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Personalità torremaggioresi

In questa pagina sono riportati i nomi delle maggiori personalità legate alla città di Torremaggiore. A breve seguirà una descrizione dettagliata per ogni torremaggiorese che in ogni campo (musicale, accademico, manageriale, medico, militare,politico, sportivo, culturale, sociale, ecclesiatico, etc…) si è distinto. Non sono presenti presso le sedi istituzionali locali nè archivi nè altro a tal riguardo, quindi, sono benvenute tutte le segnalazioni per poter incrementare questo archivio telematico di storia locale.

Il tutto è fatto senza alcuna pretesa;sicuramente sono presenti errori o imperfezioni, se qualcuno volesse contribuire ad inviarci materiale lo può fare scrivendo a michele@torremaggiore.com
Sono inserite le personalità DECEDUTE, l’idea è quella di mettere a conoscenza la comunità locale e nello specifico le giovane generazioni, sulle personalità che in ogni campo si sono particolarmente distinte. Non uno sterile elenco, quindi, ma una pagina di storia locale che sicuramente mancava.

Ultimo aggiornamento 22-04-2017


( La riproduzione è subordinata alla citazione delle fonte -> Portale Web www.torremaggiore.com)

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SEZIONE STORICA

Federico II di Svevia – ” Stupor Mundi”

(Jesi, 26 dicembre 1194 – Fiorentino di Puglia, 13 dicembre 1250) Re di Sicilia, Duca di Svevia , Re di Germania e Imperatore dei Romani. Morì a Castel Fiorentino, in agro di Torremaggiore. (clicca qui per leggere i dettagli)

Violante De Sangro ( deceduta nel 1642) Duchessa di Torremaggiore vissuta tra il 1500 ed il 1600 – Moglie del marchese Paolo II De Sangro, donna di eccezionale cultura, abile amministratrice passò alla storia per le sue opere realizzate a Torremaggiore. A lei si deve la costruzione del Convento dei Cappuccini con annessa Chiesa di Santa Maria degli Angeli. Protesse le giovani spose e dotò le orfane; suggerì ed ottenne il completamento del Castello e promosse la costruzione del dirimpettaio Teatro ed altri manufatti. Fu amata dal popolo torremaggiorese.

Giovan Francesco De Sangro ( 1587 – 1628) Terzo Duca di Torremaggiore e terzo Principe di San Severo. Si fa carico della faticosa opera di ricostruzione conseguente al sisma del 30 luglio 1627. Lo stemma lapideo con le sue iniziali presenti al primo piano del campanile della Chiesa Matrice San Nicola di Torremaggiore confermano il suo intervento. Saranno i suoi discendenti a proseguire l’opera di ricostruzione poichè il feudatario di Torremaggiore muore improvvisamente a causa di un morbo contratto in precedenza durante una campagna militare in Africa.

Raimondo de Sangro “Il Principe geniale”

(1710 – 1771) esoterista, inventore, anatomista, militare, alchimista, letterato e accademico italiano. (clicca qui per leggere i dettagli)

Elisa Croghan (1845 – 1912)

Era la figlia di un rinomato botanico inglese. L’ultimo Principe di San Severo e Duca di Torremaggiore, Michele De Sangro, la conobbe a Parigi e se ne innamorò. E’sepolta nella Cappella dei De Sangro nel cimitero di Torremaggiore. Fu una donna molto generosa nei confronti della città di Torremaggiore e di San Severo. (seguirà descrizione dettagliata delle opere realizzate).

Don Tommaso Leccisotti (1895 – 1982) Padre benedettino, nato a Torremaggiore il 12 ottobre 1895 e morto a Montecassino il 3 gennaio 1982. Don Tommaso, al secolo Domenico Leccisotti, era il primogenito di dieci figli.

 

Don Tommaso Leccisotti - www.torremaggiore.com -
Don Tommaso Leccisotti – www.torremaggiore.com –

Completate le scuole elementari a Torremaggiore, trascorse un anno presso il Collegio Massimo di Roma ed in seguito completò gli studi superiori presso il Collegio di Montecassino conseguendo la maturità classica presso il Liceo “Tulliano” di Arpino. Il 23 aprile 1915 fu chiamato alle armi: all’epoca i religiosi non erano esentati dal servizio militare. Dopo un corso alla Scuola Militare di Modena, venne inviato al fronte col grado di sottotenente di Fanteria. Congedato nel 1919, fu consacrato sacerdote nel 1922. Conseguì la laurea in Sacra Teologia nel 1924 presso il Collegio Internazionale di Sant’Anselmo in Roma e la laurea in Lettere nel 1925 presso l’Università “La Sapienza” di Roma. Nel 1933, per un anno circa, fu collaboratore dell’Arcivescovo di Milano card. Ildefonso Schuster. Tornato a Montecassino, iniziò a tempo pieno la sua attività di storico, paleografo e bibliotecario. Salvò il prezioso patrimonio dell’Abbazia di Montecassino dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, facendolo dapprima trasportare a Roma e poi ricomporre dopo il conflitto nella sua sede naturale. Fondatore e direttore della rivista “Benedectina”, fu scrittore infaticabile di oltre 150 opere. Tra le sue opere si citano: “Le colonie Cassinesi in Capitanata”, “Codex Diplomaticus Caietanus”, “Montecassino” e “Il “Monasterium Terrae Maioris”, quest’ultimo, un tassello fondamentale della storia della nostra città. La Comunità di Torremaggiore gli ha dedicato un’ampia arteria viaria, che si raccorda con la strada provinciale per San Severo, un Centro Attività Culturali, che dal 1987 opera nel settore storico e culturale, una scuola cittadina d’Istruzione Superiore Secondaria di Secondo grado.

SEZIONE DEDICATA A COLORO CHE SI SONO DISTINTI IN AMBITO MUSICALE

Luigi Rossi (1597 – 1653) -> Compositore, musicista e maestro di canto italiano. Ebbe il merito di introdurre il melodramma italiano presso la corte di Francia e di fondare la cantata da camera. (clicca qui per leggere i dettagli )

SEZIONE DEDICATA A COLORO CHE SI SONO DISTINTI PER MERITI MANAGERIALI,IMPRENDITORIALI , PROFESSIONALI, ACCADEMICI ed ISTITUZIONALI

Avv. VINCENZO LAMEDICA (1878 – 1958) Illustre penalista, libero docente di Diritto Penale all’Università degli Studi di Bari. Fondatore della rivista “La Corte d’Assise” e “Il Mezzogiorno”, ha pubblicato opere giuridiche pregevoli: “Il Diritto di difesa (1939)”, “L’adulterio e il concubinato (1942)”, “Etica e diritto penale”, “Reato impossibile e rapina impropria”. Fu anche Sindaco di Torremaggiore e fu una delle figure più in vista del Partito Liberale, nonchè anche studioso di problemi agricoli ed economici. Subito dopo la caduta del fascismo ricoprì per poco tempo la carica di Commissario Governativo a Torremaggiore. E’ deceduto il 18 settembre 1958 ; durante la cerimonia funebre l’Avv. Francesco De Pasquale, suo amico e compagno di lotte giudiziarie, recò l’ultimo saluto di tutti gli avvocati di Capitanata, che lo stimarono e lo ammirarono per le sue preclari doti di intelligenza e di attività.

Ing. FILIPPO CELOZZI (1883 – 1942) Direttore Generale delle Ferrovie dello Stato. Durante la Grande Guerra nel 1915 come Capo dell’Ufficio Movimento di Udine regolò il servizio di trasporto nella zona dell’Isonzo. Si occupò anche dello sgombero del recupero dei materiali che servirono per difendere il Piave. Nel 1921 rappresentò il Governo nelle trattative per la composizione dello sciopero dei ferrovieri. Uomo generoso, fu ricordato per la sua bontà ed il suo altruismo. Torremaggiore gli intitolò anche una Scuola di Avvimento Professionale a tipo Industriale e una Scuola Media inferiore.

Prof. Renato ROTELLI ( 1875 – 1967) Professore e funzionario del Provveditorato agli Studi e membro del Consiglio Provinciale Scolastico di Teramo. Prese parte alla Grande Guerra con il grado di Capitano di Fanteria meritandosi varie decorazioni al valor militare. Fu anche scrittore e pubblicista ed ottenne la Medaglia d’Oro al merito della Cultura e della Scuola.

Avv. Giustiniano Venetucci (1876 – 1951) – vedere la sezione dedicata a coloro che si sono distinti per meriti politici.

Vice Pretore Giuseppe Leccisotti (1866 – 1935) Dottore in giurisprudenza; per lunghi anni tenne la carica di vice pretore che esercitò molto intensamente. Autorevole, studioso e competente nelle scienze giuridiche; della sua attività intellettuale restano numerosi scritti, di cui parecchi pasarono nella raccolta “Come Fiori” da lui compilata in onore dei suoi morti.

Comm. Arturo ROTELLI (1880 – 1945) Brillante funzionario dello Stato Italiano. Laureato in Giurispridenza con il massimo dei voti e lode, entrò poco dopo per concorso al Ministero di Grazia e Giustizia, che lo portò a diventare Direttore Generale della Divisione Culto. Studioso del Diritto Canonico, Civile ed Ecclesiastico fu Consigliere del Governo Italiano per i Patti Lateranensi del 1929.
Fu sempre sensibile ai problemi della Chiesa che egli amò e favorì con larghezza di mezzi. Ottonne dal Governo del RE l’onorificenza della Commenda. La morte lo colse nel 1945.

Ins. Margherita ROTELLI ( 1881 – 1961) Insigne educatrice, poliglotta, saggista e brillante conferenziere. Ottenne la Medaglia d’Oro al merito della Pubblica Amministrazione.

