno mettere a disposizione il personale
sanitario, i locali e le apparecchiature. Le prestazioni saranno
remunerate dalle regioni con una somma di denaro a titolo di indennità.
320 medici e infermieri militari in più
Scattano
presidi sanitari straordinari anche per il servizio sanitario militare.
È messa in evidenza la necessità di incrementare il personale medico e
infermieristico militare per 320 unità, di cui 120 medici e 200
infermieri, attraverso l’arruolamento straordinario e temporaneo, con
una ferma eccezionale della durata di un anno.

