{"id":16376,"date":"2020-11-06T11:00:34","date_gmt":"2020-11-06T09:00:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/?p=16376"},"modified":"2020-11-06T11:28:40","modified_gmt":"2020-11-06T09:28:40","slug":"torremaggioresi-illustri-ricordiamo-la-figura-del-paracadutista-gino-lipartiti-settantotto-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/2020\/torremaggioresi-illustri-ricordiamo-la-figura-del-paracadutista-gino-lipartiti-settantotto-anni\/","title":{"rendered":"Torremaggioresi illustri: ricordiamo la figura del paracadutista Gino Lipartiti settantotto anni"},"content":{"rendered":"\n<p><em><strong>DELLA CECITA\u2019 E DELLA IGNORANZA DI CHI NEGA LA STORIA E LA GIUSTA GLORIA A CHI LA MERITA..<\/strong><\/em><br> <em><strong> \u201c\u2026 \u2013 all\u2019 inizio di ogni sbalzo molti non si alzano pi\u00f9 \u2013<\/strong><\/em><br> <em><strong> Il IV, ridotto a pochi ufficiali e qualche decina di  paracadutisti, viene annientato all\u2019 alba del 6, nella regione di deir  El Serir, immensa conca di sabbia gialla\u2026.\u201d <\/strong><\/em><br><em><strong>( Paolo caccia Dominioni, \u201d  Alamein 1933-1962 \u201c, Mursia )<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"414\" height=\"284\" src=\"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/el_alamein.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7338\" srcset=\"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/el_alamein.jpg 414w, https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/el_alamein-300x206.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 414px) 100vw, 414px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Gino Lipartiti: il ricordo di Giorgio Barassi che ringraziamo per il ricordo di questo torremaggiorese valoroso.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1294\" height=\"2203\" src=\"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Brano-dal-libro-di-P-caccia-Dominioni.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16381\" srcset=\"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Brano-dal-libro-di-P-caccia-Dominioni.jpg 1294w, https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Brano-dal-libro-di-P-caccia-Dominioni-768x1307.jpg 768w, https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Brano-dal-libro-di-P-caccia-Dominioni-902x1536.jpg 902w, https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Brano-dal-libro-di-P-caccia-Dominioni-1203x2048.jpg 1203w\" sizes=\"auto, (max-width: 1294px) 100vw, 1294px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Il 6 novembre 1942, come da nota sul suo foglio  matricolare, il Cap. Magg. Paracadutista Gino Lipartiti veniva  &#8220;catturato&#8221; dagli inglesi ed inviato in un campo di prigionia in Iraq. Le cose non stanno esattamente cos\u00ec, almeno nel senso del termine  &#8220;catturato&#8221;. Nessun uomo della Folgore si \u00e8 arreso, non una bandiera  bianca. Dopo il martellante bombardamento della notte tra il 23 e il 24  ottobre 1942 nel deserto egiziano, l&#8217;unico fronte non sfondato dagli  Inglesi e dalle forze alleate in campo fu proprio quello a sud di El  Alamein, affidato alla Folgore. I fatti, riportati degnamente da un  presente a quella vicenda di eroismo autentico, sono ben raccontati nel  testo di Caccia Dominioni &#8220;Alamein 1933-1962&#8221;, Mursia. Molte altre sono  le fonti a cui attingere, volendolo.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"510\" height=\"740\" src=\"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/gino-lipartiti-war.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7339\" srcset=\"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/gino-lipartiti-war.jpg 510w, https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/gino-lipartiti-war-207x300.jpg 207w\" sizes=\"auto, (max-width: 510px) 100vw, 510px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"501\" height=\"640\" src=\"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/lipartiti_foglio_matricolare_00.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16382\"\/><\/figure>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"451\" height=\"640\" src=\"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/lipartiti_foglio_matricolare_01.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16383\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p> Al vecchio, e spero ancora operante  Centro di Documentazione dell&#8217;Esercito di Roma, durante il servizio di  leva andai a curiosare in quanto inviato e conduttore del Videogiornale  militare della regione militare Tosco-Emiliana, aggiungendo particolari  importanti a quanto conoscevo, che nel libro di Paolo Caccia Dominioni  sono solo accennati per decenza descrittiva, come fanno i veri  comandanti.