 

Dott. Felice Di Pumpo ( Torremaggiore 1898 – Roma 1965) . Nasce in Torremaggiore nel 1898, ottavo di nove figli: il padre Sabino Di Pumpo, la madre Filomena Aquilano.
Si distingue già negli anni del Ginnasio-Liceo: frequenta brillantemente il “Ruggiero Bonghi” di Lucera. E’ chiamato alle Armi insieme ai “ragazzi del 1899” per partecipare alla Prima Guerra Mondiale: sta frequentando il 2° anno del Liceo. Prima di partire per il fronte, Gli viene concesso di presentarsi all’ Esame di Stato e consegue la Maturità Classica.

 

Dott. Felice Di Pumpo - Magistrato Amministrativo - www.torremaggiore.com -
Dott. Felice Di Pumpo – Magistrato Amministrativo – www.torremaggiore.com –

 

Al termine del Conflitto, si iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza in Roma: si laurea con il massimo dei voti.
Partecipa con successo al Concorso per Magistrato alla Corte dei Conti: è il Magistrato più giovane per età. Nel corso della prestigiosa carriera è nominato Primo Referendario della Corte dei Conti.
Ricopre numerosi incarichi. Gli viene affidato il compito di gestire i bilanci della Difesa.
Colpito da male incurabile, muore a Roma nel 1965. Ai Suoi funerali è presente la Rappresentanza del Governo Italiano e Gli rendono gli Onori i più alti Ufficiali della Nato.
Riposa nel Cimitero del Verano, in Roma.

 

 

Avv. Francesco De Pasquale ( 1886 – 1967) Avvocato penalista, toga d’oro. Stimato professionista ed oratore brillante fu l’autore del saggio: “Carducci nelle aule di giustizia”. Partecipò alla Grande Guerra come Ufficiale di Artiglieria meritandosi una particolare menzione e la Croce al Merito. Presidente della società “Dante Alighieri”, fu anche reggente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati del Tribunale di Lucera. Fu anche candidato al Senato della Repubblica, come mazziniano indipendente, in rappresentanza del Partito Repubblicano Italiano.

Dott. Antonio Leccisotti ( 1867 – 1956) Dottore in Medicina. Durante la sua vita ebbe modo di manifestare la sua competenza amministrativa e l’animo sensibile ai problemi sociali. Istituì, prima che lo fosse per obbligo, la refezione scolastica. Curò il cimitero e vi introdusse l’uso dei loculi perpetui. Durante l’epidemia spagnola del 1919 ha provveduto come volontario al trasporto dei cadaveri.

Prof. Remo Fuiano  (1919-2007)

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“Questa è l’ora della mia partenza. Non mi domandate cosa ho preso da portare con me. Parto per il mio viaggio a mani vuote e con il cuore pieno di speranza” è l’annotazione che si legge nel quadernetto-diario di  Remo Fuiano, poco tempo prima della scomparsa, avvenuta nella notte tra venerdì 19 e sabato 20 gennaio 2007. Si concludeva con queste parole la sua esemplare esistenza terrena.

Nato in Torremaggiore il 19 settembre 1919, quartogenito di Nicola Fuiano e di Grazia Maria Lariccia, dopo il conseguimento del diploma di maturità raggiunse Torino per intraprendere gli studi universitari iscrivendosi alla Facoltà di Lettere. Con l’entrata in guerra dell’Italia, il 10 giugno 1940, fu chiamato alle armi e partecipò  al conflitto sul fronte slavo in veste di Sottotenente di Fanteria, guadagnandosi la Croce al Merito di Guerra.

Dopo l’interruzione bellica, riprese gli studi conseguendo la Laurea in Lettere presso l’Università degli Studi di Napoli il 4 dicembre 1945. Fu docente per ben quarant’anni prima come titolare di cattedra di Lettere nelle Scuole Medie Statali, poi come titolare di cattedra di Lingua e Letteratura Italiana e Latina nei Licei Statali, riscuotendo stima e consenso dai colleghi e dagli studenti per le sue qualità di docente equilibrato, mite, sempre disponibile al dialogo e dedito alla scuola con alto senso del dovere. Certamente tante le generazioni di liceali, successivamente anche affermati professionisti, che, ai tempi della scuola, hanno avuto il privilegio delle sue lezioni, beneficiando delle sue doti di insegnante. Vincitore di concorso, fu Preside di Scuola Media, prima a Moncalieri (TO), dopo a San Severo, alla “Giovanni XXIII”. Alla fine della carriera scolastica, gli fu conferita, dal Ministero della Pubblica Istruzione, la Medaglia d’Oro al Merito Distinto.

Uomo di vasta cultura, coltivò interessi diversi, privilegiando lo studio di Virgilio e di Dante, fu autore di testi scolastici, tra cui va menzionato “Latinitatis Exempla” (Loffredo Editore, Napoli), scelto ed usato in numerose scuole.

Assiduo donatore di sangue, meritò la Medaglia di Bronzo e la Medaglia d’ Argento dalla  Sezione A.V.I.S. di San Severo.

Profuse il proprio impegno negli ambiti dell’Azione Cattolica, affiancando l’opera pastorale dei Vescovi della Diocesi di San Severo, e ricoprendo svariati incarichi tra cui quelli di Presidente Diocesano degli Uomini di Azione Cattolica e di Presidente della Giunta Diocesana d’Azione Cattolica

Come ci ricorda “Il Quotidiano – Giornale del Mattino” del 23 dicembre 1959, unitamente al compianto Mons. Giuseppe Petruzzellis, sostenne la causa  dell’ascesa a dignità di Santuario della Chiesa dedicata a Maria SS. della Fontana in Torremaggiore; curò come redattore “Fons Perennis”, numero unico pubblicato nel primo anniversario della solenne proclamazione a Santuario della Chiesa Maria SS. della Fontana. Dopo la scomparsa dello zio Mons. Giuseppe Lariccia, ne proseguì l’opera, curando, unitamente a Padre Arturo da Visciano, la conclusione dei lavori della Casa della Divina Provvidenza, in Torremaggiore.

Più volte si dedicò con impegno e spirito di servizio nella vita politica locale, nelle file della Democrazia Cristiana, e fu chiamato a rappresentare la sua amata Torremaggiore nelle competizioni elettorali in qualità di  candidato al Consiglio Provinciale. ( Nota del dott. Marcello Ariano)

 

Avv. Antonio Venetucci Avvocato civilista, stimato e conosciuto come “l’avvocato della pace”. Persona dotata di notevole preparazione giuridica, fu un uomo di grande bontà e signorilità (AAA cercasi data nascita/morte e maggiori dettagli).

Avv. Elio Antonucci (1916 – 1972) Avvocato ed oratore brillante. Uomo dotato di acuta intelligenza oltre alla notevole preparazione generale e professionale. Dopo del secondo dopoguerra è stato uno degli esponenti più autorevoli del movimento politico “Fronte dell’uomo qualunque”. Dopo la dissoluzione del suddetto movimento, avvenuta nel 1949, si dedicò prevalentemente alla libera professione. Proseguì successivamente il suo impegno politico nella Democrazia Cristiana con incarichi dirigenziali ; grande era anche la sua capacità oratoria che gli permetteva, con una sola battuta, di mettere in ridicolo il discorso degli avversari politici. Fu altresì insignito di due croci al merito in qualità di deportato in Germania durante il secondo conflitto mondiale. Dal 1971 al 1972 fu Commissario del locale Ospedale Civile “San Giacomo” dando inizio ai lavori di ampliamento e rifacimento.

Tenente di Fanteria della Divisione "BERGAMO" Avv. Elio Antonucci - ritratto presso il campo di concentramento di Stanhobel. Il Ten. Avv. Antonucci è stato fatto prigioniero a Spalato il 9.9.1943 - www.torremaggiore.com -
Tenente di Fanteria della Divisione “BERGAMO” Avv. Elio Antonucci – ritratto presso il campo di concentramento di Stanhobel. Il Ten. Avv. Antonucci è stato fatto prigioniero a Spalato il 9.9.1943 – www.torremaggiore.com –

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fortunato Gallo (1878 – 1958) Impresario dell’Opera negli USA – Nato a Torremaggiore nel 1878 emigrò negli States a 18 anni, fondò e diresse la sua San Carlo Opera Company che divenne in breve tempo la più grande organizzazione operistica mobile degli USA. Di lui scrisse il quotidiano statunitense Evening Mail:” Nel modesto ufficio di Fortunato Gallo in Aeolian Hall vi sono molte fortografie, autografi di celebrità mondiali, attestazioni di affetto per l’impresario italiano: la Regina Elena, Mussolini, Harding…sono presenti numerose decorazioni estere ed italiane fra cui la Commedia della Corona d’Italia a testimoniare i trionfi ottenuti”. Nel 1923 a Roma il Capo del Governo, Benito Mussolini, volle riceverlo a Palazzo Venezia e gli donò una sua fotografia su cui scrisse: ” A Fortunato Gallo, vessillifero della italianità in America,bene augurando”. Negli anni trenta Gallo fece costruire a sue spese il grandioso Teatro Lirico Italiano, un grattacielo nel quale era presente un Conservatorio di Musica, la Compagnai Lirica, l’Orchestra Stabile Italiana e le Scuole di coro e danza.

Prof. MICHELE FUIANO (1916 -1998) Docente di lettere classiche e Preside in numerosi licei, conseguì la cattedra universitaria di storia mediavale presso l’Università degli Studi “Federico II” di Napoli, lasciando numerosi scritti (studi, ricerche e saggi).

