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La vera storia dell’incompiuto Palazzo di Giustizia di Torremaggiore

Attraverso l'intervista all’ex sindaco di Torremaggiore, Alcide Di Pumpo (in carica dal 2002 al 2010) si è cercato di ripercorrere tutte le tappe che hanno portato a non terminare il Nuovo Palazzo di Giustizia di Torremaggiore; la storia evidenzia l’inconcludenza e l’indifferenza della politica locale degli anni novanta.

Segue articolo di Michele Antonucci pubblicato sul Portale e Giornale di Foggia e Provincia www.capitanata.it

Abbiamo intervistato l’ex sindaco di Torremaggiore, Alcide Di Pumpo (in carica dal 2002 al 2010) per conoscere la vera storia del Palazzo di Giustizia di Torremaggiore. L’opera incompiuta è presente nel centro della nostra città dagli anni ottanta; la storia evidenzia l’inconcludenza e l’indifferenza della politica locale degli anni novanta.

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Il mancato completamento del Palazzo di Giustizia di Torremaggiore ha anche comportato la scelta da parte del Ministero della Giustizia nel 1999, a favore di Apricena per la istituzione della sezione distaccata del Tribunale di Lucera, atteso che Apricena aveva già da diverso tempo terminato i lavori del suo Palazzo di Giustizia. Di conseguenza, nell’anno suddetto la città di Torremaggiore vide scomparire la propria Pretura, perché soppressa dal Ministero, nonostante Torremaggiore fosse più grande rispetto ad Apricena.

Quando nasce l’idea di realizzare a Torremaggiore un nuovo Palazzo di Giustizia che doveva nelle intenzioni sostituire lo stabile di Piazza Gramsci?

L’idea nasce dalla Legge 119/1981 ed il Comune di Torremaggiore fece richiesta di finanziamento per realizzare il Nuovo Palazzo di Giustizia.
Richiese un mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti di 787mila euro e successivamente un altro di 375mila euro.I lavori furono appaltati a giugno 1983, l’inizio dei lavori avvenne a marzo 1984,l’ultimazione dei lavori nel 1988, invece del 1985, come previsto da capitolato. Con quella somma a disposizione si realizzò nella sostanza la struttura in cemento armato e la tompagnatura. La struttura ha una metratura di circa 1200 mq a piano, compreso il seminterrato.
Per poterla completare c’era necessità di un ulteriore finanziamento di 3,7 miliardi di lire accendendo un ulteriore mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti.
Siamo nel 1990 ed il progetto di completamento ebbe anche il parere favorevole dal Provveditorato alle Opere Pubbliche della Regione Puglia, ma il finanziamento non è più pervenuto perché nel frattempo divenne legge il riordino delle Preture e dei Tribunali; infatti Torremaggiore divenne Sezione Distaccata della Pretura Circondariale di Lucera il 24 ottobre 1989.
Il Comune di Torremaggiore chiese a più riprese al Ministero di Grazia e Giustizia di completare la struttura ma esisteva un problema di copertura finanziaria e tutto finì lì.


Cosa avvenne quando arrivò a Palazzo di Città nel 2002?

Uno dei primi atti a cui ho posto attenzione fu proprio questo attraverso diverse soluzioni che proponevamo al Ministero della Giustizia.
Il primo obiettivo è consistito nel richiedere un finanziamento relativo al progetto di completamento di 1.810.000,00 Euro; si prevedeva la sistemazione della struttura esterna con il seminterrato da adibire ad archivio e deposito, il primo piano doveva servire per l’ufficio del giudice di Pace, mentre il secondo piano doveva servire per attività di vario genere da definire.
Dato che non c’erano fondi, d’accordo con il funzionario ministeriale abbiamo sdoppiato il progetto iniziale, richiedendo un finanziamento di 672mila euro per la sistemazione del seminterrato e del primo piano, data anche la situazione precaria del Giudice di Pace nello stabile dell’Asilo De Sangro.
Di questi 672mila euro abbiamo fatto due deliberazioni con le quali abbiamo chiesto il recupero di residui di due mutui precedenti, uno di 26mila euro e l’altro di 187mila euro. La differenza per poter sistemare il tutto era di 450mila euro ed il Ministero ci doveva finanziare questa somma.
I 222mila euro residui presenti alla Cassa Depositi e Prestiti non si riuscivano a sbloccare ma ci siamo riusciti e con questa somma nel 2005-2006 abbiamo effettuato il risanamento sanitario della struttura.
Abbiamo terminato il tetto, completato l’esterno con la messa in sicurezza di tutto lo stabile, la tompagnatura ed abbiamo anche sistemato le falde ed i pluviali.
La struttura sebbene era in cemento armato, non aveva alcuna protezione contro le intemperie; abbiamo provveduto al recupero ed al rafforzamento della stessa, ora anche se non è funzionante le intemperie non la rovineranno.Si tratta ora di insistere con il Ministero per avere il finanziamento per completare seminterrato e primo piano.

