{"id":20685,"date":"2022-09-22T22:22:03","date_gmt":"2022-09-22T20:22:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/?p=20685"},"modified":"2022-09-22T22:22:04","modified_gmt":"2022-09-22T20:22:04","slug":"inaugurazione-del-museo-saccovanzetti-a-torremaggiore-riflessione-dellex-sindaco-prof-michele-marinelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/2022\/inaugurazione-del-museo-saccovanzetti-a-torremaggiore-riflessione-dellex-sindaco-prof-michele-marinelli\/","title":{"rendered":"Inaugurazione del Museo Sacco&#038;Vanzetti a Torremaggiore: riflessione dell&#8217;ex sindaco Prof Michele Marinelli"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/scontent.fnap3-1.fna.fbcdn.net\/v\/t39.30808-6\/307511625_491999749600844_3461599446899890822_n.jpg?_nc_cat=100&amp;ccb=1-7&amp;_nc_sid=8bfeb9&amp;_nc_ohc=33Wm2WVOymQAX8uWx25&amp;_nc_ht=scontent.fnap3-1.fna&amp;oh=00_AT8cpJ-2_KPreuFzx-zldhiVVaCjx_Nve09m24Se-Cq4Yg&amp;oe=6331FDF7\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>LE RAGIONI DI SACCO E VANZETTI &#8211; IL LABORATORIO \u2013 MUSEO, LA STORIA E LE STORIE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Chi coltiva con seriet\u00e0 l\u2019interesse per la storia, tenendosi a distanza da disinvolte manovre \u201crevisionistiche\u201d, chi antepone lo spessore inemendabile dei fatti e dei personaggi alla forza persuasiva delle finzioni, chi, e veniamo al punto, ha conosciuto in tutta la sua densit\u00e0 la vicenda di Sacco e Vanzetti e del suo epilogo nella non lontana America dell\u2019agosto 1927, fa fatica a trattenere una giustificata perplessit\u00e0 di fronte ad una diffusa tendenza ad <em>addomesticare<\/em> l\u2019eredit\u00e0 di due uomini \u2013 simbolo, insistentemente, e talvolta anche strumentalmente, espropriati della loro identit\u00e0 politica e del significato pi\u00f9 autentico della loro condanna. Chi scrive ha gi\u00e0 avuto modo di accennare, seppure indirettamente, ma in maniera esplicita, a questo problema in uno scritto apparso sulla rivista <em><strong>Il Presente e la Storia<\/strong><\/em> in occasione del <em>Novantesimo Anniversario<\/em> della scomparsa di Sacco e Vanzetti. (Lo si pu\u00f2 leggere, anche, in riproduzione fotografica sul sito de <em>I Fontanari torremaggioresi<\/em> ).<\/p>\n\n\n\n<p>Adesso per\u00f2 \u00e8 venuto il momento di riprendere il discorso in forma pi\u00f9 diretta e circostanziata. E l\u2019opportunit\u00e0 \u00e8 offerta dalla inaugurazione avvenuta il 17 settembre scorso di \u201c<em><strong>Storia viva. LAB SACCO E<\/strong><\/em> <em><strong>VANZETTI<\/strong><\/em>\u201d, iniziativa di cui il Comune di Torremaggiore sembra essere il principale patrocinante e promotore, potendo usufruire dei finanziamenti del Gal Daunia Rurale, \u201cin un\u2019ottica, come dichiarato dal presidente Pasqua Attanasio, di valorizzazione del patrimonio culturale del territorio\u2026\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Dalle dichiarazioni ufficiali del capo dell\u2019amministrazione comunale apprendiamo che \u201cnasce il primo museo \u2013 laboratorio in Italia dedicato a Sacco e Vanzetti, destinato soprattutto ai giovani, con l\u2019augurio che possa presto diventare un incubatore di idee\u201d. Si vuole cos\u00ec creare un \u201cluogo\u201d che \u201cpossa raccontare la storia di Sacco e Vanzetti con particolare attenzione a temi di grande attualit\u00e0 come giustizia, pena di morte, accoglienza, tolleranza, integrazione, rispetto dei diritti umani e civili e false notizie\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Salvo a voler intendere in modo sperabilmente ottimistico quel \u201cpossa presto diventare un incubatore di idee\u201d e, aggiungo, di <em><strong>proposte<\/strong><\/em>, spiace notare l\u2019assenza, in questo elenco e in questa dichiarazione di intenti, di qualsivoglia riferimento, sia pure indiretto, alla <em><strong>fede politica<\/strong><\/em> e alla <em><strong>professione di anarchismo<\/strong><\/em> che, con ogni evidenza, costituiscono l\u2019asse portante della vita e della morte di Sacco e Vanzetti. E ci\u00f2 in perfetta consonanza con quanto a