Ins. Donna Lucia Di Ianni (AAA cercasi dettagli)

Matteo Colacchio ( 1911 – 1982) Uomo dotato di grande umanità, tecnico di valore, pioniere della trasformazione razionale e della moderna industrializzazione dei prodotti agricoli; fu tra i fondatori nel 1960 della Cooperativa Agricola FORTORE che diresse con serietà, dedizione e competenza fino alla morte.

Cav. Silvio Scudero ( 1914 – 2001) Si diplomò Ragioniere a Barletta e conseguì la Laurea in Economia e Commercio preso l’Università degli Studi di Bologna. Durante la Seconda Guerra Mondiale ha combattuto in Albania; fu Direttore della Banca Popolare di Torremaggiore e dopo divenne Direttore e successivamente Presidente della Banca Popolare Agricola e Commerciale di Torremaggiore che con grande impegni negli anni settanta ed ottanta contribuì alla ripresa dell’economia torremaggiorese. Eletto più volte consigliere comunale ed anche vice-sindaco tra le file della Democrazia Cristiana. E’ noto anche per essere stato il Presidente del Torremaggiore Calcio negli anni cinquanta quando arrivò in IV serie (l’odierna Serie C1). Ricoprì anche la carica di Presidente dell’USL Fg/1 e fu insignito delle onotificenze di Cavaliere e poi di Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana.

Prefetto Gaetano Ariano ( 1909 – 1999)

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Galantuomo d’altri tempi e Prefetto della Repubblica è stato Gaetano Ariano, nato a Torremaggiore il 23 ottobre 1909, da Giuseppe, medico veterinario, e da Angela Ricci, e venuto a mancare a Varese il 9 luglio 1999.
Conseguita la maturità classica presso il Liceo “R. Bonghi” di Lucera, dopo la Laurea in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Bologna, nell’anno 1934 entrò nell’amministrazione civile del Ministero dell’Interno. Fu Capo di Gabinetto a Savona dove sposò Angela Scarpa, figlia del noto industriale elettrotecnico Giovanni Scarpa.
Su di lui è stato scritto che fu “uomo di acuta intelligenza, di dirittura morale, di instancabile operosità”, e nel corso della sua carriera, ricoprendo posti importanti, fu chiamato a incarichi delicati e difficili. A Foggia, dove prestò servizio dal 1946 al 1951 come Capo di Gabinetto, lasciò vivissimo il ricordo della sua opera equilibrata, paziente e moderatrice svolta in un periodo particolarmente difficile a causa dei profondi conflitti che travagliavano la vita sociale e politica della Capitanata postbellica.
Fu a Bergamo Vice Prefetto Ispettore e poi Prefetto Vicario, nel settembre 1962 nominato Prefetto in Sicilia, a Enna, lasciò a Bergamo un ricordo assai vivo e indimenticabile come poi a Sondrio dal 1963 al 1969 e, infine, a Varese. Ovunque le sue doti di generosità, di apertura mentale ed equilibrio lasciarono un segno indelebile.
Non mancava mai di recarsi, appena possibile, nelle festività, nella sua Torremaggiore, profondamente legato alla famiglia di origine, alla madre, alla sorella, al fratello.
Ebbe legami fraterni e affettuosi con l’on. Gustavo De Meo, già Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e di altri importanti dicasteri. Negli anni di servizio a Sondrio ospitò in Prefettura l’allora Presidente del Consiglio on. Aldo Moro, il quale gli espresse, anche in uno scritto, i sensi del suo apprezzamento e della sua stima. Negli ultimi della sua carriera trascorsi a Varese come Prefetto di 1° Classe, fu assai stimato e apprezzato in quella che era una società industriale nel periodo del suo massimo sviluppo e fulgore, con industriali e personalità come il Cav. Giovanni Borghi, fondatore della IGNIS.
Pur rivestendo una carica di alto prestigio non disdegnava di aiutare chiunque ne avesse bisogno, anche se umile o di modesta estrazione, ed era sempre equilibrato e rispettoso delle opinioni altrui.
Nel trascorrere degli anni è sempre rimasto legato profondamente alla sua terra di Puglia, alla sua Torremaggiore, dove si è sempre puntualmente recato finché le sue condizioni di salute glielo hanno consentito. ( Nota del dott. Marcello Ariano)

Ing. Luigi Grassi Benemerito professionista, si deve a lui l’iniziativa di voler realizzare nella tratta da Torremaggiore e San Severo una tramvia elettrica che fu inaugurata nel 1925 ma completata nel 1927. Il tram era costituito da due motrici, due rimorchi e un locomotore, con capolinea presso l’edificio scolastico “San Giovanni Bosco”; cessò di funzionare nel 1962 e fu sostituita da autobus. All’inaugurazione del tram era presente il Segretario del Partito Nazionale Fascista Augusto Turati.

SEZIONE DEDICATA A COLORO CHE SI SONO DISTINTI PER MERITI ARTIGIANALI

Maestro Sarto Vittorio Ricci (1919 – 2013)

 

 

SEZIONE DEDICATA A COLORO CHE SI SONO DISTINTI PER MERITI POLITICI

Avv. Giustiniano Venetucci (1876 – 1951) Noto e preparato avvocato civilista; L’avv. Giustiniano Venetucci nasce a Torremaggiore il 7 aprile 1876 da Antonio e Antonietta Celeste (quarto di cinque figli). A sette anni diviene orfano del padre. Compie gli studi medi e superiori a Lucera presso il Convitto nazionale (attualmente intitolato a “Ruggero Bonghi”). Dal 1894 al 1898 frequenta l’Università degli Studi di Napoli e si laurea in Giurisprudenza. Si abilita all’esercizio della professione notarile e forense. Esercita la professione forense in Torremaggiore fino al 1950, ricoprendo, per vari anni, la carica di consigliere dell’Ordine degli avvocati presso il Tribunale di Lucera. Viene eletto Sindaco di Torremaggiore nel 1914 e, nelle successive elezioni, viene riconfermato in carica, ininterrottamente, fino al 1927, quando rassegna le dimissioni a seguito dell’entrata in vigore della legge voluta dal regime fascista che istituisce la figura del Podestà. La sua sindacatura si caratterizzò per il clima di rasserenamento che perseguì costantemente per attutire gli accesi contrasti allora esistenti tra i partiti locali (c.d. “bianchi” — cui egli apparteneva — e “rossi”). Inoltre va ricordato il costante impegno, durante gli anni della 1^ Guerra mondiale, per assicurare alla popolazione i necessari mezzi di sostentamento ed, in tale ambito, il forte impulso dato all’agricoltura, con particolare riguardo alla viticoltura. Tra le principali opere pubbliche realizzate durante il suo mandato vanno ricordati la attuale Villa comunale, il viale di pini che porta al Cimitero, l’ampliamento della Chiesa Maria SS. della Fontana, di proprietà comunale, la ricostruzione parziale del muro di cinta del Castello e della volta della Sala del Trono. II suo impegno politico si estende anche a livello provinciale, ove fu più volte eletto consigliere per il collegio di Torremaggiore. Non era sposato e visse sempre a Torremaggiore nella casa paterna di via N. Fiani 94, ove morì il 20 aprile 1951.

Avv.On.Sen. Ferdinando Marinelli (1924 – 1999)

AVV.ON. SEN. DINO MARINELLI
la foto è tratta dal sito del Senato della Repubblica – www.senato.it

Illustre penalista, grande oratore e politico del Movimento Sociale Italiano. Collaborò per oltre quaranta anni alla Rivista di Diritto Penale, fondata da Filippo Ungaro. Di forte ispirazione cattolica, oltre la sua pluriennale attività come avvocato difensore dinanzi le Corti d’Assise di tutta Italia e la Suprema Corte di Cassazione, Dino Marinelli (come amava presentarsi) esercitò anche l’attività di politico presso tutti gli enti locali (consigliere comunale a Torremaggiore e San Severo, consigliere alla Provincia di Foggia e consigliere alla Regione Puglia), nonché Deputato alla Camera negli anni settanta, (durante tale mandato fu componente della Commissione Sanità e furono discussi ed approvati importanti disegni di legge, tra i quali quelli relativo all’aborto, all’uso di sostanze stupefacenti e alla legge delega per la riforma sanitaria e l’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale) e Senatore della Repubblica negli anni novanta in qualità di Vice Presidente della Commissioni Affari Costituzionali. Fu insignito della Toga d’Oro da parte del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati presso il Tribunale di Lucera nel 1998.


Donna Giuseppina Ciaccia
– segretaria cittadina della Democrazia Cristiana a Torremaggiore. Dopo la seconda guerra mondiale fu la referente degli americani a Torremaggiore; da lei arrivarono tutti i viveri previsti per la comunità locale dal Piano Marshall che furono adeguatamete distribuiti a tutta la cittadinanza ed ai bisognosi.

Prof. Michele Cammisa “Il sindaco della ricostruzione” (1906 – 1989) Preside,Docente e Sindaco di Torremaggiore dal 1944 al 1960. Dopo gli studi universitari in Scienze Marittime prima, ed in ingegneria poi, si dedicò all’insegnamento di tecnologia, scienze applicate e disegno tecnico in Lombardia ed in Campania. Rietrato a Torremaggiore a causa degli eventi bellici fu designato amministratore straordinario dal Comitato di Liberazione. Fu anche candidato alla Camera dei Deputati. Tra i primi provvedimenti attuati il cambio di tutte le vie riconducibili alla famiglia reale, i Savoia. Le attuali Corso Matteorri, via della Costituente, Via Sacco e Vanzetti e Piazza Gramsci erano intitolate rispettivamente a Vittorio Emanuele II, Carlo Alberto ed alla Regina Margherita di Savoia. Fu il sindaco della ricostruzione a Torremaggiore. Si deve a lui la realizzazione delle case popolari nella zone dell’odierno mercato coperto. Preside della locale Scuola di Avviamento Professionale ad indirizzo industriale. Fu anche autore della pubblicazione “Lavorazione dei metalli a caldo e a freddo” , edita da Vallardi nel 1947.