&nbsp;<br>E&#8217; comunque evidente che nella  famosa lettera proprio di Caccia Dominioni, comandante il 31\u00b0 reparto  Guastatori Paracadutisti inquadrato nella 185\u00b0 divisione paracadutisti  Folgore, scritta allo spocchioso Feldmaresciallo B.L.Montgomery, nel  giugno 1962, \u00e8 chiaramente scritto: &#8230;La sua malafede, mio Lord, \u00e8  flagrante. Ella da noi le prese di santa ragione. Io che scrivo e i miei  compagni fummo e restiamo suoi vincitori&#8230;<br>In  mezzo alla sabbia, a quella povere che si attaccava alle ferite, alle  urla strazianti dei feriti ed ai cadaveri dei caduti, c&#8217;era anche Gino  Lipartiti, Caporal maggiore dei guastatori paracadutisti con la 185\u00b0  Divisione, inquadrato nel raggruppamento Ruspoli, cio\u00e8 una stretta  cerchia di uomini a cui tocc\u00f2 misurarsi contro gli enormi carri armati  inglesi,in difficolt\u00e0 per la scarsit\u00e0 di munizioni e di  approvvigionamenti, travolti dalla fame e dalla sete in mezzo alla  spianata di fronte a Deir-El-Munassib. Della seconda battaglia di El  Alamein tanti hanno detto e scritto, ma quando, attraversando un  cimitero di uomini e mezzi, i superstiti risalivano verso il mare,  seppur fatti segno di colpi provenienti dai ricognitori inglesi e dalle  autoblindo che intimavano di arrendersi promettendo trattamenti umani ai  prigionieri, la risposta era sempre una : Folgore! E si sparavano gli  ultimi colpi o si inventavano gli assalti con le bottiglie incendiarie,  coi sassi, all&#8217;arma bianca, pur di non arrendersi. Perci\u00f2, dopo i fatti  del 5 novembre e la forzatura di un blocco inglese composto da tre carri  armati e un gruppo di quattordici autoblindo, comandato e raccontato  dal Comandante Caccia Dominioni, i pochi uomini rimasti si ritrovarono  feriti, distrutti, assetati ed affamati a puntare verso Fuka. Le forze  allo stremo dei superstiti della Folgore non reggevano pi\u00f9. Molti si  accasciarono svenuti e furono soccorsi e trasportati ai campi inglesi,  quindi ritenuti prigionieri e perci\u00f2 non &#8220;catturati&#8221;. Tanto per la  dovuta cronaca, come riportata da documenti ufficiali. E tanto in  relazione alla concessione, da parte dei reparti inglesi, dell&#8217; Onore  delle Armi ai Paracadutisti, battuti dal cedimento fisico ma non in  battaglia.<br>Di Gino Lipartiti si sa e si dice  poco o nulla e ad oggi non mi risulta alcun riconoscimento o  celebrazione che lo riguardi, a Torremaggiore. E&#8217; tempo che qualcuno si  svegli e riconosca valore e sacrifici di chi, in tempi ormai lontani,  partendo da qui ed arrivando al Corso Paracadutisti della scuola di  Tarquinia nel 1939, si \u00e8 ritrovato in quell&#8217;inferno di fuoco, sangue e  sabbia nei giorni di ottobre 1942.Vale, sia chiaro, anche per  altri compaesani di cui si sono perdute tracce di memoria, anche in  ragione del fatto che loro stessi, per nobile rifiuto della crudelt\u00e0  della guerra, ringraziavano il Cielo solo per essere tornati a casa.Nella  certezza che nessuna guerra potr\u00e0 mai risolvere problemi e nel ripudio  delle armi come strumento di offesa, va comunque tenuto conto della  presenza, nella storia, di un silenzioso protagonista di quei giorni  tremendi e di quella gloriosa, anche se amara battaglia.Gino  Lipartiti, e con lui i tanti torremaggioresi caduti e i reduci meritano  una maggiore attenzione delle istituzioni, proprio perch\u00e9 il loro  sacrificio non sia finito in inutile dimenticanza.&nbsp;E in un  tempo in cui si usa la parola &#8220;eroe&#8221; per influencers e calciatori  tatuati, l&#8217;insegnamento diventa ancor pi\u00f9 urgente, oltre che pi\u00f9 serio. <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"700\" height=\"475\" src=\"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/12963561_1078880658836782_3836371589559019610_n.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16377\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"642\" height=\"466\" src=\"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/El-alamein.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16378\"\/><\/figure>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"425\" height=\"273\" src=\"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/el-alamein_caccia-dominioni.