Torremaggiore si \u00e8 visto e udito negli ultimi 15 anni ogni volta che si \u00e8 parlato di loro, specialmente nelle ricorrenze annuali della loro criminale esecuzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora, prima ancora che un problema di ricostruzione storica degli eventi, qui si pone una questione concernente le modalit\u00e0 del raccontare e del trasmettere messaggi. Le quali hanno una capacit\u00e0 di incidenza sulla formazione delle convinzioni che il pi\u00f9 delle volte sopravanza quella dei fatti, ovvero dei dati storici acquisiti. Il problema, insomma, sembra riguardare in primo luogo il tema della comunicazione: non cio\u00e8 la storia in quanto tale, ma le<em> storie.<\/em> Esse sono capaci di determinare la struttura delle nostre societ\u00e0, preparano bambini e giovani alla costruzione del futuro concorrendo a determinare assetti sociali e legami comunitari, predispongono sin da piccoli alla libert\u00e0 delle scelte future, anche di quelle politiche. Proprio per questo le narrazioni vanno sottratte agli <em>influencers and decision makers<\/em>, ai facitori cio\u00e8 di influenze e decisioni . E restituite alla loro naturale consonanza con la storia per davvero accaduta. Quella cio\u00e8 narrata dagli storici, pur nella differenza di giudizio e di interpretazione, e non gi\u00e0 dai <em>media<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Di questi temi tratta adesso un importante libro di Jonathan Gottschall, storico e accademico statunitense della letteratura, dal titolo quanto mai significativo <em><strong>Il lato<\/strong><\/em> <em><strong>oscuro delle storie<\/strong><\/em>, <em><strong>Come lo storytelling cementa le<\/strong><\/em> <em><strong>societ\u00e0 e talvolta le distrugge<\/strong><\/em> (in Italia pubblicato da Bollati Boringhieri), presentato appena qualche giorno fa a \u201cPordenonelegge\u201d. L\u2019autore fa altres\u00ec notare, in una recente intervista, che ormai \u201cstiamo vivendo all\u2019interno di un big bang tecnologico della narrazione, (il\u201csupporto delle nuove tecnologie\u201d di cui parla il sindaco presentando il museo-laboratorio?) un\u2019espansione rapida dell\u2019universo delle storie in ogni direzione: una persona media consuma quasi dodici ore al giorno di storie, per lo pi\u00f9 in forma narrativa. Le tecnologie digitali hanno amplificato in modo massiccio il potere delle storie\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Chi allora si accinge ad intraprendere un\u2019impresa come quella del Comune di Torremaggiore su Sacco e Vanzetti non pu\u00f2 fare a meno di confrontarsi con problematiche come quelle odierne riguardanti la <strong>completezza e<\/strong> <strong>la veridicit\u00e0<\/strong> dei fatti raccontati (ancora <em>le false notizie<\/em> di cui alle dichiarazioni del sindaco?) Il timore di una \u201clettura\u201d, resa intenzionalmente restrittiva al fine di renderla il pi\u00f9 possibile unificante e consensuale, non \u00e8 per nulla un timore ingiustificato. E costituisce un problema di vecchia data.<\/p>\n\n\n\n<p>IL RUOLO DELL\u2019ASSOCIAZIONE SACCO E VANZETTI<\/p>\n\n\n\n<p>Come molti sanno, da quindici anni opera a Torremaggiore l<em><strong>\u2019Associazione Sacco e Vanzetti<\/strong><\/em>, la cui nascita e progressiva vitalit\u00e0 si devono principalmente al lavoro instancabile e coraggioso di Fernanda Sacco, da poco scomparsa, nipote di Nicola. In questa <em>Associazione<\/em>, a sommesso parere di chi scrive, predomina , fino a divenire nel tempo pressoch\u00e8 esclusiva, una \u201clettura\u201d della storia dei due italiani uccisi a Boston il 23 agosto 1927 che si concentra prevalentemente su questioni certo di grande spessore sociale e culturale, unificanti e non divisive, come, in primo luogo, la condanna della pena di morte ( pena tuttora vigente nella maggior parte dei civili e democratici Stati Uniti d\u2019America) e l\u2019attenzione per la spesso drammatica piaga dell\u2019emigrazione determinata da ricorrenti, gravi problemi di carattere economico-sociale a cui si aggiunge, specie in tempi pi\u00f9 recenti, lo sconquasso della geopolitica planetaria per via delle numerose guerre dislocate in pi\u00f9 parti del mondo. Temi molto consistenti sono poi, nell\u2019agenda operativa dell\u2019Associazione, il ripudio della guerra, l\u2019incontro e lo scambio di saperi e culture diverse, con annesso rifiuto dell\u2019egemonia dell\u2019<em><strong>American model of life<\/strong><\/em>, la ricerca della tolleranza nell\u2019incontro con il diverso, l\u2019<em><strong>altro<\/strong><\/em> studiato dagli antropologi.