SEZIONE DEDICATA A COLORO CHE SI SONO DISTINTI PER MERITI MILITARI

Gen. Michele Tanzi ( 1 settembre 1894 – 29 agosto 1958): ufficiale di complemento nella Grande Guerra, divenne Ufficiale dello Stato Maggiore, Generale di Brigata nel 1950 e Generale di Divisione nel 1954. E’ ricordato da tutti come un uomo buono che faceva del bene a tutti.

Sottotenente Medico Matteo Ariano (1908-1936) 

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L’italianismo, componente determinante del fascismo, trae origine dall’idea mazziniana di una “nuova Italia”. Assume un’importanza particolare negli anni del primo conflitto mondiale: l’esaltazione della comunità e della solidarietà sociale, il senso della disciplina nazionale, la mobilitazione delle risorse umane e materiali, il culto dei caduti e dei martiri sono temi che acquistano spazi sempre maggiori nella cultura politica del periodo, e diffondono quello che lo storico Emilio Gentile ha definito il “mito dello Stato nuovo”, che si riallaccia alla tradizione del radicalismo mazziniano. È il lievito fondante e coagulante di una cultura politica che infervora settori significativi delle giovani generazioni, filtra nell’ideologia fascista suggestioni della modernità, infonde fiducia nell’avvenire della Nazione, vittoriosa nel conflitto ‘15-’18, esaltandone le energie umane e le capacità produttive. L’idea mazziniana del Risorgimento, come rivoluzione incompiuta, e il “concetto religioso della propria nazione”, trasfuse nel fascismo anche per l’apporto di intellettuali di rango come Giovanni Gentile, producono aspirazioni a un rinnovato protagonismo civile, spirituale e culturale di una “nuova Italia” sulla scena del mondo.

Matteo Ariano, “educato alla religione della patria” – dice l’epigrafe a lui dedicata nel Liceo ‘R. Bonghi’ di Lucera, un’altra, che lo ricorda, si trova a Torremaggiore sotto il portico municipale, parzialmente abrasa –, si colloca in questo alveo culturale.

Nasce da famiglia della media borghesia, a Torremaggiore (Fg), il 14 marzo 1908 – nell’atto di nascita si legge “nato nella casa in Corso Vittorio Emanuele, 80” – secondogenito dei quattro figli di Giuseppe, medico veterinario, e di Angela Ricci, crescendo in un ambiente legato ai valori della tradizione. Convittore del prestigioso «Ruggiero Borghi» di Lucera, in Matteo sono presenti sin dall’adolescenza attenzione intellettuale e fermenti ideali che vanno affinandosi con lo studio. A 15 anni è nell’Avanguardia giovanile fascista. Studente di Medicina all’Università di Bologna, nel 1929 è tra i promotori del Nucleo Universitari Fascisti di Torremaggiore, di cui è nominato fiduciario. Consegue la laurea l’undici novembre 1932, con una tesi dal titolo “I complessi sessuali nell’infanzia”. Dopo aver assolto agli obblighi di leva a Bologna – meritandosi un encomio per aver contribuito prontamente, come ufficiale di guardia, a domare un incendio dentro l’Ospedale Militare di quella città – torna a Torremaggiore per dedicarsi alla professione medica. Esercizio scrupoloso di questa e militanza politica in lui non sono disgiunti, vi profonde le migliori energie reputandoli entrambi momenti di servizio per la comunità. Nel settembre ’34 è nominato segretario del fascio locale: non ha nulla dello stereotipo di certi gerarchi di provincia, arroganti e boriosi; il giovane medico è persona colta, premurosa e colloquiale ma saldo nei principi. Adempie all’incarico con equilibrio nonostante la giovane età, e, dal gennaio ’35, fa parte, con altri comprovinciali meno che trentenni, del Direttorio federale dei Fasci di Capitanata. Un riconoscimento che rientra peraltro nei progetti di valorizzazione del regime dei quadri della “seconda generazione” fascista.

Ha innati il sentimento del dovere e doti di generosità (nel periodo bolognese era stato anche donatore di sangue) e allo scoppio del conflitto italo-etiopico, non ha dubbi, parte volontario “unico esempio tra tutti i direttori federali italiani”, rileva lo storico Raffaele Colapietra. In Africa (tra le sue carte, alcune delle quali consegnate allo zio Luigi, c’è questa sua annotazione “Port Said/ navi che arrivano e che vanno/ tu raccogli e diffondi la sottile/ corruzione del mondo”, segno di spiccata sensibilità), viene assegnato, come Sottotenente Medico, al XXVIIº Battaglione Eritreo della Vª Divisione Camicie Nere “Iº Febbraio”, di stanza ad Agordat, ottenendo subito una menzione «Per avere organizzato una infermeria avendo a disposizione pochissimi mezzi e per lo zelo e l’interessamento dimostrati».

Il 20 febbraio 1936, a Adi Cheltè-Enda Mariam, in uno scontro con gli abissini l’ufficiale medico cade sul campo di battaglia. La motivazione della Medaglia d’Argento, alla memoria, (una seconda gli è conferita dalla Direzione di Sanità Militare – Intendenza Africa Orientale) ne riassume le ultime ore di vita: «Durante un aspro e sanguinoso combattimento contro forze soverchianti, prodigava con fede ed esemplare calma la sua opera di medico. In una situazione critica della lotta, prendeva posto tra i primissimi combattenti e per quasi un’ora si batteva bravamente con le bombe a mano e col fucile finché, colpito a morte, lasciava gloriosamente la vita sul campo.». L’atto di morte dell’ufficiale medico, redatto dal Capitano Giuseppe Buongiorno, del XXVII° Battaglione Eritreo, si trova trascritto negli Atti di morte del Comune di Torremaggiore, e dice così: “Estratto dell’atto di morte del Sottotenente medico Ariano Dr. Matteo[…] L’anno millenovecentotrentasei ed addì venti del mese di febbraio nella località Adi Cheltè (Regione Roccabaita) mancava ai vivi alle ore dodici e minuti trenta in età d’anni ventotto il Sottotenente Medico di Complemento del XXVII Battaglione Eritreo nativo di Torremaggiore, provincia di Foggia figlio di fu Giuseppe e di Ricci Angela […] morto in seguito a ferite di proiettili che contemporaneamente gli colpirono la gola e la regione epigastrica. Sepolto sulla riva sinistra del Mareb, su un breve pianoro sorgente ai piedi di una collina, poco lontano, verso oriente, dalla confluenza del Rubà Uolcait[…]”.

Il suo corpo – come testimonia un commilitone, il tenente Rosellini – raccolto solo dopo 25 giorni, fu composto in una cassa di legno grezzo e sepolto, tra onori militari, al di là del Mareb. Lontano dalla Patria, in terra etiopica, dissolto insieme con il sogno di una «nuova Italia», tanto carezzato nella sua breve esistenza. ( Nota del dott. Marcello Ariano)

 

 

Ammiraglio Antonio Celozzi (1882 – 1975) Ebbe elogi dalle più alte cariche della Marina Militare e dell’Esercito Italiano. Guardiamarina nel 1904, sottotenente di vascello nel 1907, tenente di vascello nel 1913, capitano di corvetta nel 1919, capitano di fregata nel 1925 e capitano di vascello nel 1932. Chiuse la carriera con il grado di Ammiraglio. Ha avuto queste onorificenze: medaglia d’argento al valore militare, due croci al merito di guerra, cavaliere dei SS. Maurizio e Lazzaro, croce al merito navale spagnola, ufficiale dell’Ordine di San Carlo del Principato di Monaco e croce di guerra belga con palma.

Gen. Antonio Lippi ( 1900 – 1957)

Pilota dell’Aeronautica Militare e protagonista della Trasvolata Atlantica del 1933 con Italo Balbo. E’ nato a Torremaggiore nel 1900 da operosa famiglia di agricoltori tenaci,completò gli studi presso l’Istituto Nautico e dopo essere stato in Marina, passò presso l’Arma dell’ Aeronautica. A Desenzano del Garda, dove ottenne il brevetto da pilota si distinse per le sue eccellenti qualità morali e fisiche. Con serietà di propositi e fervore religioso curò la sua preparazione, si perfezionò e ben presto s’impose all’ammirazione dei compagni e dei superiori che gli affidarono delicati compiti assolti sempre con molto onore, zelo ed entusiasmo. Nominato nel 1920 sottotenente di vascello della Marina Militare, passò successivamente all’Arma dell’Aeronautica e conseguì nel 1924 il brevetto di pilota militare.Nel 1933 la Regia Aeronautica fu protagonista della più grande impresa aeronautica di tutti i tempi: parliamo della Trasvolata dell’Atlantico organizzata da Italo Balbo. La squadra partì il 1 luglio 1933 da Orbetello (GR), sorvolò l’Europa, il Nord Europa, l’Islanda, Montreal (Canada),Detroit, Chicago ed atterrò il 12 luglio 1933 a New York. Anche il Capitano Antonio Lippi era alla guida di un idrovolante Savoia Marchetti S.55 X motorizzati Isotta Fraschini con potenza di 750 cv (I – LIPP). Seguì una accoglienza esuberante e calorosa, il 21 luglio 1933 proprio a New York. Il quotidiano inglese Times scrisse:”L’impresa di Balbo e dei suoi uomini è la più gigantesca nella storia aeronautica”. Dopo la partenza dei trasvolatori italiani a Chicago su un’antica colonna romana sono state inserite delle epigrafe che ricordano la Crociera del Decennale. E’ stata anche intitolata una strada ad Italo Balbo tutt’oggi esistente in prossimità del Lago Michigan, la Balbo Avenue. Il 10 luglio del 1933 il Maestro Luigi Goffredo di Torremaggiore scrisse di lui sul quotidiano Il Popolo d’Italia quanto segue: “Gli intrepidi aquilotti d’Italia, avvinti dalla poesia fulminante della gesta, finalmente hanno potuto appagare il loro vivo desiderio portando l’ala tricolore in terra straniera con una impresa che colpisce tutte le immaginazioni, che supera qualunque altra grande impresa aerea mondiale.Della squadra atlantica fa parte un figlio di questa ardente terra dauna: il capitano Antonio Lippi, torremaggiorese puro sangue, giovane ardimentoso, appassionato aviatore.” Svolse la sua opera di organizzatore per la ricostruzione delle scuole dell’Aeronautica Militare e dell’Accademia Aeronautica. Concluse la carriera militare con il grado di Generale di Divisione Aerea. Collaborò anche presso la base Nato di Amendola (Fg) al collaudo del Fiat G91, il cacciabombardiere-ricognitore monomotore a getto ed ala a freccia che divenne qualche anno più tardi il velivolo ufficiale della Pattuglia Acrobatica Nazionale Frecce Tricolori; nella base dauna era presente la Scuola Volo Basico Avanzato Aviogetti. Fu insignito sia della medaglia d’oro che di quella d’argento al valore aeronautico. E’ deceduto il 3 febbraio 1957 colpito da infarto cardiaco mentre si trovava al suo tavolo di lavoro a Palermo. Il Generale Lippi è sepolto a Roma presso il Cimitero Comunale Monumentale di Campo Verano. (clicca qui per leggere i dettagli)

