{"id":34318,"date":"2026-07-04T23:39:20","date_gmt":"2026-07-04T21:39:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/?p=34318"},"modified":"2026-07-04T23:39:23","modified_gmt":"2026-07-04T21:39:23","slug":"riflessione-pubblica-di-don-renato-borrelli-vetus-e-novus-ordo-dilemma-insuperabile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/2026\/riflessione-pubblica-di-don-renato-borrelli-vetus-e-novus-ordo-dilemma-insuperabile\/","title":{"rendered":"Riflessione pubblica di Don Renato Borrelli: Vetus e Novus Ordo, dilemma insuperabile?"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image\"><a href=\"http:\/\/www.arlemarredamenti.it\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1060\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/arlem-promo-veneta-fino-15-09-2026.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33916\" srcset=\"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/arlem-promo-veneta-fino-15-09-2026.jpg 1060w, https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/arlem-promo-veneta-fino-15-09-2026-768x261.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1060px) 100vw, 1060px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Segnaliamo la lettura dell\u2019articolo realizzato dal nostro Rev.mo Don Renato Borrelli sulla<a href=\"https:\/\/www.settimananews.it\/liturgia\/vetus-novus-ordo-dilemma-insuperabile\/\">\u00a0testata\u00a0Settimana News\u00a0<\/a>in cui espone il tema dei nostalgici della messa celebrata col messale di Papa Giovanni XXIII. Un tema di profonda attualit\u00e0 in questi giorni in cui il Santo Padre Leone XIV ha scomunicato i lefebvriani.La scomunica rigetta nella separazione dalla Chiesa di Roma sia i vescovi che i sacerdoti appartenenti alla Fraternit\u00e0 San Pio X.<br><br>Don Renato Borrelli \u00e8 stato ordinato sacerdote il 14 agosto 1966. E\u2019 il fondatore e attuale vicario della parrocchia Ges\u00f9 Divino Lavoratore di Torremaggiore. Ricopre anche la carica di Vicario Foraneo Nord Ovest della Diocesi di San Severo (Chieuti, San Paolo di Civitate, Serracapriola, Torremaggiore).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Commento all&#8217;articolo di Don Renato a cura del Prof Claudio Monge, frate domenicano, docente universitario, teologo \u00e8 altres\u00ec Direttore del Centro Studi DoSt-I (Dominican Study Institute) di Istanbul.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/encrypted-tbn0.gstatic.com\/images?q=tbn:ANd9GcTIH3TZyDCDQlUEUqQw2OkE-8qVycI4BP40iK7j3vqGbsPFkOlYtUB-fh0&amp;s=10\" alt=\"\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Invocare il ripristino del Vetus ordo e la cassazione del Novo, per recuperare elementi che si ritengono smarriti o attenuati nel nuovo Rito, primo fra tutti il senso del sacro e significativi spazi di silenzio, \u00e8 a dir poco paradossale ! Si deve purtroppo constatare una scarsissima conoscenza della liturgia, antica e nuova, come della teologia. Anzich\u00e9 fare di tutte le erbe un fascio sarebbe meglio scoprire, ad esempio, che i tempi di silenzio meditativo e fecondo sono straordinariamente ampliabili quando si impara a superare il culto ridotto alla sola osservanza di un apparato rubricale! Come ben invita l\u2019articolo, bisogna andare davvero oltre le prese di posizione ideologiche che non sfiorano neppure il significato profondo della Liturgia e, in particolare, della celebrazione Eucaristica, definita dal Vaticano II \u201cCulmen et fons\u201d della vita cristiana. Quest\u2019ultima non \u00e8, dunque, un semplice vessillo identitario ma una questione di fede, vera luce del cammino. Non ci si disseta a una fonte con l\u2019intento di prosciugarla ma per proseguire il pellegrinaggio terreno, dopo essersene dissetati!La liturgia non \u00e8 un territorio da difendere, ma luogo di esperienza della Verit\u00e0 del Vangelo che non si impone dall\u2019alto, ne si ipostatizza in ritualit\u00e0 immutabili, ma cresce nel tempo, dentro l\u2019intreccio concreto delle vite, delle comunit\u00e0 e delle culture, come ricorda papa Leone, nella sua prima enciclica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong> Vetus e Novus Ordo: dilemma insuperabile?