<\/p>\n\n\n\n<p>Per esperienza diretta di chi scrive (e qui voglio precisare che queste riflessioni veicolano non solo un giudizio critico ma anche una personale testimonianza) in poca considerazione, sotto il profilo storico, politico e culturale, \u00e8 stato tenuto chi in passato ha cercato di esporre un altro punto di vista <strong>non alternativo<\/strong> a quello dell\u2019Associazione , ma<strong> integrativo e ricostruttivo<\/strong> di esso. Il punto di vista, si sar\u00e0 ormai capito, di chi voleva far emergere e vitalizzare l\u2019insegnamento e la fede politica dei due grandi italiani d\u2019America, la loro professione esplicita di anarchismo (si ricorder\u00e0 che le ultime parole di Sacco, prima che il dispositivo elettrico fulminasse il suo corpo, furono \u201cViva l\u2019Anarchia\u201d). Messaggio politico e fede di professione anarchica sono ancora adesso il <em><strong>convitato di pietra<\/strong><\/em> tra noidestinato a rimanere muto e immobile.<\/p>\n\n\n\n<p>E dire che da questa dimensione pi\u00f9 propriamente politica, pi\u00f9 biografica e umana di Sacco e Vanzetti scaturiscono le parole pi\u00f9 belle che siano mai state scritte da un padre al proprio figlio. \u201c<em>Non dimenticarti giammai, Dante, ogni qualvolta nella vita sarai felice, di non essere egoista: dividi sempre le tue gioie con quelli pi\u00f9 infelici, pi\u00f9 poveri e pi\u00f9 deboli di te e non essere mai sordo verso coloro che domandano soccorso. Aiuta i perseguitati e le vittime perch\u00e9 essi saranno i tuoi migliori amici, essi sono i compagni che lottano e cadono, come tuo padre e Bartolomeo lottarono e oggi cadono per aver reclamato felicit\u00e0 e libert\u00e0 per tutte le povere cenciose folle del lavoro. In questa lotta per la vita tu troverai gioia e soddisfazione e sarai amato dai tuoi simili<\/em>\u201d. Parole che solo la densa e indefettibile umanit\u00e0 di un anarchico poteva pronunciare.<\/p>\n\n\n\n<p>Per non parlare poi della narrazione autobiografica, successivamente pubblicata con il titolo <em><strong>Una vita proletaria,<\/strong><\/em> che Bartolomeo Vanzetti consegna alla storia della politica e delle peripezie di un uomo che cerca, e trova, le ragioni della sua identit\u00e0 e del suo stare al mondo. Per non parlare, infine, delle sue struggenti lettere ai parenti, ai genitori e alla sorella Luigina, tutte quante raccolte in un lontanissimo libro, ormai introvabile, pubblicato dagli Editori Riuniti nel 1962.<\/p>\n\n\n\n<p>Si \u00e8 perlopi\u00f9 inserito questi accenti e questi insegnamenti di superiore umanit\u00e0 nel registro anodino e politicamente inoffensivo della commozione e della<em><strong> pietas<\/strong><\/em> per la propria famiglia e per i propri cari. Senza mai capire che, invece, essi sono legati a filo doppio alla coscienza e al patrimonio pi\u00f9 genuino dell\u2019anarchismo, che, sia detto subito, con le bombe e gli attentati non aveva nulla a che vedere.<\/p>\n\n\n\n<p>Chi scrive ricorda volentieri di aver depositato il 23 agosto del 2007, nello studio notarile del dott. Cassano, la propria firma di adesione quale socio fondatore dell\u2019<em><strong>Associazione Sacco e Vanzetti. <\/strong><\/em>E ricorda pure che tra quei soci fondatori, accanto a molti altri, c\u2019erano i rappresentanti del Movimento sorto a difesa di Silvia Baraldini, condannata negli Stati Uniti per \u201cassociazione sovversiva\u201d e scarcerata solo nel 2006 dopo circa 23 anni di carcere. E c\u2019erano pure i rappresentanti del <em><strong>Movimento anarchico.