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16380\"\/><\/figure><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DELLA CECITA\u2019 E DELLA IGNORANZA DI CHI NEGA LA STORIA E LA GIUSTA GLORIA A<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":16379,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[455,250],"tags":[1921,1047,8],"class_list":["post-16376","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-brevi-news","category-prima-pagina","tag-el-alamein","tag-gino-lipartiti","tag-torremaggiore"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.4 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Torremaggioresi illustri: ricordiamo la figura del paracadutista Gino Lipartiti settantotto anni - Torremaggiore On Line<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Il 6 novembre 1942, come da nota sul suo foglio matricolare, il Cap. Magg. Paracadutista Gino Lipartiti veniva &quot;catturato&quot; dagli inglesi ed inviato in un campo di prigionia in Iraq.Le cose non stanno esattamente cos\u00ec, almeno nel senso del termine &quot;catturato&quot;. Nessun uomo della Folgore si \u00e8 arreso, non una bandiera bianca. Dopo il martellante bombardamento della notte tra il 23 e il 24 ottobre 1942 nel deserto egiziano, l&#039;unico fronte non sfondato dagli Inglesi e dalle forze alleate in campo fu proprio quello a sud di El Alamein, affidato alla Folgore. I fatti, riportati degnamente da un presente a quella vicenda di eroismo autentico, sono ben raccontati nel testo di Caccia Dominioni &quot;Alamein 1933-1962&quot;, Mursia. Molte altre sono le fonti a cui attingere, volendolo. Al vecchio, e spero ancora operante Centro di Documentazione dell&#039;Esercito di Roma, durante il servizio di leva andai a curiosare in quanto inviato e conduttore del Videogiornale militare della regione militare Tosco-Emiliana, aggiungendo particolari importanti a quanto conoscevo, che nel libro di Paolo Caccia Dominioni sono solo accennati per decenza descrittiva, come fanno i veri comandanti. E&#039; comunque evidente che nella famosa lettera proprio di Caccia Dominioni, comandante il 31\u00b0 reparto Guastatori Paracadutisti inquadrato nella 185\u00b0 divisione paracadutisti Folgore, scritta allo spocchioso Feldmaresciallo B.L.Montgomery, nel giugno 1962, \u00e8 chiaramente scritto: ...La sua malafede, mio Lord, \u00e8 flagrante. Ella da noi le prese di santa ragione. Io che scrivo e i miei compagni fummo e restiamo suoi vincitori...In mezzo alla sabbia, a quella povere che si attaccava alle ferite, alle urla strazianti dei feriti ed ai cadaveri dei caduti, c&#039;era anche Gino Lipartiti, Caporal maggiore dei guastatori paracadutisti con la 185\u00b0 Divisione, inquadrato nel raggruppamento Ruspoli, cio\u00e8 una stretta cerchia di uomini a cui tocc\u00f2 misurarsi contro gli enormi carri armati inglesi,in difficolt\u00e0 per la scarsit\u00e0 di munizioni e di approvvigionamenti, travolti dalla fame e dalla sete in mezzo alla spianata di fronte a Deir-El-Munassib. Della seconda battaglia di El Alamein tanti hanno detto e scritto, ma quando, attraversando un cimitero di uomini e mezzi, i superstiti risalivano verso il mare, seppur fatti segno di colpi provenienti dai ricognitori inglesi e dalle autoblindo che intimavano di arrendersi promettendo trattamenti umani ai prigionieri, la risposta era sempre una : Folgore! E si sparavano gli ultimi colpi o si inventavano gli assalti con le bottiglie incendiarie, coi sassi, all&#039;arma bianca, pur di non arrendersi. Perci\u00f2, dopo i fatti del 5 novembre e la forzatura di un blocco inglese composto da tre carri armati e un gruppo di quattordici autoblindo, comandato e raccontato dal Comandante Caccia Dominioni, i pochi uomini rimasti si ritrovarono feriti, distrutti, assetati ed affamati a puntare verso Fuka. Le forze allo stremo dei superstiti della Folgore non reggevano pi\u00f9. Molti si accasciarono svenuti e furono soccorsi e trasportati ai campi inglesi, quindi ritenuti prigionieri e perci\u00f2 non &quot;catturati&quot;. Tanto per la dovuta cronaca, come riportata da documenti ufficiali. E tanto in relazione alla concessione, da parte dei reparti inglesi, dell&#039; Onore delle Armi ai Paracadutisti, battuti dal cedimento fisico ma non in battaglia.Di Gino Lipartiti si sa e si dice poco o nulla e ad oggi non mi risulta alcun riconoscimento o celebrazione che lo riguardi, a Torremaggiore. E&#039; tempo che qualcuno si svegli e riconosca valore e sacrifici di chi, in tempi ormai lontani, partendo da qui ed arrivando al Corso Paracadutisti della scuola di Tarquinia nel 1939, si \u00e8 