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DèP Torremaggiore: dichiarazione di non partecipazione alle elezioni amministrative 2016

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Un’altra occasione è andata perduta. Le elezioni amministrative avrebbero potuto rappresentare un momento di serio cambiamento. Nuove proposte politiche sembravano voler fornire il loro contributo a Torremaggiore, costruendo un percorso per il rilancio di una politica al servizio dei cittadini e del territorio. Parevano essersi coagulate forze e idee nuove. Invece anche in questa campagna elettorale sono prevalse in gran parte dei soggetti in campo logiche vecchie che fanno pensare a una riedizione delle solite congreghe di soggettività rissose e poco propense a fare sintesi.
Democrazia è Partecipazione aveva lanciato, ormai diversi mesi fa, un appello a tutte le forze vive della nostra società civile a unirsi in un comune sforzo programmatico per lanciare una nuova proposta da sottoporre ai cittadini di Torremaggiore. In quest’ottica, DèP ha inteso aprire un dialogo con la lista Città Nostra e con altre componenti onde convergere su un programma e costruire una seria coalizione della società civile al di fuori dei circuiti partitici che, troppo spesso, sono subordinati a nomenklature e burocrazie che utilizzano gli elettori del nostro territorio come pacchetti di voti da mobilitare in consultazioni elettorali regionali e politiche.
Purtroppo un promettente dialogo è stato interrotto dalla decisione di Città Nostra di scegliere un altro percorso, che includa un’alleanza con una forza politica tradizionale la quale, ovviamente, si pone in una posizione dominante. E’ un peccato, perché questa scelta avrà conseguenze negative non solo per quella lista, ma per le speranze di costruire una proposta fresca e fattiva in quel campo politico.
Non è una questione di nomi e di sigle, ma di metodo. Un progetto di cambiamento della città parte dalle proposte, dal programma, non dalle alleanze e dalle candidature. Suturare coalizioni con l’esclusivo scopo di raccattare voti, scrivendo poi qualche paginetta di programmi raffazzonati e fasulli, è il modo migliore per creare amministrazioni paralizzate da lotte di potere interne per le poltrone e incapaci di mettere in campo le necessarie politiche di trasformazione e cambiamento.
DèP è incompatibile con questo modo vecchio e fallimentare di affrontare i problemi della nostra città. Per questo motivo, anche per rispondere alle richieste arrivate da più parti del campo politico, si dichiara indisponibile ad associarsi a nessuna delle coalizioni in gara e non presenterà propri candidati. Questo non vuol dire affatto una smobilitazione, la fine di un progetto. Tutt’altro: Democrazia è Partecipazione intende incrementare la sua azione critica di sensibilizzazione, denuncia e progettazione. Intende far politica più di prima, consapevole che oggi più che mai c’è bisogno di una rifondazione delle modalità di partecipazione della società civile alla politica.
In questo senso ribadisce le cinque linee d’azione programmatica che hanno caratterizzato e continueranno a caratterizzare la sua iniziativa politica.

1. Amministrazione pulita. L’azione politica deve avere come primo obiettivo un lavoro intenso di verifica che i processi amministrativi comunali siano trasparenti, efficaci, liberi da condizionamenti di natura personale e illecita.
2. Solidarietà e integrazione. Di fronte al peggioramento di vita dei nostri concittadini, è necessario mettere in campo soluzioni che aiutino le famiglie torremaggioresi e permettano un’inclusione armonica dei nuovi cittadini, spesso provenienti da altre esperienze e culture. Non è possibile immaginare che l’integrazione sia solo una questione di sicurezza: se non viene accompagnata da un’inclusione sociale ed economica, lascia le persone alla deriva e apre le porte a forme anche violente d’illegalità.
3. Cultura. Non si può immaginare un futuro per i nostri figli, se non attraverso una capacità di insegnare loro valori civili e modelli di comportamento. In questo senso l’iniziativa della società civile deve puntare anche a un rilancio culturale della nostra comunità.
4. Legalità diffusa. Accanto a un serio controllo del processo amministrativo, è necessario un capillare controllo del territorio. La legalità e la sicurezza sono principi diffusi ai quali tutti devono contribuire, anche attraverso un’aderenza alle norme. Non si tratta solo di sicurezza contro la micro e macro-criminalità, che pure è necessaria. Ma anche di educare i cittadini a fare individualmente il proprio dovere. Evasione ed elusione degli impegni nei confronti della collettività sono a loro volta crimini contro di essa. Come tali vanno trattati.
5. Partecipazione dal basso. In mancanza di una diffusa e collettiva partecipazione alle istanze buone della politica, si lascia spazio ai retrobottega della corruzione. La responsabilità di evitare questa deriva è prima di tutto della società civile, che non può permettere a conventicole e gruppi d’interesse di tramare alle spalle della collettività.

DèP già da svariati anni si occupa di un tema fondamentale che riguarda la salute pubblica, nello specifico la questione dei rifiuti. Organizzammo a suo tempo un convegno/dibattito dal titolo “Napoli siamo Noi” dove richiedemmo con forza a tutte le forze politiche di lavorare congiuntamente su un tema dei rifiuti e sui possibili risvolti che si sarebbero potuti avere. In quel convegno precisammo che di li a poco la questione del problema dei rifiuti si sarebbe trasferito nella nostra provincia con tutto ciò che tale questione si porta a corredo, dicasi sversamenti e vedasi “Terra dei fuochi”, quindi per trasposizione TUMORI !
Inoltre sempre su quest’ultimo tema di SALUTE PUBBLICA bisognerebbe educare tramite informazione/formazione l’agricoltura locale su quali prodotti sono nocivi per la salute e su come devono essere usati i prodotti che non sono nocivi ma che potrebbero diventarlo… bisognerebbe far notare che se non si comincia a fare agricoltura sana e non nociva i risvolti sono poi i tumori. Ricordare che i TUMORI non hanno confini di età, sesso e titoli o tipologia di lavoro che si esercita, possono in sostanza colpire CHIUNQUE!

A nome di Democrazia è Partecipazione

Luigi Rubino
Giovanni Balsamo

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