<\/strong><\/em> Ma quando, subito dopo, si prese a considerare scopi, caratteristiche salienti e fisionomia complessiva dell\u2019<em>Associazione <\/em>si sent\u00ec dire senza mezze parole che essa non solo non aveva nulla a che vedere con i partiti (cosa certo comprensibile e perfino accettabile), ma era squisitamente <em>apolitica.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>MA CHI HA PAURA DELLA POLITICA?<\/p>\n\n\n\n<p>La costernazione iniziale si trasform\u00f2 presto in una domanda, tanto semplice quanto cruciale. Chi ha paura della politica? Perch\u00e9 mai dissociare il nome di due uomini che in fin dei conti non sono morti, come tanti al giorno d\u2019oggi, <em><strong>di <\/strong><\/em>politica, ma <em><strong>per<\/strong><\/em> la politica, per contribuire a edificare, con le loro forze e con quelle di tanti altri come loro, un mondo possibilmente migliore, riscattato alfine da ingiustizia, sfruttamento, sottomissione? Libero perch\u00e9 libero dal principio di obbedienza a <em>un<\/em><em><strong> potere<\/strong><\/em><strong>, <\/strong>dispotico eviolent<strong>o<\/strong> che sovrasta e calpesta ogni diritto (ecco il principio cardinale dell\u2019anarchismo!) che produce la sciagura peggiore per l\u2019umanit\u00e0, la guerra. Perche \u201cnoi crediamo che la guerra sia ingiusta\u201d come ebbe a dichiarare Vanzetti nelle sue ultime parole ai giudici che lo condannavano a morte. E la guerra non nasce dalla cattiveria e dalla malvagit\u00e0 dell\u2019uomo, secondo un<em> refrain<\/em> ricorrente e mistificante. Per cui cambiamo l\u2019uomo con l\u2019insegnargli i buoni sentimenti, con le buone parole e con la buona morale e il pacifismo che spesso sbandieriamo nelle piazze e nelle giostre oratorie delle ricorrenze, trionfer\u00e0. No! Non \u00e8 cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Occorre piuttosto, al fine di sradicare le guerre dal mondo, debellare le politiche di aggressione, di sottomissione e di comando per il possesso della Terra voluti da una geopolitica del dominio e dalla follia criminale del potere e del denaro. Questo avevano capito il poco istruito Nicola Ferdinando Sacco e il brillante autodidatta Bartolomeo Vanzetti. <strong>E dalla fede politica, dalla militanza, dalla lotta, essi speravano di ricavare le<\/strong><em><strong> chances<\/strong><\/em><strong> per estirpare le guerre ovunque sorgessero, smascherandone la subdola natura derivante dalle scelte del capitalismo e dell\u2019imperialismo. Per edificare piano piano le condizioni di un diverso destino del mondo. Ecco il cuore pulsante del loro messaggio: Il convincimento che questo nuovo destino si potesse costruire solamente con la concretezza e la determinazione del gesto politico, a sua volta discendente dal \u201csogno di una cosa\u201d, come lo chiama Marx in una lettera a Ruge del 1843, e non da uno spurio pacifismo alla moda predicato magari su quelle stesse piazze che insorsero nel mondo intero per protestare contro la loro condanna a morte.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Certo, a fronte dell\u2019innegabile degrado della politica che imperversa da circa quarant\u2019anni nel nostro e nell\u2019altrui Paese, la tentazione del <strong>Grande Rifiuto,<\/strong> o del sostitutivo ripiego sul piano edificante ma inoffensivo dell\u2019esortazione morale, \u00e8 difficile da tenere a bada. Ma proprio questo rischio di cedimento ci spinge a non soccombere alla logica disarmante e smobilitante della rinuncia. Sapendo che, quando la politica sorge e prende forma nella testa e nelle decisioni dei greci antichi, essa si lega in maniera inseparabile, anche etimologicamente, alla nascita e al destino della Citt\u00e0. Sapendo che essa, anche nei momenti pi\u00f9 bui della storia, non \u00e8 mai stata la maledizione dei popoli. Bens\u00ec una risorsa preziosa che, come Sacco e Vanzetti credevano, pu\u00f2 migliorare il mondo dopo che Dio se ne \u00e8 ritirato definitivamente. Perci\u00f2 sentir dire che le ragioni della politica non erano compatibili con gli scopi dell\u2019<em>Associazione <\/em>\u00e8 stato per lo scrivente uno scandalo concettuale inammissibile, una dichiarazione di rifiuto consapevole della storia, un voler quasi liberare la memoria di