ritrovato in quell&#039;inferno di fuoco, sangue e sabbia nei giorni di ottobre 1942.Vale, sia chiaro, anche per altri compaesani di cui si sono perdute tracce di memoria, anche in ragione del fatto che loro stessi, per nobile rifiuto della crudelt\u00e0 della guerra, ringraziavano il Cielo solo per essere tornati a casa.Nella certezza che nessuna guerra potr\u00e0 mai risolvere problemi e nel ripudio delle armi come strumento di offesa, va comunque tenuto conto della presenza, nella storia, di un silenzioso protagonista di quei giorni tremendi e di quella gloriosa, anche se amara battaglia.Gino Lipartiti, e con lui i tanti torremaggioresi caduti e i reduci meritano una maggiore attenzione delle istituzioni, proprio perch\u00e9 il loro sacrificio non sia finito in inutile dimenticanza. 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Paracadutista Gino Lipartiti veniva &quot;catturato&quot; dagli inglesi ed inviato in un campo di prigionia in Iraq.Le cose non stanno esattamente cos\u00ec, almeno nel senso del termine &quot;catturato&quot;. Nessun uomo della Folgore si \u00e8 arreso, non una bandiera bianca. Dopo il martellante bombardamento della notte tra il 23 e il 24 ottobre 1942 nel deserto egiziano, l&#039;unico fronte non sfondato dagli Inglesi e dalle forze alleate in campo fu proprio quello a sud di El Alamein, affidato alla Folgore. I fatti, riportati degnamente da un presente a quella vicenda di eroismo autentico, sono ben raccontati nel testo di Caccia Dominioni &quot;Alamein 1933-1962&quot;, Mursia. Molte altre sono le fonti a cui attingere, volendolo. Al vecchio, e spero ancora operante Centro di Documentazione dell&#039;Esercito di Roma, durante il servizio di leva andai a curiosare in quanto inviato e conduttore del Videogiornale militare della regione militare Tosco-Emiliana, aggiungendo particolari importanti a quanto conoscevo, che nel libro di Paolo Caccia Dominioni sono solo accennati per decenza descrittiva, come fanno i veri comandanti. E&#039; comunque evidente che nella famosa lettera proprio di Caccia Dominioni, comandante il 31\u00b0 reparto Guastatori Paracadutisti inquadrato nella 185\u00b0 divisione paracadutisti Folgore, scritta allo spocchioso Feldmaresciallo B.L.Montgomery, nel giugno 1962, \u00e8 chiaramente scritto: ...La sua malafede, mio Lord, \u00e8 flagrante. Ella da noi le prese di santa ragione. Io che scrivo e i miei compagni fummo e restiamo suoi vincitori...In mezzo alla sabbia, a quella povere che si attaccava alle ferite, alle urla strazianti dei feriti ed ai cadaveri dei caduti, c&#039;era anche Gino Lipartiti, Caporal maggiore dei guastatori paracadutisti con la 185\u00b0 Divisione, inquadrato nel raggruppamento Ruspoli, cio\u00e8 una stretta cerchia di uomini a cui tocc\u00f2 misurarsi contro gli enormi carri armati inglesi,in difficolt\u00e0 per la scarsit\u00e0 di munizioni e di approvvigionamenti, travolti dalla fame e dalla sete in mezzo alla spianata di fronte a Deir-El-Munassib. Della seconda battaglia di El Alamein tanti hanno detto e scritto, ma quando, attraversando un cimitero di uomini e mezzi, i superstiti risalivano verso il mare, seppur fatti segno di colpi provenienti dai ricognitori inglesi e dalle autoblindo che intimavano di arrendersi promettendo trattamenti umani ai prigionieri, la risposta era sempre una : Folgore! E si sparavano gli ultimi colpi o si inventavano gli assalti con le bottiglie incendiarie, coi sassi, all&#039;arma bianca, pur di non arrendersi. Perci\u00f2, dopo i fatti del 5 novembre e la forzatura di un blocco inglese composto da tre carri armati e un gruppo di quattordici autoblindo, comandato e raccontato dal Comandante Caccia Dominioni, i pochi uomini rimasti si ritrovarono feriti, distrutti, assetati ed affamati a puntare verso Fuka. Le forze allo stremo dei superstiti della Folgore non reggevano pi\u00f9. Molti si accasciarono svenuti e furono soccorsi e trasportati ai campi inglesi, quindi ritenuti prigionieri e perci\u00f2 non &quot;catturati&quot;. Tanto per la dovuta cronaca, come riportata da documenti ufficiali. E tanto in relazione alla concessione, da parte dei reparti inglesi, dell&#039; Onore delle Armi ai Paracadutisti, battuti dal cedimento fisico ma non in battaglia.Di Gino Lipartiti si sa e si dice poco o nulla e ad oggi non mi risulta alcun riconoscimento o celebrazione che lo riguardi, a Torremaggiore. E&#039; tempo che qualcuno si svegli e riconosca valore e sacrifici di chi, in tempi ormai lontani, partendo da qui ed arrivando al Corso Paracadutisti della scuola