

In pieno corso della Seconda Guerra Mondiale fu ordinato ordinato da Stalin e Chrušcëv il massacro di ventiduemila polacchi militari e civili; tra questi c’era anche un torremaggiorese, miracolosamente, sopravvissuto alla strage, si chiamava Arduino Rubino ( Classe 1914).
Il massacro fu progettato con il preciso scopo precisa di indebolire ancora di più la Polonia, già asservita, ed era il 5 marzo 1940 quando Lavrentij Berija (capo della polizia segreta sovietica) invia a Stalin la circolare 794/B nella quale asseriva: “propongo di applicare la punizione suprema: la pena di morte per fucilazione ai 14.700 polacchi ufficiali, funzionari, proprietari terrieri, agenti di polizia, detenuti nei tre monasteri – oltre che a 11.000 polacchi membri di varie organizzazioni contro-rivoluzionarie di spie e di sabotatori detenuti in altri campi”. Così fu scritto e così fu fatto!
Anni dopo, nel 1943, i militari tedeschi scoprirono, su indicazione degli abitanti del luogo le prime fosse comuni: all’interno c’erano dodici strati di cadaveri, l’uno sull’altro, uccisi tutti con colpo di pistola alla nuca. Quello che era accaduto era chiarissimo, le analisi accertarono che le vittime erano state uccise nel 1940 quando quel territorio era sotto l’occupazione sovietica. Anche al processo di Norimberga si tentò di occultare la verità e di accusare i soldati tedeschi del massacro.
Il Partito Comunista italiano condusse una campagna denigratoria contro il dott. Vincenzo Mario Palmieri , ordinario di Medicina legale e delle Assicurazioni all’Università di Napoli, che era stato cooptato fra i dodici esperti di altrettanti Paesi, per prendere parte alla Commissione internazionale indipendente sotto il patrocinio della Croce Rossa Internazionale chiamata a esaminare i cadaveri.
Il verdetto della Commissione fu unamime: erano stati i sovietici.
Bisognerà attendere il 1990, quando Mikhail Gorbaciov, ultimo leader dell’URSS ammise la verità, chiedendo scusa alla Polonia ed esplicitando che il massacro fu perpetrato dal regime comunista di Mosca e non da Berlino. E per decenni fu silenzio su quel dramma, complice anche la pesante cortina del silenzio che si stese sull’Europa orientale fino alla fine degli anni Ottanta. L’eccidio di Katyn fu pianificato accuratamente secondo una logica ben precisa nella prospettiva di indebolire la Polonia; così, ventiduemila prigionieri di guerra polacchi furono sterminati, fucilati in circa un mese e mezzo, fra aprile e maggio del 1940. Solamente nel 1992 avvenne il riconoscimento della piena responsabilità della strage da parte dei russi. Dopo mezzo secolo di menzogne, di cui le sinistre di tutta Europa sono state complici nel celare una pulizia etnica attuata per ragioni ideologiche.
5 marzo 1940 – 5 marzo 2020: dopo ottanta anni questo eccidio si deve accendere una seria riflessione affinchè non si dimenti anche questo massacro figlio della cattiveria umana. Torremaggiore.Com vuole rendere noto che qualche anno fa, avendo appreso che un torremaggiorese di nome Arduino Rubino nato nel 1914 era in quella zona nel 1940, ha provato a contattarlo per proporre un’intervista. C’è stata una prima conversazione ed era stata programmata una intervista nei giorni successivi. Ma quest’ultima non riuscì poichè il sopravvissuto morì due giorni prima dell’appuntamento ovvero il 24/09/2013. Nella prima conversazione il sig. Rubino dichiarò che riuscì a scappare dalla Foresta di Katyn alla metà di marzo del 1940. Fu aiutato da una donna polacca e rimase in Polonia per molti mesi. Tornerà in Italia nel 1950.
STRAGE DI KATYN – APPROFONDISCI LA TEMATICA
Ottant’anni fa il massacro noto come La Strage di Katyn: l’élite polacca trucidata per volere di Stalin e Chrušcëv – Cultura Cattolica.it
Massacro di Katyn – Wikipedia