Gen. Sabino Di Pumpo (Torremaggiore 1922 – Gorizia 2000) Medaglia d’oro al Valor Militare.  Primogenito di Michele Di Pumpo e Maria Luigia Rotelli. Chiamato dalla vita sin da piccolo ad aver spalle robuste: rimase orfano di Padre a soli 5 anni. Dopo gli studi liceali, frequentò l’Accademia Militare di Modena ricevendo i gradi di Ufficiale dell’Esercito Italiano. Da qui un percorso di tutta eccellenza che lo vide sempre protagonista. Prese parte alle epiche imprese della Va Armata.

 

Gen. Sabino Di Pumpo - www.torremaggiore.com
Gen. Sabino Di Pumpo – www.torremaggiore.com –

 

Si distinse nella Lotta di Liberazione e nel 1945 partecipò , con i suoi Uomini, alla liberazione di Bologna.  Provvide, con grave rischio personale, al recupero della documentazione della Corte dei Conti, assicurandone il rientro a Roma, nonostante le minacce delle truppe tedesche.
Al termine del II° conflitto mondiale assunse, con i gradi di Capitano, il comando della Fanteria di Barletta.  Per ordine dello Stato Maggiore dell’Esercito fu trasferito a Gorizia dove con diligenza e autentico amor di Patria seppe strenuamente difendere il Territorio Nazionale. Da Comandante del Presidio Militare fronteggiò dignitosamente le truppe di Tito, ponendo fine alle loro continue mire espansionistiche a danno del Nord Est d’Italia. La notte del 9 ottobre 1963, informato della dolorosa e drammatica inondazione che colpì la Regione del Vajont, fu il primo ad accorrere in soccorso delle sfortunate popolazioni. A Lui si deve la tempestività degli interventi di soccorso che evitarono una tragedia più immane, grazie al coinvolgimento da parte Sua delle truppe Americane di stanza ad Aviano.  Più volte ebbe incarichi di primissimo piano (in Civitavecchia presso il Reggimento dei Granatieri di Sardegna, poi con i Paracadutisti della Folgore e pure con i Marò del Battaglione San Marco). Fu promosso Colonnello Comandante del Presidio Militare di Gorizia assicurando con perizia, esperienza, enorme diligenza il controllo di tutto il Territorio affidatoGli. Concluse la Sua esemplare carriera con i gradi di Generale dell’ Esercito Italiano.

 

 

Gen. Giuseppe Maietta (1902 – 1976) Ingegnere militare, medaglia di bronzo al valor militare, percorse brillantemente tutta la carriera fino al grado di generale del Genio Navale.

Serg. Magg. Parà Carmine Celozzi (1944 – 1971) Sergente Maggiore dei Paracadutisti deceduto l’11 novembre 1971 durante una esercitazione nelle Secche della Meloria (Livorno)insieme ad altri 46 parà e 6 militari inglesi. Carmine Celozzi nacque a Torremaggiore il 12 novembre del 1944.

Il Serg. Magg. Parà Carmine Celozzi è quello con il basco in testa che aiuta un suo commilitone ad allacciarsi il paracadute - fonte foto brigata folgore - www.torremaggiore.com -
Il Serg. Magg. Parà Carmine Celozzi è quello con il basco in testa che aiuta un suo commilitone ad allacciarsi il paracadute – fonte foto brigata folgore – www.torremaggiore.com –

Giovane determinato, buono, altruista e dinamico. Conseguì il diploma triennale di avviamento professionale ad indirizzo meccanico a Torremaggiore e dopo si arruolò volontario come paracadutista. Fu Direttore di lancio ed aveva conseguito pure il diploma di infermiere. All’alba dell’ 11 novembre 1971 moriva, insieme a molti suoi giovani commilitoni questo giovane militare torremaggiorese; era in forza al II° Battaglione Paracadutisti Tarquinia, VI Compagnia Grifi “Impavidi e Bestiali”. L’ esercitazione militare NATO ” Cold Stream ” era iniziata da poco e dieci velivoli Lockheed C-130 Hercules con a bordo paracadutisti italiani ed inglesi attraversavano il mare tra l’ aeroporto di Pisa San Giusto e la Sardegna. I velivoli erano contrassegnati col nome in codice “Gesso” , da 1 a 10. L’Hercules n.4, appartenente alla Royal Air Force e condotto da equipaggio inglese, si inabissò al largo della costa livornese, probabilmente per un guasto, all’alba dell’11 novembre 1971; le operazioni di soccorso si rilevarono inutili e nella sciagura sono deceduti anche 6 militari inglesi dell’equipaggio e tutti i 46 paracadutisti della Brigata Folgore. Cadrà inoltre, nelle successive operazioni di recupero subacque, l’incursore, Serg. Magg. Caria Giannino, decorato dal Presidente della Repubblica con la Medaglia d’Oro con la seguente motivazione: “Con alto senso di generosa solidarietà e con ardimentoso slancio, chiedeva di partecipare volontariamente alle difficili operazioni di recupero delle salme dei propri commilitoni rimaste prigioniere, sul fondo del mare, nel relitto di un aereo, inabissatosi in tragiche circostanze. Malgrado la violenta avversità degli elementi naturali, non desisteva dall’effettuare ripetute, rischiose immersioni, fin quando restava vittima del proprio indomito valore, facendo olocausto della giovane vita e legando, così, il suo destino a quello dei commilitoni caduti. Nobile esempio di completa dedizione al dovere e di sublime abnegazione. Largo della Meloria (Livorno), 18 novembre 1971.” I parà deceduti nell’adempimento del loro dovere di volontari, hanno tutti dimostrato e dimostrano che il paracadutista italiano, anche in tempo di pace, è sempre pronto al sacrificio supremo nel nome della Patria; essi sono i degni eredi degli eroi di El Alamein e sono in quell’angolo di cielo con loro. ( clicca qui per leggere i dettagli)

Emilio Ricci (1891 – 1915)

Medico e poeta stimato dal celeberrimo filosofo Benedetto Croce, deceduto durante la Grande Guerra a causa di una bomba austriaca caduta su una chiesetta alpina,dove egli apprestava cure ai feriti, nella qualifica di Ufficiale Medico. (Medaglia d’Argento)
Nacque a Torremaggiore nel 1891. Educato in seminario, dopo la licenza liceale si era iscritto alla Facoltà di Medicina dell’Università degli Studi “Federico II” di Napoli, laureandosi nel 1914. Lo scoppio della prima guerra mondiale lo porta al fronte, nel maggio del 1915. Il 27 agosto successivo una granata fa saltare la chiesetta nella quale si trovava per prestare le sue cure ai bisognosi, uccidendolo sul colpo. Aveva, com’è facile calcolare, solo 24 anni. L’anno dopo esce il volume che conserva i suoi scritti, composti in un periodo che va dai 15 ai 22 anni. Si tratta di versi che rivelano la sua grande passione per la letteratura e la sua impeccabile conoscenza degli autori classici. Ovviamente, appaiono chiari anche i limiti legati alla sua giovane età, alla scarsità delle sue esperienze esistenziali. Il filosofo Benedetto Croce, in ogni caso, compone delle pagine calde di apprezzamento per le sue virtù umane e morali. L’Italia è impegnata in un terribile conflitto contro gli austriaci ed Emilio è un personaggio esemplare, uno di quegli uomini “docili a sottomettersi a ciò che appare razionalmente necessario, armonici nei loro concetti e nei loro atti, semplici nel loro sentire”. I suoi scritti hanno “l’alto valore di documenti di una vita di un uomo”, e dunque la loro valutazione non può essere racchiusa nei troppo angusti limiti dell’estetica.
Ricci è uno spirito intimamente e profondamente religioso, di una religiosità che supera i limiti confessionali per diventare amore verso i suoi commilitoni, verso i malati bisognosi di un pronto intervento. In questo quadro appaiono interessanti soprattutto le lettere dell’ultimo periodo, indirizzate proprio alla madre. Emilio si sforza di rassicurare la genitrice rimarcando la sua tranquillità e le sue buone condizioni fisiche (“Vi basta sapere che sto benissimo, e, quel che più meraviglia, sto allegro e acquisto in salute”). Il suo cammino lo porta “nelle terre nuove d’Italia”, dove romba il tuono del cannone e ogni istante può essere fatale. L’ultima lettera inviata dal fronte è del 25 agosto, due giorni prima del tragico epilogo. Emilio è da parecchi giorni nell’occhio del ciclone, ma assicura ancora di non stare “affatto male”. Sul monte Sei Busi cadono tantissimi giovani, e lui sarà uno di questi, un eroe d’altri tempi che non si è tirato indietro nel momento del bisogno. Le parole di Croce appaiono ancor oggi come un doveroso omaggio verso il destino infelice di questo medico ventiquattrenne, saltato in aria insieme con i suoi sogni, ma ancora vivo nella memoria di una comunità e di quanti hanno l’animo sensibile.