di Tarquinia nel 1939, si \u00e8 ritrovato in quell&#039;inferno di fuoco, sangue e sabbia nei giorni di ottobre 1942.Vale, sia chiaro, anche per altri compaesani di cui si sono perdute tracce di memoria, anche in ragione del fatto che loro stessi, per nobile rifiuto della crudelt\u00e0 della guerra, ringraziavano il Cielo solo per essere tornati a casa.Nella certezza che nessuna guerra potr\u00e0 mai risolvere problemi e nel ripudio delle armi come strumento di offesa, va comunque tenuto conto della presenza, nella storia, di un silenzioso protagonista di quei giorni tremendi e di quella gloriosa, anche se amara battaglia.Gino Lipartiti, e con lui i tanti torremaggioresi caduti e i reduci meritano una maggiore attenzione delle istituzioni, proprio perch\u00e9 il loro sacrificio non sia finito in inutile dimenticanza. 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Magg. Paracadutista Gino Lipartiti veniva \\\"catturato\\\" dagli inglesi ed inviato in un campo di prigionia in Iraq.Le cose non stanno esattamente cos\u00ec, almeno nel senso del termine \\\"catturato\\\". Nessun uomo della Folgore si \u00e8 arreso, non una bandiera bianca. Dopo il martellante bombardamento della notte tra il 23 e il 24 ottobre 1942 nel deserto egiziano, l'unico fronte non sfondato dagli Inglesi e dalle forze alleate in campo fu proprio quello a sud di El Alamein, affidato alla Folgore. I fatti, riportati degnamente da un presente a quella vicenda di eroismo autentico, sono ben raccontati nel testo di Caccia Dominioni \\\"Alamein 1933-1962\\\", Mursia. Molte altre sono le fonti a cui attingere, volendolo. Al vecchio, e spero ancora operante Centro di Documentazione dell'Esercito di Roma, durante il servizio di leva andai a curiosare in quanto inviato e conduttore del Videogiornale militare della regione militare Tosco-Emiliana, aggiungendo particolari importanti a quanto conoscevo, che nel libro di Paolo Caccia Dominioni sono solo accennati per decenza descrittiva, come fanno i veri comandanti. E' comunque evidente che nella famosa lettera proprio di Caccia Dominioni, comandante il 31\u00b0 reparto Guastatori Paracadutisti inquadrato nella 185\u00b0 divisione paracadutisti Folgore, scritta allo spocchioso Feldmaresciallo B.L.Montgomery, nel giugno 1962, \u00e8 chiaramente scritto: ...La sua malafede, mio Lord, \u00e8 flagrante. Ella da noi le prese di santa ragione. Io che scrivo e i miei compagni fummo e restiamo suoi vincitori...In mezzo alla sabbia, a quella povere che si attaccava alle ferite, alle urla strazianti dei feriti ed ai cadaveri dei caduti, c'era anche Gino Lipartiti, Caporal maggiore dei guastatori paracadutisti con la 185\u00b0 Divisione, inquadrato nel raggruppamento Ruspoli, cio\u00e8 una stretta cerchia di uomini a cui tocc\u00f2 misurarsi contro gli enormi carri armati inglesi,in difficolt\u00e0 per la scarsit\u00e0 di munizioni e di approvvigionamenti, travolti dalla fame e dalla sete in mezzo alla spianata di fronte a Deir-El-Munassib. Della seconda battaglia di El Alamein tanti hanno detto e scritto, ma quando, attraversando un cimitero di uomini e mezzi, i superstiti risalivano verso il mare, seppur fatti segno di colpi provenienti dai ricognitori inglesi e dalle autoblindo che intimavano di arrendersi promettendo trattamenti umani ai prigionieri, la risposta era sempre una : Folgore! E si sparavano gli ultimi colpi o si inventavano gli assalti con le bottiglie incendiarie, coi sassi, all'arma bianca, pur di non arrendersi. Perci\u00f2, dopo i fatti del 5 novembre e la forzatura di un blocco inglese composto da tre carri armati e un gruppo di quattordici autoblindo, comandato e raccontato dal Comandante Caccia Dominioni, i pochi uomini rimasti si ritrovarono feriti, distrutti, assetati ed affamati a puntare verso Fuka. Le forze allo stremo dei superstiti della Folgore non reggevano pi\u00f9. Molti si accasciarono svenuti e furono soccorsi e trasportati ai campi inglesi, quindi ritenuti prigionieri e perci\u00f2 non \\\"catturati\\\". Tanto per la dovuta cronaca, come riportata da documenti ufficiali. E tanto in relazione alla concessione, da parte dei reparti inglesi, dell' Onore delle Armi ai Paracadutisti, battuti dal cedimento fisico ma non in battaglia.Di Gino Lipartiti si sa e si dice poco o nulla e ad oggi non mi risulta alcun riconoscimento o celebrazione che lo riguardi, a Torremaggiore. E' tempo che qualcuno si svegli e riconosca valore e sacrifici di chi, in tempi ormai lontani, partendo da qui ed arrivando al Corso Paracadutisti della scuola di Tarquinia