Sacco e Vanzetti da un fardello ingombrante che potesse appesantirne la vitalit\u00e0. Che, cos\u00ec, veniva impropriamente relegata al piano fumoso e deviante delle pi\u00f9 unanimistiche \u201cbattaglie di civilt\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019esonero della dimensione politica voleva dire esplicitamente prendere congedo dalla radicalit\u00e0 della lotta che ha attraversato il pensiero e la militanza di Sacco e Vanzetti. <em><strong>Essi<\/strong><\/em>, <em><strong>nei pochi scritti che ci hanno lasciato, non si sono mai cimentati con il tema delle battaglie civili, con la condanna della pena di morte diventata poi il cavallo di battaglia di tante manifestazioni avvenute in loro nome. Mai affrontarono il problema dell\u2019emigrazione che per loro, forse, non era neppure una piaga sociale, ma il diritto di ogni uomo ad essere cittadino del mondo secondo il pi\u00f9 schietto e tradizionale internazionalismo predicato dai classici del marxismo e dell\u2019anarchismo, ma gi\u00e0 lontanamente anticipato dall\u2019insegnamento degli Stoici antichi che probabilmente, nel suo inappagabile bisogno di sapere, l\u2019autodidatta Vanzetti conosceva bene.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Quella dei due grandi italiani assassinati in America fu una battaglia di pi\u00f9 vasto respiro, cominciata con \u201cl\u2019amore per il socialismo\u201d e diretta a creare le condizioni per \u201caiutare i perseguitati e le vittime\u201d, \u201ci compagni che lottano e cadono\u201d per la libert\u00e0 e per il lavoro, come scrive, si \u00e8 visto, Sacco nell\u2019ultima sua lettera al figlio. Fu, la loro, una lotta per \u201cl\u2019umanismo e l\u2019uguaglianza dei diritti\u201d, per combattere \u201cl\u2019ignoranza e la degenerazione dei sentimenti naturali\u201d, \u201cle piaghe che pi\u00f9 straziano l\u2019umanit\u00e0\u201d. Disprezzai, scrive Vanzetti, <em><strong>il motto ognuno per s\u00e9 e Dio per tutti<\/strong><\/em>, che potrebbe essere la fotografia pi\u00f9 fedele dell\u2019odierno individualismo iperliberistico e \u201cmi schierai dalla parte dei deboli, dei poveri, degli oppressi\u2026\u201d, sapendo che \u201cchi benefica o danneggia un uomo benefica o danneggia la specie. Cercai la mia libert\u00e0 nella libert\u00e0 di tutti, la mia felicit\u00e0 nella felicit\u00e0 di tutti. Compresi che l\u2019uguaglianza di fatto (\u2026) di diritti e doveri \u00e8 l\u2019unica base morale su cui si pu\u00f2 reggere l\u2019umano consorzio\u201d. Tutta una vita spesa per questo senza mai avere \u201duna goccia di sangue sulle mie mani, n\u00e9 sulla mia coscienza\u201d. <em><strong>E la lotta per il bene contro il male, conclude, \u201cmi fa essere, sino al supremo istante, comunista anarchico, perch\u00e9 credo che il comunismo sia la pi\u00f9 umana forma di contratto sociale, perch\u00e9 so che solo con la libert\u00e0 l\u2019uomo si eleva, si nobilita e si completa\u201d <\/strong><\/em>( B. Vanzetti <em>Il caso Sacco e Vanzetti, <\/em>Roma, Editori Riuniti 1962, pp.30-33).<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto questo credo che non abbia riscontrato il dovuto riguardo, la necessaria attenzione nelle nostre coscienze. Ci dovremmo forse un po\u2019 vergognare, perch\u00e9 sembra quasi che, a proposito di Sacco e Vanzetti, pi\u00f9 di noi abbia capito chi fossero veramente l\u2019ex governatore Dukakis quando nel 1977 \u201criabilit\u00f2\u201d con il suo<em><strong> Proclama<\/strong><\/em> i due italiani scrivendo che \u201cogni stigma e ogni onta\u201d fossero rimossi dal loro profilo, compresa, con ogni evidenza, la nomea di anarchici sediziosi. Noi, invece, non abbiamo fatto molto per far conoscere e far pensare i loro pensieri neppure ai cittadini di Torremaggiore, talora vittime di un qualunquismo politico e morale che in alcuni casi ha sfiorato il dileggio. Chi scrive fatica a togliersi dalla testa un episodio accaduto diversi anni fa, quando fu girato a Torremaggiore un cortometraggio sui luoghi di infanzia e sulla vita di Sacco prima che lasciasse il suo paese d\u2019origine. A un componente della<em> troupe<\/em> che gli chiedeva cosa pensasse della disavventura del suo famoso concittadino, un signore rispose con una sgradevole e penosa battuta: \u201cSe ne poteva stare a casa sua\u201d!