Tomba Emilio Ricci - Cimitero Monumentale Torremaggiore FG - www.torremaggiore.com -
Tomba Emilio Ricci – Cimitero Monumentale Torremaggiore FG – www.torremaggiore.com –

Claudio Colletta (1922 – 2008) Medaglia d’Onore della Presidenza del Consiglio dei Ministri poichè ha fatto parte del gruppo di italiani che sono stati deportati e internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra. Fu internato nei lager nazisti in Germania dopo l’otto settembre 1943, dove fu costretto a lavorare per il Reich. Ha combattuto in Albania, dove racconta in alcune note lasciate ai familiari, giocava a pallone con i tedeschi fino al giorno prima della firma dell’Armistizio da parte di Badoglio. Poi, come detto fu arrestato e deportato in Germania. Dal lager nazista riuscì a scappare e si unì ai Partigiani delle Fiamme Verdi dove fu un vero esempio per tutti i giovani.

Magg. Ing. Gaetano Grassi (1891 – 1923) Valente ingegnere ed ufficiale di carriera. A soli 27 anni divenne Maggiore del Genio Militare. In Libia attese alla costruzione di alloggi, magazzini e a lavori di allacciamento di pozzi e sorgenti; costruì una fortezza che prese il suo nome. Aprì strde camionabili attraverso il deserto africano. Nel 1917 rientrato in Patria, ottenne il Comando del Gruppo Compagnie minatori e zappatori del 26° Corpo d’Armata e si prodigò nelle opere di difesa del Grappa. Ottenne molte decorazioni e fu insignito dell’Onorificenza Cavalleresca. Nel 1919 tornò in Tripolitania a reggere la Direzione del Genio di Zuara. Minato nella salute dall’eccessivo lavoro, il Maggiore Grassi si spense a soli 32 anni a Trento.

Francesco Paolo Santoro – deceduto il 1 marzo 1896 ad Adua durante la guerra italo-abissina del 1895-1896

Soldato Corvelli Pasquale (1888-1911) – militare caduto durante la battaglia di Sciara Sciat,in Libia nel 1911, nella regione della Tripolitania.

Giuseppe Acquafresca (25/5/1911 – 28/02/1936) Sergente Bombardiere deceduto nel 1936 in Africa. E’ scritto sulla sua tomba presso il Cimtero Monumentale di Torremaggiore, Amba Tzellerè A.O. immolò la sua balda giovinezza per il trionfo della civiltà di Roma e la grandezza dell’Italia imperiale.

Tomba Serg. Bombardiere Giuseppe Acquafresca - Cimitero Monumentale Torremaggiore FG - www.torremaggiore.com
Tomba Serg. Bombardiere Giuseppe Acquafresca – Cimitero Monumentale Torremaggiore FG – www.torremaggiore.com
Tomba Serg. Bombardiere Giuseppe Acquafresca - Cimitero Monumentale Torremaggiore FG - www.torremaggiore.com
Tomba Serg. Bombardiere Giuseppe Acquafresca – Cimitero Monumentale Torremaggiore FG – www.torremaggiore.com

Capitano Emilio Di Pumpo (1909 – 1945)- Capitano d’artiglieria reparti R.S.I. Decorato con la Croce al Merito di Guerra; fucilato a Sesana venne infoibato dai partigiani comunisti jugoslavi di Tito il 24 maggio del 1945.

Angelo Celeste venne infoibato dai partigiani comunisti jugoslavi di Tito tra il 1943 ed il 1945.

Soldato Emilio De Cesare (1922) Apparteneva al 14° Reggimento Mitraglieri di stanza in Yugoslavia dal 1941 al 1943. Fu catturato dai tedeschi dopo l’armistizio dell’otto settembre 1943 e venne imternato in un campo di concentramento nazista presso Berlino.

CADUTI DI TUTTE LE GUERRE

Monumento ai Caduti - Torremaggiore (FG) - Foto di Ciro Panzone - www.torremaggiore.com -
Monumento ai Caduti – Torremaggiore (FG) – Foto di Ciro Panzone – www.torremaggiore.com –

ELENCO DEI COMBATTENTI TORREMAGGIORESI DECORATI AL VALOR MILITARE DURANTE LA PRIMA GUERRA MONDIALE

Decorato con una Medaglia d’Argento,una di Bronzo e la promozione ad Aiutante di Battaglia equivalente al grado di Maresciallo il Soldato Saverio Tricarico.

Ecco i decorati con la Medaglia d’Argento al Valor Militare:
Soldato Di Palma Vincenzo,
Soldato Farino Luigi,
Caporale Costantino Giuseppe,
Caporale Camarca Francesco
Sottotenente Celeste Cesare,
Tenente Di Pumpo Raffaele

Decorati con una Medaglia di Bronzo al Valor Militare ed un Encomio solenne:
Tenente di Vascello Celozzi Antonio,
Capitano Tanzi Michele.
Decorati con una Medaglia di Bronzo al Valor Militare :
Soldato Celozzi Giuseppe,
Soldato Coppola Emilio,
Soldato Russo Savino,
Zappatore Lariccia Luigi,
Caporale Cucino Gioacchino,
Caporale Visconti Salvatore,
Aspirante Ametta Vittorio,
Sottotenente Gallo Tommaso,
Sottotenente Innelli Michele,
Sottotenente Lariccia Vincenzo,
Sottotenente Pironti Gennaro,
Capitano Gallo Giovanni,
Capitano Lamedica Michele»

Meritevoli di Encomio Solenne per azioni compiute sul campo di battaglia
Soldato Ceddia Raffaele,
Soldato Laronga Giuseppe,
Soldato Russo Luigi,
Gaporalmaggiore Supino Nicola,
Sergente Maggiore luppa Gennaro.

Tutti i Combattenti torremaggioresi della Prima guerra mondiale che non furono presi prigionieri dagli austriaci sono stati decorati con la ” Croce al Merito di Guerra “, una Medaglia Commemorativa e il
” Cavalierato di Vittorio Veneto “.

ELENCO DEI COMBATTENTI TORREMAGGIORESI DECEDUTI NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE

Maggiore Campanella Michele
Capitano Di Pumpo Emilie
Tenente Matarese Ettore
Sergente Pasqualone Domenico
Sotto Capo De Meo Rodolfo
Caporalmaggiore Pensato Felice
Caporalmaggiore Rotunno Antonio
Caporalmaggiore De Santis Pontino
Caporalmaggiore Pettolino Nicola
Caporale De Yito Eugenio
Caporalmaggiore Candela Francesco
Agente P.S.. Garofalo Francesco
Marinaio LandoIfi Luigi
Marinaio Sparanera Aurelio
Marinaio Celeste Angelo
Aviere Carideo Armando
Pre-Aviere Faienza Giuseppe
Bersagliere Aquilar Vincenzo
Soldato La Gioia Michele
Soldato Miceli Salvatore
Soldato Pensato Felice
Soldato Piccolantonio Domenico
Soldato Puntonio Vincenzo
Soldato Prencipe Giuseppe
Soldato Rubino Pasquale
Soldato Rispoli Antonio
Soldato Trematore Giuseppe
Soldato De Simone Antonio
Soldato Beatrice Michele
Soldato Cammisa Lazzaro
Soldato Calabrese Michele
Soldato Custodero Michele
Soldato Coppola Attilio
Soldato Colonna Ciro
Soldato Croce Giuseppe
Soldato Calabrese Giuseppe
Soldato Coppola Luigi
Soldato Cofetantino f Alfonso
Soldato D’Amè Luigi
Soldato De Santis Domenico
Soldato De Santis Pasquale
Soldato D’Amico Emanuele
Soldato Diomedes Francesco
Soldato Del Grosso Domenico
Soldato De Cesare Michelangelo
SoldatoD’Ercole Michele
Soldato Giarnetti Emilio
Soldato Insogna Michele
Soldato Liquori Michele
Soldato Laronga Nicola
Soldato Liberatore Matteo
Soldato Alessandrino Vincenzo
Soldato Amore Cosimo
Soldato Ammollo Luigi
Soldato Angeloro Michele
Soldato Barassi Domenico
Soldato Calabrese Domenico
Soldato De Gennaro Nicola
Soldato De Meo Savino
Soldato Di Pumpo Mario
Soldato Di Pumpo Luigi
Soldato Dragonetti Domenico
Soldato Lamedica Michele
Soldato Marino Francesco
Soldato Melchiorre Vittorio
Soldato Mele Ettore
Soldato Mele Guerrino
Soldato Mele Luciano
Soldato Miscio Matteo
Soldato Moffa Guerrino
Soldato Panebarco Filippo
Soldato Palma Mario
Soldato Sacco Giuseppe
Soldato Soldano Raffaele
Soldato Samale Matteo
Soldato Tortora Raffaele
Soldato Testa Giuseppe
Soldato Valente Michele
Soldato Caricato Umberto
Soldato Lavacca Raffaele
Soldato Molise Corrado
Soldato Olivieri Alessandro

Nell’elenco per completezza dell’informazione si cita anche il Capitano Michele Ciaccia ed il Soldato Michele Fanolla che sono stati fucilati dai Partigiani perché accusati di collaborazione con la Repubblica Sociale Italiana.