nel 1939, si \u00e8 ritrovato in quell'inferno di fuoco, sangue e sabbia nei giorni di ottobre 1942.Vale, sia chiaro, anche per altri compaesani di cui si sono perdute tracce di memoria, anche in ragione del fatto che loro stessi, per nobile rifiuto della crudelt\u00e0 della guerra, ringraziavano il Cielo solo per essere tornati a casa.Nella certezza che nessuna guerra potr\u00e0 mai risolvere problemi e nel ripudio delle armi come strumento di offesa, va comunque tenuto conto della presenza, nella storia, di un silenzioso protagonista di quei giorni tremendi e di quella gloriosa, anche se amara battaglia.Gino Lipartiti, e con lui i tanti torremaggioresi caduti e i reduci meritano una maggiore attenzione delle istituzioni, proprio perch\u00e9 il loro sacrificio non sia finito in inutile dimenticanza. 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Al vecchio, e spero ancora operante Centro di Documentazione dell'Esercito di Roma, durante il servizio di leva andai a curiosare in quanto inviato e conduttore del Videogiornale militare della regione militare Tosco-Emiliana, aggiungendo particolari importanti a quanto conoscevo, che nel libro di Paolo Caccia Dominioni sono solo accennati per decenza descrittiva, come fanno i veri comandanti. E' comunque evidente che nella famosa lettera proprio di Caccia Dominioni, comandante il 31\u00b0 reparto Guastatori Paracadutisti inquadrato nella 185\u00b0 divisione paracadutisti Folgore, scritta allo spocchioso Feldmaresciallo B.L.Montgomery, nel giugno 1962, \u00e8 chiaramente scritto: ...La sua malafede, mio Lord, \u00e8 flagrante. Ella da noi le prese di santa ragione. Io che scrivo e i miei compagni fummo e restiamo suoi vincitori...In mezzo alla sabbia, a quella povere che si attaccava alle ferite, alle urla strazianti dei feriti ed ai cadaveri dei caduti, c'era anche Gino Lipartiti, Caporal maggiore dei guastatori paracadutisti con la 185\u00b0 Divisione, inquadrato nel raggruppamento Ruspoli, cio\u00e8 una stretta cerchia di uomini a cui tocc\u00f2 misurarsi contro gli enormi carri armati inglesi,in difficolt\u00e0 per la scarsit\u00e0 di munizioni e di approvvigionamenti, travolti dalla fame e dalla sete in mezzo alla spianata di fronte a Deir-El-Munassib. Della seconda battaglia di El Alamein tanti hanno detto e scritto, ma quando, attraversando un cimitero di uomini e mezzi, i superstiti risalivano verso il mare, seppur fatti segno di colpi provenienti dai ricognitori inglesi e dalle autoblindo che intimavano di arrendersi promettendo trattamenti umani ai prigionieri, la risposta era sempre una : Folgore! E si sparavano gli ultimi colpi o si inventavano gli assalti con le bottiglie incendiarie, coi sassi, all'arma bianca, pur di non arrendersi. Perci\u00f2, dopo i fatti del 5 novembre e la forzatura di un blocco inglese composto da tre carri armati e un gruppo di quattordici autoblindo, comandato e raccontato dal Comandante Caccia Dominioni, i pochi uomini rimasti si ritrovarono feriti, distrutti, assetati ed affamati a puntare verso Fuka. Le forze allo stremo dei superstiti della Folgore non reggevano pi\u00f9. Molti si accasciarono svenuti e furono soccorsi e trasportati ai campi inglesi, quindi ritenuti prigionieri e perci\u00f2 non \"catturati\". Tanto per la dovuta cronaca, come riportata da documenti ufficiali. E tanto in relazione alla concessione, da parte dei reparti inglesi, dell' Onore delle Armi ai Paracadutisti, battuti dal cedimento fisico ma non in battaglia.Di Gino Lipartiti si sa e si dice poco o nulla e ad oggi non mi risulta alcun riconoscimento o celebrazione che lo riguardi, a Torremaggiore. E' tempo che qualcuno si svegli e riconosca valore e sacrifici di chi, in tempi ormai lontani, partendo da qui ed arrivando al Corso Paracadutisti della scuola di Tarquinia nel 1939, si \u00e8 ritrovato in quell'inferno di fuoco, sangue e sabbia nei giorni di ottobre 1942.Vale, sia chiaro, anche per altri compaesani di cui si sono perdute tracce di memoria, anche in ragione del fatto che loro stessi, per nobile rifiuto della crudelt\u00e0 della guerra, ringraziavano il Cielo solo per essere tornati a casa.Nella certezza che nessuna guerra potr\u00e0 mai risolvere problemi e nel ripudio delle armi come strumento di offesa, va comunque tenuto conto della presenza, nella storia, di un silenzioso protagonista di quei giorni tremendi e di quella gloriosa, anche se amara battaglia.Gino Lipartiti, e con lui i tanti torremaggioresi caduti e i reduci meritano una maggiore attenzione delle istituzioni, proprio perch\u00e9 il loro sacrificio non sia finito in inutile dimenticanza. 