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Molti sono i nostalgici della messa celebrata col messale di Papa Giovanni XXIII, perch\u00e9 non si ritrovano nel nuovo rito. L\u2019ho notato anche fra alcuni dei miei 25 benevoli lettori. Comprendo le loro motivazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quelli che preferiscono il rito antico spesso sottolineano alcuni elementi che ritengono smarriti o attenuati nel nuovo&nbsp;<em>Rito<\/em>, primo fra tutti il senso del sacro e significativi spazi di silenzio. Esigenze pi\u00f9 che legittime. Infatti, papa Francesco, nella lettera apostolica&nbsp;<em>Desiderio desideravi<\/em>&nbsp;ha affermato che \u00abtra i gesti rituali che appartengono a tutta l\u2019assemblea occupa un posto di assoluta importanza il silenzio\u2026 simbolo della presenza e dell\u2019azione dello Spirito Santo che anima tutta l\u2019azione celebrativa\u00bb (52).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A proposito del clima diverso di raccoglimento nel passato, nel 1964, quando era gi\u00e0 in uso il messale di Giovanni XXIII, Guardini faceva notare per\u00f2 che: \u00absi pu\u00f2 giungere all\u2019esito che persone serie, le quali hanno a cuore l\u2019autentica piet\u00e0 religiosa, ricevano la sensazione che accade un disastro, come pensava quel venerando vecchio parroco che disse: \u201cPrima che si cominciasse con la liturgia la gente ha potuto pregare. Adesso si parla e si corre attorno\u201d. Ovviamente coster\u00e0 molti pensamenti e tentativi il vedere come si possa portare l\u2019uomo attuale a compiere anche realmente l\u2019atto, senza che ne venga fuori del&nbsp;<em>teatro e dell\u2019armeggio\u00bb&nbsp;<\/em>(<em>Formazione liturgica&nbsp;<\/em>pag. 32). C\u2019era quindi dell\u2019armeggio e del teatro anche nel passato, oltre a quello lamentato nel presente: la liturgia \u00e8&nbsp;<em>semper reformanda<\/em>, come riconosceva il Concilio (SC 21).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Papa Francesco nella gi\u00e0 citata lettera apostolica d\u00e0 il giusto rilievo a quei valori insiti nella celebrazione liturgica giustamente reclamatati da quelli che li ritengono valorizzati e vissuti solo nel&nbsp;<em>Vetus Ordo<\/em>. Difatti, egli parla dello stupore per il Mistero pasquale (dal n. 24 al 26) ed esorta i ministri ordinati a coltivare una viva coscienza di essere una particolare presenza del Risorto (57), un\u2019intensa vita spirituale e l\u2019<em>ars celebrandi<\/em>, evitando ogni eccesso e ogni man\u00eca di protagonismo (54).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutto il documento \u00e8 un richiamo a vivere una liturgia autentica in cui i fedeli si sentano a loro agio perch\u00e9 vi trovano ci\u00f2 che cercano nel recarsi a Messa e non certo l\u2019invenzione estemporanea di qualche nuovo diversivo.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Il\u2026 latinorum<\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si nota in alcuni anche nostalgia del latino: sentire le stesse parole e vedere gli stessi gesti che hanno accompagnato santi e fedeli per secoli darebbe un forte senso di appartenenza a una tradizione millenaria. In effetti, dal IV secolo il latino divenne la lingua per la liturgia, sostituendo il greco che non era pi\u00f9 compreso dal popolo. Papa Damaso incaric\u00f2 san Girolamo di tradurre la Bibbia in latino \u2013 la&nbsp;<em>Vulgata \u2013<\/em>&nbsp;comprensibile dal popolo. Questa preoccupazione di adottare la lingua parlata dal popolo \u00e8 presente anche nelle Chiese orientali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La consapevolezza che il latino non fosse pi\u00f9 la lingua universale che tutti sarebbero stati in grado di comprendere, unita all\u2019intento di facilitare la partecipazione del popolo indusse il Concilio ad adottare la lingua volgare (SC 36), facilitando cos\u00ec la comprensione della Parola di Dio e i riti, non relegando pi\u00f9 l\u2019Assemblea al ruolo di spettatrice di un rito misterioso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il linguista Gian Luigi Beccaria ha scritto il gustoso libro&nbsp;<em>Sicuterat<\/em>,&nbsp;<em>il latino di chi non lo sa: Bibbia e liturgia nell\u2019italiano e nei dialetti,&nbsp;<\/em>in cui descrive le deformazioni popolari in cui incorse il latino della liturgia. Giusto qualche esempio: \u00ab<em>Et ne nos in-ducas&nbsp;<\/em>era diventato un personaggio: \u201c<em>Tenenosse<\/em>\u201d, [sepolto]&nbsp;<em>in du\u2019casse,&nbsp;<\/em>per indicare qualcuno del quale si poteva presumere qualunque eccesso di lusso e stravaganza. Panem nostrum quotidianum \u201c<em>da nobis hodie<\/em>\u201d \u00e8&nbsp;<em>donna Bissodia,&nbsp;<\/em>bacchettona, persona estremamente pia o petulante\u00bb (pag. 32-33).