<\/p>\n\n\n\n<p>LE NOSTRE COLPE E LA FORZA DELLA FEDE ANARCHICA<\/p>\n\n\n\n<p>Nemmeno presso la popolazione studentesca, neppure tra le nuove generazioni abbiamo fatto tutto quanto era necessario per diffondere il pensiero e la statura politica di questi due grandi uomini. Qualche volta, anzi, siamo addirittura caduti in errore, lasciando tra i giovani una brutta impressione. E\u2019 appena il caso di ricordare che il 15 febbraio del 2008, presso l\u2019auditorium del <em><strong>Liceo N.Fiani<\/strong><\/em>, su iniziativa dello scrivente e con la collaborazione del preside, ebbe luogo un primo, che fu anche l\u2019ultimo, tentativo di portare la storia di Sacco e Vanzetti in una Scuola superiore. Il tema della conferenza \u2013 dibattito era <em><strong>Sacco e Vanzetti vittime<\/strong><\/em> <em><strong>innocenti dell\u2019odio e del pregiudizio razzista<\/strong><\/em>. Numerose furono le riflessioni degli studenti del Triennio, alcuni dei quali intervennero con domande e considerazioni proprie, altri con vere e proprie relazioni sui diversi aspetti della sciagurata storia di cui per la prima volta venivano a conoscenza. Tra gli invitati, oltre al sindaco e all\u2019assessore provinciale alla Pubblica istruzione, la presidente onoraria dell\u2019<em>Associazione<\/em> Sacco e Vanzetti. La quale, e spiace molto ricordare questo episodio, ad una precisa domanda di uno studente su cosa mai avesse a che fare con l\u2019incriminazione e la pena capitale la professione di fede anarchica dei due imputati, rispose con queste parole: \u201cMa quale fede anarchica! Erano due poveracci sempre buttati su una nave\u201d. Tralascio gli immaginabili commenti che, anche il giorno successivo a quello della conferenza, si moltiplicarono tra gli studenti increduli. E ritorno piuttosto alle nostre colpe e omissioni, alla funzione e alla responsabilit\u00e0 degli educatori in una Scuola che chiede di sapere e di conoscere per bene le vicende del Passato. Si \u00e8 molte volte, troppe volte, voluto rimuovere il significato storico, politico e umano, <em><strong>dell\u2019anarchismo, sistematicamente sommerso dai pregiudizi pi\u00f9 grossolani e quasi sempre ostili e intrisi di veleno<\/strong><\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel caso poi di Sacco e Vanzetti si \u00e8 preferito non parlarne o di parlarne sottovoce. Un tema mai affrontato apertamente e tematicamente presso il grande pubblico. Quasi a voler sottrarre il loro nome ad una sorta di marchio di infamia, a sollevarlo da un terreno infido su cui potessero franare la loro reputazione e la loro credibilit\u00e0. E dire che storicamente gli anarchici hanno sub\u00ecto pi\u00f9 misfatti di quelli, pochi, commessi. Sono sempre stati malvisti, braccati, assassinati, fucilati. A parte la complessit\u00e0 teorica e ideologica di un movimento plurale, c\u2019\u00e8 da dire che al netto delle ripetute, proverbiali sconfitte, esso ha prodotto risultati che sono stati benefici per tutti. Fino a costituire delle norme \u2013 guida per il nostro comportamento e per la nostra visione della vita. Soprattutto, e questa \u00e8 la cosa pi\u00f9 importante, per il nostro modo di concepire la politica. Perch\u00e9 dalla visione anarchica discende, e la cosa pu\u00f2 sembrare a tutta prima incredibile e sorprendente, l\u2019esclusione per principio dal suo ambito di ogni forma di violenza. Per l\u2019anarchismo il nemico pi\u00f9 pericoloso \u00e8, come vuole la stessa etimologia della parola, <em><strong>il potere e il dominio in tutte le sue forme e manifestazioni<\/strong><\/em>. L\u2019anarchico combatte con pari vigore la<strong> violenza del potere<\/strong> e il <strong>potere della violenza.