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Molti si accasciarono svenuti e furono soccorsi e trasportati ai campi inglesi, quindi ritenuti prigionieri e perci\u00f2 non \"catturati\". Tanto per la dovuta cronaca, come riportata da documenti ufficiali. E tanto in relazione alla concessione, da parte dei reparti inglesi, dell' Onore delle Armi ai Paracadutisti, battuti dal cedimento fisico ma non in battaglia.Di Gino Lipartiti si sa e si dice poco o nulla e ad oggi non mi risulta alcun riconoscimento o celebrazione che lo riguardi, a Torremaggiore. E' tempo che qualcuno si svegli e riconosca valore e sacrifici di chi, in tempi ormai lontani, partendo da qui ed arrivando al Corso Paracadutisti della scuola di Tarquinia nel 1939, si \u00e8 ritrovato in quell'inferno di fuoco, sangue e sabbia nei giorni di ottobre 1942.Vale, sia chiaro, anche per altri compaesani di cui si sono perdute tracce di memoria, anche in ragione del fatto che loro stessi, per nobile rifiuto della crudelt\u00e0 della guerra, ringraziavano il Cielo solo per essere tornati a casa.Nella certezza che nessuna guerra potr\u00e0 mai risolvere problemi e nel ripudio delle armi come strumento di offesa, va comunque tenuto conto della presenza, nella storia, di un silenzioso protagonista di quei giorni tremendi e di quella gloriosa, anche se amara battaglia.Gino Lipartiti, e con lui i tanti torremaggioresi caduti e i reduci meritano una maggiore attenzione delle istituzioni, proprio perch\u00e9 il loro sacrificio non sia finito in inutile dimenticanza. E in un tempo in cui si usa la parola \"eroe\" per influencers e calciatori tatuati, l'insegnamento diventa ancor pi\u00f9 urgente, oltre che pi\u00f9 serio.","og_url":"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/2020\/torremaggioresi-illustri-ricordiamo-la-figura-del-paracadutista-gino-lipartiti-settantotto-anni\/","og_site_name":"Torremaggiore On Line","article_published_time":"2020-11-06T09:00:34+00:00","article_modified_time":"2020-11-06T09:28:40+00:00","og_image":[{"width":642,"height":466,"url":"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/image004.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Staff","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Scritto da":"Staff","Tempo di lettura stimato":"4 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/2020\/torremaggioresi-illustri-ricordiamo-la-figura-del-paracadutista-gino-lipartiti-settantotto-anni\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/2020\/torremaggioresi-illustri-ricordiamo-la-figura-del-paracadutista-gino-lipartiti-settantotto-anni\/"},"author":{"name":"Staff","@id":"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/#\/schema\/person\/b789462c927517766c1bcfb452c8d85e"},"headline":"Torremaggioresi illustri: ricordiamo la figura del paracadutista Gino Lipartiti settantotto anni","datePublished":"2020-11-06T09:00:34+00:00","dateModified":"2020-11-06T09:28:40+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/2020\/torremaggioresi-illustri-ricordiamo-la-figura-del-paracadutista-gino-lipartiti-settantotto-anni\/"},"wordCount":799,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/2020\/torremaggioresi-illustri-ricordiamo-la-figura-del-paracadutista-gino-lipartiti-settantotto-anni\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/image004.jpg","keywords":["el alamein","gino lipartiti","torremaggiore"],"articleSection":["Brevi News","Prima Pagina"],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/2020\/torremaggioresi-illustri-ricordiamo-la-figura-del-paracadutista-gino-lipartiti-settantotto-anni\/","url":"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/2020\/torremaggioresi-illustri-ricordiamo-la-figura-del-paracadutista-gino-lipartiti-settantotto-anni\/","name":"Torremaggioresi illustri: ricordiamo la figura del paracadutista Gino Lipartiti settantotto anni - Torremaggiore On Line","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/2020\/torremaggioresi-illustri-ricordiamo-la-figura-del-paracadutista-gino-lipartiti-settantotto-anni\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/2020\/torremaggioresi-illustri-ricordiamo-la-figura-del-paracadutista-gino-lipartiti-settantotto-anni\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.torremaggiore.com\/notizie\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/image004.jpg","datePublished":"2020-11-06T09:00:34+00:00","dateModified":"2020-11-06T09:28:40+00:00","description":"Il 6 novembre 1942, come da nota sul