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23 arresti per ricettazione e riciclaggio a Torremaggiore, operazione “Watch your car”

L’attività d’indagine, svolta dalla Compagnia Carabinieri di San Severo coordinata della Procura della Repubblica di Lucera e convenzionalmente denominata “Watch your car”, ha disarticolato una radicata ed aggressiva associazione criminale, con base operativa nel grosso centro agricolo di Torremaggiore, ma con stretti collegamenti criminali con il territorio di San Severo (FG), dedita ai furti di autovetture ed alle successive richieste estorsive ai rispettivi proprietari, costretti a consegnare ingenti somme di denaro per rientrare in possesso dei mezzi loro rubati.

I Carabinieri hanno operato in un clima di omertà dovuto al terrore delle vittime nel denunciare i fatti, vittime che, in alcuni casi, hanno preferito addirittura non segnalare alle FF.PP. i furti di autovetture subiti, rivolgendosi direttamente a personaggi notoriamente inseriti nel tessuto criminale locale.

Una tematica sociale allarmante a cui è stata data un’efficace risposta attraverso un efficace intervento investigativo che ha consentito di scardinare una potente associazione per delinquere che, sebbene specializzata nei furti d’auto e nelle estorsioni, non disdegnava lucrare anche con lo spaccio di sostanze stupefacenti.

Gli appartenenti alla banda criminale programmavano apertamente i furti di automezzi, il loro occultamento, la richiesta estorsiva ai legittimi proprietari, il riciclaggio e la vendita dei componenti meccanici e di carrozzeria. Una banda organizzata che aveva base tra i comuni di San Severo (FG) e Torremaggiore (FG) con un ampio raggio di operatività asportando vetture di ogni tipo in tutto il nord foggiano, sul Gargano, in Abruzzo ed in Molise.

A capo del presunto sodalizio criminale è stato individuato Masullo Matteo, detto “Bacchetton”, giovane criminale torremaggiorese emergente, che è riuscito a creare una squadra particolarmente agguerrita ed esperta nel settore dei furti d’auto con la collaborazione dei suoi fidatissimi De Florio Vitangelo, Sacco Luigi e Piccolantonio Simone.

Un’organizzazione strutturata e ben congegnata: le indagini dei Carabinieri hanno infatti messo in evidenza i precisi ruoli di ciascuno degli indagati che andavano dall’eseguire materialmente i furti e le richieste estorsive, al custodire in luoghi sicuri i mezzi rubati, dalla costruzione di “spadini” (i grimaldelli necessari ad aprire le vetture), al reperimento e alla custodia delle centraline necessarie per eludere i sistemi di blocco ed antifurto delle auto, fino all’esecuzione di visure al PRA dirette ad individuare i proprietari dei veicoli.

Masullo si avvaleva della collaborazione di esperti personaggi criminali sanseveresi tra cui Popolo Vincenzo, Ceglia Mario, Volpe Giuseppe, Micucci Luigi e Mazzeo Antonio che erano disponibili sia a ricettare i mezzi rubati che ad indirizzarlo da tecnici di loro fiducia per procurarsi il materiale occorrente alla buona riuscita dei furti programmati, nonché a trovargli i locali per l’occultamento della refurtiva.

Del sodalizio facevano parte – anche con ruoli particolarmente “operativi” – alcune donne che, oltre ad intervenire direttamente nella commissione di alcuni furti di auto, fungevano da “vedette” per allarmare i complici sulla presenza delle Forze dell’Ordine; De Santis Anna Pia, fidanzata di Masullo e Cannarozza Eliana, fidanzata di Piccolantonio Simone; Tedesco Angela, fidanzata di Luciano Fiorenzo Pio con il quale partecipava ai furti di automezzi per conto dell’associazione, sono state infatti colpite tutte dalla misura cautelare.

Le indagini hanno permesso di identificare anche il “custode” delle auto rubate – il cittadino straniero Veliev Samir – che aveva il compito di consentire nelle ore notturne l’ingresso all’interno di un capannone alla periferia di Torremaggiore dei mezzi sottratti. La banda infatti aveva la impellente necessità di reperire un idoneo locale ove occultare le autovetture rubate in quanto, in diverse occasioni, avendole parcheggiate nei vari centri abitati, le stesse erano state rinvenute dai Carabinieri che avevano fatto fallire i loro intenti criminali.

Ulteriori collaborazioni al sodalizio criminoso, attraverso l’attuazione dei furti degli automezzi e relative richieste estorsive, erano fornite da altri presunti gregari della banda Cilenti Alfredo, Diomedes Matteo, e Tancredi Antonio.
Le richieste estorsive variavano da 800 a 3000 euro e spesso vi erano vere e proprie contrattazioni con le vittime sul prezzo finale. Le auto che non venivano riscattate dai proprietari, venivano bruciate o, se appetibili sul mercato, rivendute a pezzi a ricettatori locali previa alterazione dei contrassegni identificativi. Gli appartenenti alla banda monitoravano continuamente il territorio al fine di individuare preventivamente le vetture da asportare, studiavano le abitudini dei proprietari e una volta perpetrato il furto, procedevano ad effettuare le chiamate estorsive.
Nell’ambito delle indagini sono state evidenziate anche responsabilità di alcuni indagati, tra cui in primis lo stesso Masullo, nell’approvvigionamento di stupefacenti, per lo più hashish, destinato allo spaccio al minuto sulla piazza di Torremaggiore.

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Comando Stazione Carabinieri Torremaggiore (Fg) - www.torremaggiore.com -
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