<\/strong> Anche quando quest\u2019ultima si ammanta della nobilt\u00e0 dei fini per giustificarsi. L\u2019anarchismo \u00e8 la sentinella del potere poich\u00e9 si colloca, come \u00e8 stato detto, \u201csul margine esterno di ogni realt\u00e0 istituzionale\u201d. <em><strong>La stessa democrazia, nella sua pi\u00f9 vera essenza, accoglie l\u2019eredit\u00e0 dell\u2019anarchismo perch\u00e9 rifiuta energicamente di ingessarsi<\/strong><\/em> <em><strong>in norme e principi immutabili, si mette ogni giorno in discussione perch\u00e9 rifiuta di inchiodarsi ad un Inamovibile Dato<\/strong><\/em>. E\u2019 grazie alla sua sottostante e vitale componente anarchica che la democrazia non sta bene nei luoghi oscuri e periferici dei poteri occulti, ma <em><strong>respira nell\u2019Aperto del Cielo e del Futuro<\/strong><\/em>. La stessa vita di ognuno di noi reca nel suo seno la potenza trasformativa di un principio costitutivamente anarchico. Che ci spinge a cambiare, a metterci costantemente in discussione, a divenire diversi e migliori. Quindi l\u2019anarchismo non ha nulla, ma proprio nulla, a che vedere con il caos e la violenza.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cGli anarchici li han sempre bastonati\u201d cantava Guccini in una sua canzone del 1976. Ma a macchiarsi di crimini sono sempre stati i potenti bastonatori non gli umili e quasi sempre indifesi bastonati che, dal principio solenne della non violenza, hanno fatto scaturire quel <em>pathos<\/em>, quella mozione degli affetti che traspare dalle lettere di Sacco e Vanzetti ai loro cari. Ma anche dagli scritti di diversi autori anarchici, nonch\u00e9 dalle pagine del grande romanziere filoanarchico Lev Tolstoj, da molti ritenuto il maestro di Gandhi.<\/p>\n\n\n\n<p>E, allora, plauso all\u2019iniziativa del Comune di Torremaggiore e al sindaco per aver dato vita a un organismo che se, come \u00e8 auspicabile, lascia aperta la porta alle differenze, alla discussione e alla pluralit\u00e0 delle voci, potr\u00e0 non solo apportare beneficio alla cultura della nostra Comunit\u00e0 cittadina. Ma anche la possibilit\u00e0 di restituire Sacco e Vanzetti alla dimensione che \u00e8 loro propria e che a loro spetta di diritto. Finalmente sottratta alle tentazioni anestetizzanti del pregiudizio e della paura.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Prof. Michele Marinelli <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LE RAGIONI DI SACCO E VANZETTI &#8211; IL LABORATORIO \u2013 MUSEO, LA STORIA E LE<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":2970,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[455,4],"tags":[1022,1021,12,129,8],"class_list":["post-20685","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-brevi-news","category-politica","tag-bartolomeo-vanzetti","tag-nicola-sacco","tag-politica-torremaggiore","tag-sacco-e-vanzetti","tag-torremaggiore"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.4 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Inaugurazione del Museo Sacco&amp;Vanzetti a Torremaggiore: riflessione dell&#039;ex sindaco Prof Michele Marinelli - Torremaggiore On Line<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Come molti sanno, da quindici anni opera a Torremaggiore l\u2019Associazione Sacco e Vanzetti, la cui nascita e progressiva vitalit\u00e0 si devono principalmente al lavoro instancabile e coraggioso di Fernanda Sacco, da poco scomparsa, nipote di Nicola. In questa Associazione, a sommesso parere di chi scrive, predomina , fino a divenire nel tempo pressoch\u00e8 esclusiva, una \u201clettura\u201d della storia dei due italiani uccisi a Boston il 23 agosto 1927 che si concentra prevalentemente su questioni certo di grande spessore sociale e culturale, unificanti e non divisive, come, in primo luogo, la condanna della pena di morte ( pena tuttora vigente nella maggior parte dei civili e democratici Stati Uniti d\u2019America) e l\u2019attenzione per la spesso drammatica piaga dell\u2019emigrazione determinata da ricorrenti, gravi problemi di carattere economico-sociale a cui si aggiunge, specie in tempi pi\u00f9 recenti, lo sconquasso della geopolitica planetaria per via delle numerose guerre dislocate in pi\u00f9 parti del mondo. Temi molto consistenti sono poi, nell\u2019agenda operativa dell\u2019Associazione, il ripudio della guerra, l\u2019incontro e lo scambio di saperi e culture diverse, con annesso rifiuto dell\u2019egemonia dell\u2019American model of life, la ricerca della tolleranza nell\u2019incontro con il diverso, l\u2019altro studiato dagli antropologi.