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ovviamente nessun pregiudizio e nessuna nostalgia verso il latino da parte di chi, a suo tempo, si \u00e8 formato col Messale di Pio V e ha celebrato dopo l\u2019ordinazione e, per pochi anni, col Messale di Giovanni XXIII. Da notare, comunque, che proprio quel messale \u2013 a parte il Canone Romano \u2013 dal&nbsp;<em>Te igitur<\/em>&nbsp;alla dossologia e altre parti in latino riservate al celebrante presentava le letture bibliche e altre parti rituali anche in lingua volgare, proprio per facilitare la partecipazione del popolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La riforma, culminata col Messale di Paolo VI fu attuata con l\u2019intento di favorire la partecipazione attiva dei fedeli voluta dai padri del Movimento liturgico, quell\u2019<em>actuosa participatio<\/em>&nbsp;sancita poi da&nbsp;<em>Sacrosanctum concilium.&nbsp;<\/em>Essa veniva comunque facilitata gi\u00e0 prima del Concilio dall\u2019uso del messalino \u2013 dove adottato \u2013 a partire dagli anni 20 del secolo scorso fino a quello bilingue dal 1962.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fu anche stabilito dal Concilio di posizionare di fronte all\u2019assemblea il ministro che la presiede, cosa forse non tanto gradita ai nostalgici del vecchio rito. Si dimentica per\u00f2 che, se Cristo \u00e8 \u201csol oriens ex alto\u201d, allora \u00e8 pi\u00f9 importante avere i cuori rivolti a Lui.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">I giovani di fronte alla liturgia<\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fra quelli che prediligono il&nbsp;<em>Vertus Ordo<\/em>&nbsp;ci sono anche giovani desiderosi di vivere una liturgia raccolta, partecipata interiormente senza troppe fonti di distrazioni, canti compresi. Non hanno tutti i torti, se si considerano certi fenomeni che, comunque marginali, non giustificano una diffidenza generalizzata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 molto significativo il fatto che tanti altri giovani sentano ugualmente l\u2019esigenza di silenzio e un\u2019attrattiva per liturgie celebrate con semplice solennit\u00e0 e con ampi spazi di silenzio e di raccoglimento, senza per questo preferire il&nbsp;<em>Vertus Ordo<\/em>&nbsp;o avere atteggiamenti di rifiuto o di diffidenza nei confronti del rinnovamento conciliare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci sono luoghi in cui i giovani trovano ospitalit\u00e0 e possibilit\u00e0 di vivere intensamente celebrazioni liturgiche intrise di spiritualit\u00e0 e di significativi momenti di silenzio, elementi che essi dovrebbero poi ritrovare nelle celebrazioni liturgiche delle loro comunit\u00e0, in una possibile continuit\u00e0 con ci\u00f2 che hanno vissuto in quei momenti intensi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Paola Bignardi, nelle sue ricerche, intravede come \u00abindizio di futuro, un monachesimo che sa farsi luogo ospitale di forme diverse di vivere il cristianesimo, senza in nulla rinunciare al proprio stile. E cos\u00ec accade di ritrovare, a certe liturgie, giovani che hanno ricevuto solo il battesimo nella loro infanzia e nulla pi\u00f9, ma chiedono di passare qualche giorno a condividere un\u2019esperienza cos\u00ec insolita e cos\u00ec affascinante; oppure di incontrare giovani che frequentano le lodi del mattino di una comunit\u00e0 monastica attratti dalla bellezza e dall\u2019armonia di un certo modo di pregare. Da ci\u00f2 emerge nei giovani una nuova domanda di spiritualit\u00e0\u00bb (<em>Metamorfosi del credere<\/em>, pag. 187).