SEZIONE DEDICATA A COLORO CHE SI SONO DISTINTI PER MERITI SCIENTIFICI E MEDICI

Prof. FELICE PICCININO (1861 – 1937) Medico, scienziato, docente universitario, diresse ospedali e cliniche, ed occupò diverse cattedre nell’Ateneo napoletano, quali: Istologia, Batteriologia, Neuropatologia, Fisica medica, Elettroterapia, Radiologia. Studioso e ricercatore rigoroso nel 1901, ancor prima di Madame Curie annunciò al mondo scientifico le sue scoperte sulla influenza della radioattività. E’ stato autore di circa un centinaio di pubblicazioni.

Prof. Giulio LECCISOTTI (1900 – 1976) Fratello dello storico Don Tommaso Leccisotti. Ispettore Generale Medico del Ministero della Sanità. Laureato in Medicina nel 1923 (a soli 22 anni) entrò nell’Amministrazione Sanitaria nel 1925; l’anno successivo passò alla Direzione dell’Ufficio di Igiene e Sanità di Taranto dove vi restò fino al 1952. Organizzò i servizi sanitari e studiò per primo l’organizzazione ospedaliera della Provincia Ionica. Ha pubblicato 37 studi scientifici di microbiologia e parassitologia, di demografia, di igiene ospedaliera, di propaganda igienica e di statistiche sanitarie. Ha redatto la legge per la protezione sanitaria delle popolazioni contro i pericoli delle radiazioni ionizzanti, ha curato anche la legislazione sulle acque minerali e gli stabilimenti termali. La sua raccolta legislativa giunta alla terza edizione è l’unica esistente e fa testo in materia. E’ riportata nell’Enciclopedia del Diritto diretta dall’allora Giudice della Corte Costituzionale S.E. Antonino Papaloo. Ha anche ricperto le seguenti cariche : Docente di Igiene, Dirigente della Divisione; Idrologia Medica, Terapia Fisica e Medicina Nucleare, Protezione Civile e Capo della Segreteria NATO del Ministero della Sanità.


Prof. Francesco Pensato
( 1851 – 1888) Medico e specialista di grandi doti, svolse la sua attività a Napoli, come igienista del Comune e come Ordinario nell’Ospedale degli Incurabili. Conseguì la docenza presso l’Università degli Studi “Federico II” di Napoli, e nella veste di professore pareggiato fu molto caro al sommo Cardarelli che lo apprezzò per le sue doti e per le sue ricerche. Medaglia d’oro al merito. Morì all’età di 37 anni, le sue spoglie mortali, traslate da Napoli, riposano nella tomba di famiglia presso il Cimitero di Torremaggiore.

Dott. DOMENICO CELOZZI (1881 – 1944) Chirurgo, fu Sovrintendente Generale Sanitario dell’Esercito Italiano e dopo divenne Direttore dell’Istituto Sieroterapico Militare. Fu anche Presidente del Sindacato dei Medici.

Prof. SALVATORE CIACCIA (27 GIUGNO 1895 – 22 novembre 1981) Insigne ortopedico, laureato presso la Regia Università degli Studi di napoli il 22 luglio 1920 con pieni voti assoluti e lode iniziò la sua carriera medica come assistente effettivo e poi straordinario nell’Ospedale civile di Venezia presso la Divisione Chirurgica 1^ ( ortopedia e chirurgia infantile). Andò anche all’estero a perfezionarsi (Vienna). Ha pubblicato 32 studi, venti comunicazioni ai Congressi ed alle Riunioni Scientifiche. Libero docente di Ortopedia e Traumatologia dal 1931, Primario di Ortopedia e Traumatologia agli Ospedali Riuniti di Foggia è stato anche Direttore dell’Ospedale “San Giacomo” di Torremaggiore.

Prof. NICOLA BELLANTUONO – “Il medico galantuomo” – (1923 – 2011)


Chirurgo, uomo di scienza e rettitudine morale, nonché Primario del Reparto di Chirurgia Generale e Direttore Sanitario dell’Ospedale “San Giacomo” di Torremaggiore. E’ stato anche libero docente universitario. Fu anche figlio spirituale di Padre Pio.

Padre Pio con il Prof. Nicola Bellantuono di Torremaggiore (Fg) - www.torremaggiore.com -
Padre Pio con il Prof. Nicola Bellantuono di Torremaggiore (Fg) – www.torremaggiore.com –

 

 

SEZIONE DEDICATA A COLORO CHE SI SONO DISTINTI PER MERITI RELIGIOSI, ECCLESIASTICI E SOCIALI

Vescovo Ruggero di Puglia (1205 – 1266) Nato a Torremaggiore è stato un monaco medievale, ed è conosciuto per il suo coinvolgimento nell’invasione dei Tatari in Europa. Vescovo dell’Arcidiocesi di Spalato-Macarsca. (clicca qui per leggere i dettagli)

Vescovo Andrea della Cavalleria ( deceduto nel 1519) Rettore della Chiesa di San Pietro, fu poi vescovo di Volturara (Fg).


Padre Berardino da Torremaggiore
(sec. XVI) Fu custode del Convento del SS. Salvatore di Lucera; morì in concetto di santità.


Padre Gabriele da Mentone
Dimorò presso il Covento dei Cappuccini (oggi Presidio Ospedaliero San Giacomo con annessa Chiesa di Santa Maria degli Angeli) dal 1731 al 1771. E’ morto in concetto di santità il 10 febbraio 1771 all’età di 73 anni; il suo corpo fu esposto per ben nove giorni . Fu aperto il Processo Extragiudiziale sulla sua vita; il suo corpo riposa all’interno della Chiesa di Santa Maria degli Angeli presso l’altare maggiore.

Mons. Antonio Lamedica (25/02/1904 – 5/04/1993)
Preside della Scuola Media di Torremaggiore, Professore di francese, Presidente della Scuola Musicale “Luigi Rossi di Torremaggiore, co-fondatore ed assistente ecclesiastico dell’AGESCI Torremaggiore 1, Cappellano ed assistente della Confraternita della Morte e del Rosario di Torremaggiore, Rettore delle Chiese di Sant’Anna e dell’Addolorata, Arciprete emerito della Chiesa Matrice San Nicola di Torremaggiore e cameriere segreto di Sua Santità Giovanni Paolo II. Sacerdote Salesiano.Di animo buono, ma deciso, fu solidale e disponibile con tutti. Fu anche cultore di musica e pianista. Perché il suo ricordo restasse a futura memoria -fra i giovani di ieri, di oggi e di domani- il gruppo scout AGESCI Torremaggiore 1 nel 1995 ha fatto erigere un monumento ai margini della pineta comunale “Baden Powell” divenuto, in tutte le ore del giorno, il luogo di ritrovo di tanti giovani che Lui prediligeva. Pur lasciando un vuoto incolmabile, don Antonio è sempre nei cuori dei suoi scouts ( e non solo!) ; è grazie alla sua tenacia che oggi bambini, ragazzi e giovani di ambo i sessi possono conoscere gli intramontabili ideali che lo Scautismo propone per lasciare il mondo un po’ migliore di come lo hanno trovato. E’ deceduto alle ore 13 del 5/04/1993 in Via Aldo Moro 147 presso la sede delle Suore Ancelle del Sacro Cuore.

Don Antonio Codipietro (1876 – 1959) Arciprete, fu Parroco della Chiesa Matrice di San Nicola di Torremaggiore dal 1910 al 1959. Rese possibile nel 1941 la dotazione dell’erigenda della Parrocchia di Maria SS.ma della Fontana, eretta canonicamente con decreto del Vescovo di San Severo nel 1944.

Don Matteo Biuso ( 1883-1965) . Primo parroco del Santuario della Madonna della Fontana, nato a Torremaggiore il 03/12/1883 e morto il 23/10/1965.

Secondo quanto afferma Enrico Piccinino in “ Profilo Cronistorico della Chiesa di Maria S.S. della Fontana in Torremaggiore”, questo sacerdote fu l’ultimo Cappellano della chiesa e il primo Parroco, quando essa divenne parrocchia. Tutti riconoscevano la sua bontà, la sua generosità, il suo dinamismo e il suo amore per la Madonna. Entrò in seminario all’età di dieci anni e fu ordinato sacerdote nel 1908. L’anno dopo fu nominato Cappellano della Chiesa. Già prima della guerra 1939/45 aveva preparato quant’era necessario per l’erezione della Chiesa in parrocchia, con la guida e le direttive del vescovo, mons. Oronzo Durante. In seguito alla morte di questi e terminata la guerra, mons. Francesco Orlando continuò nelle iniziative del predecessore ed eresse con bolla del 06/01/1944 la chiesa in parrocchia. Il 24/04/1960 lo stesso mons. Orlando elevò la parrocchia alla dignità di Santuario Mariano. Il parroco don Matteo  Biuso visse la nuova realtà del Santuario, coadiuvato da un giovane sacerdote, fino alla sua morte, sopraggiunta cinque anni dopo. Una lapide nella chiesa riporta ad imperitura memoria il suo nome.