suo foglio matricolare, il Cap. Magg. Paracadutista Gino Lipartiti veniva \"catturato\" dagli inglesi ed inviato in un campo di prigionia in Iraq.Le cose non stanno esattamente cos\u00ec, almeno nel senso del termine \"catturato\". Nessun uomo della Folgore si \u00e8 arreso, non una bandiera bianca. Dopo il martellante bombardamento della notte tra il 23 e il 24 ottobre 1942 nel deserto egiziano, l'unico fronte non sfondato dagli Inglesi e dalle forze alleate in campo fu proprio quello a sud di El Alamein, affidato alla Folgore. I fatti, riportati degnamente da un presente a quella vicenda di eroismo autentico, sono ben raccontati nel testo di Caccia Dominioni \"Alamein 1933-1962\", Mursia. Molte altre sono le fonti a cui attingere, volendolo. Al vecchio, e spero ancora operante Centro di Documentazione dell'Esercito di Roma, durante il servizio di leva andai a curiosare in quanto inviato e conduttore del Videogiornale militare della regione militare Tosco-Emiliana, aggiungendo particolari importanti a quanto conoscevo, che nel libro di Paolo Caccia Dominioni sono solo accennati per decenza descrittiva, come fanno i veri comandanti. E' comunque evidente che nella famosa lettera proprio di Caccia Dominioni, comandante il 31\u00b0 reparto Guastatori Paracadutisti inquadrato nella 185\u00b0 divisione paracadutisti Folgore, scritta allo spocchioso Feldmaresciallo B.L.Montgomery, nel giugno 1962, \u00e8 chiaramente scritto: ...La sua malafede, mio Lord, \u00e8 flagrante. Ella da noi le prese di santa ragione. Io che scrivo e i miei compagni fummo e restiamo suoi vincitori...In mezzo alla sabbia, a quella povere che si attaccava alle ferite, alle urla strazianti dei feriti ed ai cadaveri dei caduti, c'era anche Gino Lipartiti, Caporal maggiore dei guastatori paracadutisti con la 185\u00b0 Divisione, inquadrato nel raggruppamento Ruspoli, cio\u00e8 una stretta cerchia di uomini a cui tocc\u00f2 misurarsi contro gli enormi carri armati inglesi,in difficolt\u00e0 per la scarsit\u00e0 di munizioni e di approvvigionamenti, travolti dalla fame e dalla sete in mezzo alla spianata di fronte a Deir-El-Munassib. Della seconda battaglia di El Alamein tanti hanno detto e scritto, ma quando, attraversando un cimitero di uomini e mezzi, i superstiti risalivano verso il mare, seppur fatti segno di colpi provenienti dai ricognitori inglesi e dalle autoblindo che intimavano di arrendersi promettendo trattamenti umani ai prigionieri, la risposta era sempre una : Folgore! E si sparavano gli ultimi colpi o si inventavano gli assalti con le bottiglie incendiarie, coi sassi, all'arma bianca, pur di non arrendersi. Perci\u00f2, dopo i fatti del 5 novembre e la forzatura di un blocco inglese composto da tre carri armati e un gruppo di quattordici autoblindo, comandato e raccontato dal Comandante Caccia Dominioni, i pochi uomini rimasti si ritrovarono feriti, distrutti, assetati ed affamati a puntare verso Fuka. Le forze allo stremo dei superstiti della Folgore non reggevano pi\u00f9. Molti si accasciarono svenuti e furono soccorsi e trasportati ai campi inglesi, quindi ritenuti prigionieri e perci\u00f2 non \"catturati\". Tanto per la dovuta cronaca, come riportata da documenti ufficiali. E tanto in relazione alla concessione, da parte dei reparti inglesi, dell' Onore delle Armi ai Paracadutisti, battuti dal cedimento fisico ma non in battaglia.Di Gino Lipartiti si sa e si dice poco o nulla e ad oggi non mi risulta alcun riconoscimento o celebrazione che lo riguardi, a Torremaggiore. E' tempo che qualcuno si svegli e riconosca valore e sacrifici di chi, in tempi ormai lontani, partendo da qui ed arrivando al Corso Paracadutisti della scuola di Tarquinia nel 1939, si \u00e8 ritrovato in quell'inferno di fuoco, sangue e sabbia nei giorni di ottobre 1942.Vale, sia chiaro, anche per altri compaesani di cui si sono perdute tracce di memoria, anche in ragione del fatto che loro stessi, per nobile rifiuto della crudelt\u00e0 della guerra, ringraziavano il Cielo solo per essere tornati a casa.Nella certezza che nessuna guerra potr\u00e0 mai risolvere problemi e nel ripudio delle armi come strumento di offesa, va comunque tenuto conto della presenza, nella storia, di un silenzioso protagonista di quei giorni tremendi e di quella gloriosa, anche se amara battaglia.Gino Lipartiti, e con lui i tanti torremaggioresi caduti e i reduci meritano una maggiore attenzione delle istituzioni, proprio perch\u00e9 il loro sacrificio non sia finito in inutile dimenticanza. 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