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un mio amico teologo e insegnante in un liceo di Milano vive le stesse esperienze: ogni anno guida alcuni gruppi di alunni a Taiz\u00e8, Bose, Dumenza, dove essi sperimentano e vivono intensamente momenti di preghiera silenziosa e liturgie molto raccolte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Queste esperienze dimostrano che non si pu\u00f2 rimpiangere il passato e ricrearlo per trovare raccoglimento, e nemmeno \u00e8 necessario: si tratta piuttosto di accogliere e contribuire a evidenziare, con la propria sensibilit\u00e0, tutte le possibilit\u00e0 offerte del nuovo rito che, per molti, \u00e8 fonte di preghiera e di crescita. Dipende tutto da come esso viene celebrato secondo le indicazioni di autentica spiritualit\u00e0 liturgica e alla luce di&nbsp;<em>DD,<\/em>&nbsp;senza ricorrere, per attrarre gente, ad effetti speciali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al riguardo, trovo molto pertinenti le osservazioni di G. Costa: \u00abLa liturgia non \u00e8 la&nbsp;<em>performance<\/em>&nbsp;di un ministro davanti a un pubblico, ma l\u2019azione di un popolo radunato. Se l\u2019assemblea rimane passiva o distante, la tentazione \u00e8 quella di riempire il vuoto con qualche invenzione: una spiegazione in pi\u00f9, un gesto aggiunto, un segno nuovo che catturi l\u2019attenzione. \u00c8 spesso in questo momento che nasce la creativit\u00e0 improvvisata. Quando l\u2019assemblea ci sfugge, quando percepiamo che non partecipa davvero, allora pensiamo di dover inventare qualcosa. Eppure, la partecipazione non nasce dall\u2019aggiunta di elementi esterni al rito, ma dalla capacit\u00e0 di far emergere la dinamica propria della celebrazione: il dialogo tra presidente e assemblea, la risposta corale, il canto comune, il silenzio condiviso, il ritmo dei gesti\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Occorre anche notare che certe manipolazioni vengono fatte anche da chi, pur nostalgico del passato, si \u00e8 adeguato al Messale di Paolo VI, ma si permette libert\u00e0 ibride in cui il rito \u00e8 gravato da ridondanti sovrastrutture pseudo rituali.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Un po\u2019 di storia della riforma<\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ritengo a questo punto utile, sia per quelli che hanno convissuto con la Riforma liturgica fin dal suo inizio sia per coloro che hanno nostalgia del passato per motivazioni di ordine spirituale e senza pregiudizi, descrivere in breve l\u2019iter e le scelte serie, responsabili, motivate e competenti che hanno portato al Messale di Paolo VI, che non \u00e8 frutto di improvvisazione da parte di sprovveduti in cerca di novit\u00e0 ad ogni costo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Difatti, quando si intraprese la riforma del rito, molti temevano che si volesse demolire tutto, distruggendo l\u2019edifico antico per costruirne un altro completamente diverso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si tratt\u00f2, in realt\u00e0, di un restauro condotto con intenzioni innovative e con criteri filologici, utilizzando le ulteriori conoscenze storiche maturate nel frattempo, nel rispetto delle strutture portanti e tenendo sempre presente la Tradizione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Potremmo paragonare la riforma all\u2019opera di un architetto alle prese con un castello antico da restaurare, col proposito per\u00f2 di rispettare la struttura, eliminando stratificazioni di stili di diverse epoche sovrapposti alle linee architettoniche originarie, snellendo e rendendo il tutto pi\u00f9 funzionale all\u2019uso, provvedendo anche ad ampliare determinati spazi d\u2019uso, il tutto fatto per\u00f2 con stile e sobriet\u00e0, evitando di ostentare una modernit\u00e0 fuori luogo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pensiamo agli spazi creati per collocare tutta la ricchezza della Parola di Dio, le nuove Preghiere Eucaristiche, una ulteriore variet\u00e0 di prefazi, di nuove collette e formulari per celebrazioni particolari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prima ancora della riforma voluta da Paolo VI, papa Pio XII nel 1948 aveva creato una Commissione che ponesse mano a riformare i Riti della Settimana Santa, ripristinando la Veglia Pasquale (1951), riformando la Settimana Santa e semplificando le Rubriche (1955).