\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/2022\/inaugurazione-del-museo-saccovanzetti-a-torremaggiore-riflessione-dellex-sindaco-prof-michele-marinelli\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Inaugurazione del Museo Sacco&amp;Vanzetti a Torremaggiore: riflessione dell&#039;ex sindaco Prof Michele Marinelli - Torremaggiore On Line\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Come molti sanno, da quindici anni opera a Torremaggiore l\u2019Associazione Sacco e Vanzetti, la cui nascita e progressiva vitalit\u00e0 si devono principalmente al lavoro instancabile e coraggioso di Fernanda Sacco, da poco scomparsa, nipote di Nicola. 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Temi molto consistenti sono poi, nell\u2019agenda operativa dell\u2019Associazione, il ripudio della guerra, l\u2019incontro e lo scambio di saperi e culture diverse, con annesso rifiuto dell\u2019egemonia dell\u2019American model of life, la ricerca della tolleranza nell\u2019incontro con il diverso, l\u2019altro studiato dagli antropologi.","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/2022\/inaugurazione-del-museo-saccovanzetti-a-torremaggiore-riflessione-dellex-sindaco-prof-michele-marinelli\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/2022\/inaugurazione-del-museo-saccovanzetti-a-torremaggiore-riflessione-dellex-sindaco-prof-michele-marinelli\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/2022\/inaugurazione-del-museo-saccovanzetti-a-torremaggiore-riflessione-dellex-sindaco-prof-michele-marinelli\/#primaryimage","url":"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/saccovanz.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/saccovanz.jpg","width":357,"height":335},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/2022\/inaugurazione-del-museo-saccovanzetti-a-torremaggiore-riflessione-dellex-sindaco-prof-michele-marinelli\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Inaugurazione del Museo Sacco&#038;Vanzetti a Torremaggiore: riflessione dell&#8217;ex sindaco Prof Michele Marinelli"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/#website","url":"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/","name":"Torremaggiore On Line","description":"La Web Community di Torremaggiore","publisher":{"@id":"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/#organization","name":"Torremaggiore On Line","url":"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/logo-tmol20.gif","contentUrl":"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/logo-tmol20.gif","width":260,"height":95,"caption":"Torremaggiore On Line"},"image":{"@id":"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/#\/schema\/logo\/image\/"}},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/#\/schema\/person\/b789462c927517766c1bcfb452c8d85e","name":"Staff","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/fd311f248f82517b1efd21a54e666df2c5b705bb4a4fb804f3903c94be513fee?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/fd311f248f82517b1efd21a54e666df2c5b705bb4a4fb804f3903c94be513fee?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/fd311f248f82517b1efd21a54e666df2c5b705bb4a4fb804f3903c94be513fee?s=96&d=mm&r=g","caption":"Staff"},"sameAs":["https:\/\/www.micheleantonucci.it"],"url":"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/author\/staff\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20685","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20685"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20685\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20686,"href":"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20685\/revisions\/20686"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2970"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20685"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20685"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20685"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}