Dopo aver denunciato la stato di degrado della struttura cosa è successo?

Dopo aver inviato foto ed anche una sottoscrizione di firme abbiamo anche richiesto al Ministero di acquisire la struttura a patrimonio comunale se non c’era l’intenzione ministeriale di terminare i lavori. Non ricevemmo alcuna risposta. Mi recai di persona a Roma al Ministero per trovare una soluzione.
Parlai con il Sottosegretario Giuseppe Valentino (il Ministro era il leghista Castelli) che si dimostrò disponibile; riprese la pratica che era stata accantonata e ci rimise in graduatoria per ricevere finanziamenti.
Nel 2007 con il Governo Prodi, tornai a Roma e parlai con il Sottosegretario del Ministro Mastella.
Ci fu un ulteriore impegno da parte del Ministero per dirottare i fondi su Torremaggiore, che era uno dei primi della lista, non appena sarebbero stati stanziati nuovi fondi; cade il Governo Prodi e cambia nuovamente Ministro.
Nel 2008 chiesi anche l’intervento del Ministro per gli Affari Regionali, Raffaele Fitto, per una intercessione positiva sul nuovo ministro della Giustizia per risolvere questa questione. Credo che la situazione si sia fermata qui, anche a causa della difficoltà economica del momento.

C’è qualche possibilità per il futuro?

Abbiamo una speranza: una delle misure previste dalla manovra appena varata dal Governo è la dismissione del patrimonio dello Stato.

La nuova amministrazione dovrà chiedere al Ministero o il finanziamento di 450mila euro per terminare il primo piano ed il seminterrato per sistemare il Giudice di Pace, oppure, il Comune dovrà acquisire questa struttura come patrimonio comunale dopo che ci sarà la dismissione effettiva da parte dello Stato. La situazione assurda è che poi il Ministero paga al Comune di Torremaggiore una cifra compresa tra i 25-30mila euro annui per l’affitto dei locali dove è ubicato il Giudice di Pace !!!!

In attesa di tutto ciò, momentaneamente dopo la sistemazione della vecchia Pretura sita in Piazza Gramsci con i fondi del Progetto Regionale dei Bollenti Spiriti, se non ci dovesse essere finanziato questo progetto regionale l’idea è quella di optare per il trasferimento del Giudice di Pace nella sua struttura naturale. I laboratori dei Bollenti Spiriti andrebbero nella ex sede dell’ITC di Via Gobetti dove abbiamo grande disponibilità di locali.

Perché tanti ritardi nella realizzazione? Ci sono delle responsabilità?

Il rammarico è che se non ci fossero stati ritardi e che se al momento della riforma della Giustizia del 1999 che ha visto la chiusura delle Preture a favore dell’accorpamento delle stesse con i Tribunali, con la disponibilità di quei locali sicuramente la sezione distaccata del Tribunale di Lucera avrebbe visto protagonista Torremaggiore. E’ stato l’ennesimo scippo compiuto a danno della nostra realtà.

Le responsabilità credo siano addebitabili ad una burocrazia troppo lunga sia centrale che locale; la politica non ha vigilato e non ha sostenuto con forza il completamento della struttura.