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla stessa Commissione poi Giovanni XXIII diede l\u2019incarico di preparare una nuova edizione del Messale \u2013 quella del 1962 \u2013, in cui furono inseriti i riti della nuova Settimana Santa riformata, il Codice delle Rubriche, l\u2019aggiunta del nome di san Giuseppe nel Canone, l\u2019eliminazione dell\u2019aggettivo&nbsp;<em>perfidi&nbsp;<\/em>riservato ai Giudei nella Liturgia del Venerd\u00ec Santo e lo snellimento di alcuni riti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come attesta Annibale Bugnini nel suo voluminoso, dettagliato e documentato libro&nbsp;<em>La Riforma Liturgica<\/em>, il Messale del 1962 non era nelle intenzioni di papa Giovanni XXIII&nbsp;<em>un punto di arrivo<\/em>, ma&nbsp;<em>solo un ponte di transizione verso la riforma<\/em>&nbsp;e quindi una realizzazione destinata ad essere&nbsp;<em>transitoria<\/em>, in vista di una futura riforma che tenesse conto delle precise indicazioni di&nbsp;<em>SC<\/em>&nbsp;ai numeri 47-58, quella che in seguito realizz\u00f2 Paolo VI, affidandola al&nbsp;<em>Consilium ad exequendam Constitutionem de Sacra Liturgia,<\/em>&nbsp;composta da numerosi liturgisti e teologi chiamati per la loro grande competenza a far parte dei gruppi di lavoro o&nbsp;<em>coetus c<\/em>he prepararono il nuovo messale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel libro di Bugnini sono 13 le pagine con i nomi dei vescovi, dei consultori e dei consulenti e consiglieri membri di quel Consilium: liturgisti, biblisti, patrologi e teologi, fra i quali Falsini, Gelineau, Jungmann, Leclercq, Martimort, Mazzarello, Neuhneuser, Nocent, Raffa, Roguet, Vagaggini, Visentin; Grelot, Cerfaux, Cazelles; Pellegrino, Marrou, Quasten; Alszeghy, Bouyer, Danielou, Pannikar, Rahner.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I lavori di preparazione non solo del Messale, ma anche di tutti gli altri Libri Liturgici a partire dalla Liturgia delle Ore secondo le dettagliate indicazioni del&nbsp;<em>Piano generale,<\/em>&nbsp;iniziarono nel 1964 e furono condotti con impegno e competenza, seguiti da Paolo VI che provvedeva personalmente a correggere i testi e fare opportune aggiunte. Fu lui a volere che le parole di Ges\u00f9 sul pane e sul vino fossero le stesse in tutte le Preghiere eucaristiche, spostando l\u2019acclamazione&nbsp;<em>Mistero delle fede<\/em>&nbsp;dopo la consacrazione del pane e del vino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A fronte di tanto lavoro condotto con seriet\u00e0, apparve inopportuna, oltre che infondata, l\u2019accusa insinuata da alcuni prelati, con l\u2019avallo di un non meglio identificato gruppo di esperti, di essere lontani dalla sana dottrina. Paolo VI rispose a quelle insinuazioni a tono e con un garbato ma preciso contrappunto nel&nbsp;<em>Proemio<\/em>, che volle anteporre ai&nbsp;<em>Principi e norme per l\u2019uso del Messale Romano<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei primi anni successivi alla promulgazione del Messale, il papa soffr\u00ec molto per le manipolazioni \u201cselvagge\u201d di tanto accurato lavoro fatto nel rispetto della Tradizione e delle istanze dei padri del Movimento liturgico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mons. Bugnini pag\u00f2 un caro prezzo l\u2019essere stato il regista dei lavori per la riforma: fu calunniosamente accusato di essere massone, facendolo comparire nella famigerata lista di Mino Pecorelli del 1978, poi risultata artefatta e falsa, in cui risultavano altre personalit\u00e0 del mondo cattolico impegnate e permeate dallo spirito del Concilio, voci profetiche e superiori ad ogni sospetto, invise per\u00f2 ad alcuni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A fronte di tante manipolazioni e nel rispetto di tante sofferenze, occorre quindi una valutazione pi\u00f9 rispettosa e una riconsiderazione delle proprie posizioni sia da parte di chi vive la Riforma Liturgica con una certa disinvoltura sia anche da parte di chi ha difficolt\u00e0 ad accoglierla. Essa \u00e8 sempre suscettibile di eventuali ritocchi o aggiunte, come gi\u00e0 avvenuto nella nuova edizione del Messale, non certo per\u00f2 di una ulteriore<em>&nbsp;Riforma<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bisogna infatti tener presente che, al riguardo, papa Francesco, con la lettera apostolica&nbsp;<em>Traditionis custodes&nbsp;<\/em>(2021), si \u00e8 pronunciato chiaramente, dichiarando che \u00abi libri liturgici promulgati dai santi Pontefici Paolo VI e Giovanni Paolo II, in conformit\u00e0 ai decreti del Concilio Vaticano II sono&nbsp;<em>l\u2019unica espressione<\/em>&nbsp;della&nbsp;<em>lex orandi<\/em>&nbsp;del Rito Romano\u00bb. \u00c8 questo un punto fermo alla base di ogni dialogo.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Dalla contrapposizione al dialogo risolutivo \u2013 utopia?<\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nello spirito sinodale occorre che, dalla contrapposizione, si passi al sereno e fraterno dialogo che tenga presente il serio lavoro preparatorio della Riforma, le esigenze di ordine spirituale di chi ha difficolt\u00e0 a viverla, ma soprattutto ci\u00f2 che papa Francesco ha evidenziato, come esigenza strutturale delle celebrazioni liturgiche, in&nbsp;<em>Desiderio desideravi<\/em>: \u00abL\u2019<em>ars celebrandi&nbsp;<\/em>non pu\u00f2 essere ridotta alla sola osservanza di un apparato rubricale e nemmeno essere pensata come una fantasiosa \u2013 a volte selvaggia \u2013 creativit\u00e0 senza regole\u00bb (48).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si tratta di celebrare secondo lo spirito della liturgia e, alla fine, si scoprir\u00e0 che si desidera la stessa cosa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Francesca Peruzzotti fa giustamente notare che \u00abla possibilit\u00e0 di una vita liturgica autentica che sia significativo nutrimento spirituale e decisivo motivo di conversione, non si d\u00e0 una volta per tutte, n\u00e9 \u00e8 concretizzabile affinando tecniche e inseguendo innovazioni epidermiche, ma solo mettendo in causa la fede in quanto tale, riconoscendo, cio\u00e8 la celebrazione come organico e sintetico aspetto della vita cristiana, in virt\u00f9 della sua natura specifica dello storico rivelarsi divino in Ges\u00f9, di cui non \u00e8 accidentale l\u2019attestazione scritturistica\u00bb (<em>SdP<\/em>&nbsp;56\/2024).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non quindi&nbsp;<em>Riforma della Riforma<\/em>, non la discutibile presenza di due Riti, n\u00e9 una loro ambigua convivenza sotto lo&nbsp;<em>stesso tetto&nbsp;<\/em>con modifiche e aggiunte giusto per accontentare le esigenze di una parte, bens\u00ec la presa di coscienza da parte di tutti che, se la sacra liturgia non esaurisce tutta l\u2019azione della Chiesa, tuttavia essa \u00ab\u00e8 l\u2019occasione insuperabile per manifestare la distanza costitutiva e permanente della Parola di Dio dalle parole e dalle pratiche umane: ci\u00f2 si ottiene, lungi dall\u2019indugiare in sterili estetismi che restituiscano in modo posticcio una qualche sacralit\u00e0, offrendo la possibilit\u00e0 di sperimentare la forma \u2013 sorprendente perch\u00e9 capovolta \u2013 &nbsp;del Dio cristiano\u00bb (<em>ivi<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La liturgia non pu\u00f2 essere motivo di divisione tra i fedeli: ecco perch\u00e9 papa Francesco intervenne decisamente con&nbsp;<em>Traditionis custodes<\/em>: l\u2019unit\u00e0 nella fede, di cui il papa \u00e8 garante, chiede l\u2019unit\u00e0 nella&nbsp;<em>lex credendi&nbsp;<\/em>e&nbsp;<em>nella lex orandi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non si tratta di preoccuparsi solo di questioni interne. La Chiesa, chiamata ad essere perennemente in uscita da s\u00e9 stessa, eviter\u00e0 di restare ingabbiata in questioni interne che, potendo generare confusione e offuscamento della testimonianza, devono essere risolte (nel caso specifico, alla luce di&nbsp;<em>TC<\/em>) in un dialogo a vari livelli: personale, diocesano \u2013 specie laddove il problema \u00e8 pi\u00f9 sentito \u2013 ed eventualmente in altre sedi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un discernimento comunitario attuato da tutte le componenti del Popolo di Dio, con disponibilit\u00e0 al dialogo fra le parti nell\u2019intento di giungere ad una unanimit\u00e0 non forzata, bens\u00ec frutto di un umile esame di coscienza da ambo le parti e di un dialogo fraterno \u2013 come si addice ad una comunit\u00e0 cristiana \u2013, che abbia comunque come riferimento lo spirito e i documenti del Vaticano II, in particolare&nbsp;<em>Sacrosanctum concilium&nbsp;<\/em>(approvato dal 97% dell\u2019episcopato mondiale: 2.162 favorevoli, solo 46 contrari)<em>, Desiderio desideravi<\/em>&nbsp;e altri documenti man mano prodotti nel tempo allo scopo di mettere a punto le motivazioni profonde e le modalit\u00e0 dell\u2019agire liturgico e musicale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vi si troverebbero correttivi e, nello stesso tempo, un chiaro e non equivoco indirizzo per una celebrazione che si svolga con quella nobile semplicit\u00e0 che faciliti a tutti la partecipazione a qualcosa che deve pur segnare un momento diverso, fatto di modalit\u00e0 e atteggiamenti adeguati ad esso, e avendo come criterio anche una seria, onesta e specifica riflessione di antropologia culturale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Don Renato Borrelli<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/whatsapp.com\/channel\/0029VaDHLS73AzNIPF1REe36\">Segui Torremaggiore On Line su WhatsApp<\/a><br><br><a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/torremaggioreonline\/\">Segui Torremaggiore On Line su Instagram<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/t.me\/torremaggioreonline\">Segui Torremaggiore On Line su Telegram<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/truthsocial.co.in\/@torremaggioreonline\">Segui Torremaggiore On Line su Truth<\/a><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><a href=\"http:\/\/www.arlemarredamenti.it\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"500\" src=\"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/arlem-con-brand-DEF-2025.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-31860\" srcset=\"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/arlem-con-brand-DEF-2025.png 900w, https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/arlem-con-brand-DEF-2025-768x427.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><a href=\"http:\/\/www.autopneus.it\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1080\" height=\"1080\" src=\"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/auto-team-adv-dicembre-2025-bis-moto-kasko-gomme-definitivo-01-12.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-32259\" srcset=\"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/auto-team-adv-dicembre-2025-bis-moto-kasko-gomme-definitivo-01-12.png 1080w, https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/auto-team-adv-dicembre-2025-bis-moto-kasko-gomme-definitivo-01-12-768x768.png 768w, https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/auto-team-adv-dicembre-2025-bis-moto-kasko-gomme-definitivo-01-12-150x150.png 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 1080px) 100vw, 1080px\" \/><\/a><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Segnaliamo la lettura dell\u2019articolo realizzato dal nostro Rev.mo Don Renato Borrelli sulla\u00a0testata\u00a0Settimana News\u00a0in cui espone<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":29963,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[455],"tags":[2005,2235,4730,8,5532],"class_list":["post-34318","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-brevi-news","tag-chiesa-cattolica","tag-don-renato-borrelli","tag-papa-leone-xiv","tag-torremaggiore","tag-vetus-e-novus-ordo"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Riflessione pubblica di Don Renato Borrelli: Vetus e Novus Ordo, dilemma insuperabile? - Torremaggiore On Line<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Segnaliamo la lettura dell\u2019articolo realizzato dal nostro Rev.mo Don Renato Borrelli sulla\u00a0testata\u00a0Settimana News\u00a0in cui espone il tema dei nostalgici della messa celebrata col messale di Papa Giovanni XXIII. 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