 

 

 

 

 

 

 

 

Mons. Giuseppe Lariccia (1882 – 1959) Arciprete, maestro di scuola e di musica, fu co-fondatore nel 1929 della Scuola Musicale “Luigi Rossi” di Torremaggiore. Realizzatore di molti spettacoli teatrali (tra cui il memorabile “Cappuccetto Rosso” del 1932), fu anche direttore dell’orchestrina e del coro della Parrocchia di Santa Maria della Strada. Coordinatore, progettista e patrocinatore dell’umanitaria Casa per l’infanzia abbandonata. Autore dello scritto pregiato “Dieci Comandamenti”. Mons. Laricca è ricordato per il suo rigore morale e per la sua scrupolosa metodologia scolastica. Torremaggiore gli ha intitolato una strada nei pressi del Castello Ducale.

Don Tommaso Leccisotti (1895 – 1982) vedere la sezione storica.

Don Felice Ciaccia (1912 – 1987) — a breve maggiori dettagli —

Don Emanuele Jacovelli (Lucera 1861 – Torremaggiore 1917) è stato storico e sacerdote.
Nato a Lucera da Michelangelo e Maria Giustina Conte il 29 novembre 1861, è morto a Torremaggiore il 27 dicembre 1917. Sacerdote Partecipante del Clero Ricettizio, svolgeva il suo ministero nella Chiesa Matrice di San Nicola. Famoso è il suo volumetto “Cenni storici su Torremaggiore”, pubblicato in due edizioni, la prima nel 1896, la seconda nel 1911 per i tipi Dotoli di San Severo. Quest’opera è di un certo pregio e valore, perché rappresenta il primo lavoro più organico e più completo sulla storia di Torremaggiore. Di recente, è stata valutata degna di rilievo da Atesa Editrice di Bologna, che ne ha curato la ripubblicazione in copia anastatica.

Hanno scritto di lui:
“Il signor Jacovelli, un Sacerdote che vive nascosto, ma che è ricco d’ingegno e di studi, per dare a’ suoi concittadini una storia popolare della loro terra natia, ha raccolto parte dalla viva voce di amici e conoscenti, parte da pubblicazioni ignorate da moltissimi, queste memorie che riguardano la città di Torremaggiore. Lo scopo prefissosi dall’autore ci sembra pienamente raggiunto, e noi ce ne congratuliamo di cuore”.
Domenica dell’Operaio, Napoli, anno VI, n. 50, dicembre 1896.

“Libri della natura del suaccennato valente sac. E. Jacovelli, tornano utili: valgono per integrare la narrazione storica in senso più largo; e, ricordando agli avvenire le glorie dei passati, sono sprone ad altri fatti onorifici pel natio paese. Ecco una doppia cagione di lode pel pregevolissimo lavoro, di cui parliamo…”
Fiori Cattolici. Napoli, febbraio 1897, vol. 2°, anno 36.

Padre Doroteo Forte  – frate minore – (Rignano Garganico 1911 – Foggia 2001)
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Torremaggiore era ancora occupata dalle truppe anglo-americane quando vi giunsero i Frati Minori Francescani, chiamati in aiuto dal clero locale, assai scarso e da Mons. Francesco Orlando, Vescovo di San Severo. Questo Vescovo cedeva ai Frati Minori la Chiesa delle Sante Croci e dava ad essi la facoltà di fondare un loro convento annesso alla Chiesa. L’incarico venne affidato al Reverendo Padre Doroteo Forte di Rignano Garganico che si prodigò tantissimo per il popolo ed evidenziò pubblicamente nella Torremaggiore dei fine anni quaranta le dure condizioni lavorative nei campi chiedendo ai proprietari terrieri migliori paghe e meno ore  per i lavoratori. Uno degli episodi che lega questo frate a Torremaggiore risale ad una sera del 1944. I soldati americani si erano recati con due autocarri nel piazzale antistante la Chiesa delle Sante Croci dove erano presenti i mattoni che sarebbero serviti per la costruzione del Convento. Volevano caricare i suddetti mattoni per portarli via allos copo di costruire baracche per le truppe ; Padre Doroteo si precipitò a dissuadere i soldati. Qualcuno corse in chiesa e si mise a scampanare fuoriosamente ed in un baleno il piano si affollò di gente urlante. Le donne più sfegatate salirono sugli autocarri e si misero a scaricare i mattoni sotto le minacce dei mitra puntati. Sopraffatti dalla folla, i soldati si allontanarono con la minaccia di tornare con i rinforzi. Mezz’ora fu sufficiente per far sparire 50mila mattoni nel soccorpo tombale della Chiesa. Padre Doroteo Forte  ci ha lasciato decine e decine di opere e di studi sul movimento francescano di Puglia e Molise. Ecco alcuni titoli: ” Itinerari Francescani in Terra di Bari”, Bari, 1972; “Movimento Francescano nel Molise”, Cambobasso, 1975; “Il Santuario di San Matteo in Capitanata”, Bari, 1978; “Il bel Convento di Castelnuovo della Daunia”, Foggia, 1979; “I Francescani”, Foggia, 1981; “Racconti per ore vuote”, Foggia, s.d.; “Necrologia della Provincia di S.Michele Arcangelo”, Foggia, s.d.; “Con S.Francesco in Puglia”, in “Frati Minori in Italia”, Porziuncola, 1981, “Galleria Francescana” (a cura di),1994, ecc. Tre i volumi dedicati al suo paese natale e al più grande personaggio che generò nella sua storia, pure francescano: “P. Antonio Fania da Rignano, un animatore e un precursore”, Bari 1961; “Il Vescovo P. Antonio Fania, a cent’anni dalla sua morte”, Firenze, 1980; “Rignano Garganico”, Foggia, 1984. Quest’ultimo è considerato il primo e più completo testo finora realizzato sulle origini e sulla storia della cittadina garganica.

Padre Amedeo Gravina (1916- 1992)
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Laureato “cum lode” a Napoli, docente di latino e greco, rigoroso studioso e penna dotta, lasciò molti scritti, orfinati nel ponderoso volume “GALLERIA FRANCESCANA” curato da Padre Doroteo Forte. Fu anche Vicario della Provincia Monastica di Foggia, Prefetto degli Studi, Rettore del Collegio Serafico di Castellana Grotte e Vice-postulatore delle cause dei santi. Le sue spoglie riposano nel Cimitero di Torremaggiore. Presso il Convento del Sacro Cuore di Torremaggiore, gestito dai Frati Minori, è presente un Museo dedicato a Padre Amedeo.

Padre Giantonino Tromba (1944 – 2005)
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Rettore del Convento Sacro Cuore di Torremaggiore gestito dai Frati Minori e Cappellano del locale Ospedale “San Giacomo” dal 1976 al 1985. Maestro musicista, è stato fondatore e direttore del coro dei frati minori dal 1982 al 1985. Ha anche costituito a Torremaggiore l’Ordine Francescano Secolare. E’ ricordato per la sua grande umiltà, semplicità e disponibilità. In occasione dell’Incoronazione a Regina della Madonna della Fontana avvenuta il 23 ottobre 1983 ha scritto, composto e diretto l’inno durante la cerimonia. Chi lo ha conosciuto lo descrive come un autentico testimone del francescanesimo. Padre Giantonino Tromba è morto a Toro (Cb) all’alba del 21 ottobre 2005. Un male incurabile se l’è portato via a sessantadue anni. E’ doveroso e anche piacevole riportare ciò che di lui è stato scritto: Di temperamento mite, in breve tempo riesce ad accattivarsi la simpatia di tutti. Ha spiccate doti musicali e alcune sue composizioni sono conosciute anche all’estero”.
Diversi suoi canti sono inseriti nell’opuscolo Canti di Sion della Custodia di Terra Santa. Scrive di lui Padre Amedeo Gravina presentando un lavoro musicale: “Se S.Francesco tornasse sgancerebbe Padre Giantonino da ogni altra occupazione e lo spedirebbe per le strade del mondo a cantare le otto canzoni del suo microsolco, per commuovere il cuore degli uomini e sollevarlo alla gioia spirituale”. E poi ancora: “Testi e musica vestono l’umile saio minoritico. Sono, in un certo senso, autobiografici, perché rispecchiano l’animo mite, dolce, affabile dell’autore, che aborrisce da forme di divismo e di protagonismo. Le sue note non eccitano, non solleticano con orge di ritmi selvaggi. Indubbiamente trasmettono un messaggio umano e religioso, ma non con una tesi ideologica prefabbricata e aggiuntiva, bensì con il loro essere ed esprimersi in mitezza e in semplicità francescane”. Il Tennis Club di Torremaggiore gli ha intitolato uno dei due campi da tennis presenti presso la Scuola Elementare “Emilio Ricci” ed il Coach Giovanni Rubino gli ha anche dedicato l’Accademia Tennis “Padre Giantonino”. La stessa a breve diventerà ASD. Questa scelta è stata attuata perché egli favorì e diffuse tra i giovani che frequentavano il “Convento” negli anni ’70/80 la pratica del tennis.

Isernia 1972 foto di gruppo post-partita (Fonte http://web.tiscali.it/tuttopride/ ) Da sin: L’Arbitro Lops, Cordone, Gentile, Valente, La medica, Battaglia, Diomedes, Mario Di Pumpo, Pazienza, Celeste, Fraccacreta, Peppe Di Pumpo, Cicerale. In basso: l’All. Saverio Di Gioia, Ciancio, Padre Giantonino, Maria Ariano ed Enzo Lo Storto.
Isernia 1972 foto di gruppo post-partita (Fonte http://web.tiscali.it/tuttopride/ ) Da sin: L’Arbitro Lops, Cordone, Gentile, Valente, La medica, Battaglia, Diomedes, Mario Di Pumpo, Pazienza, Celeste, Fraccacreta, Peppe Di Pumpo, Cicerale. In basso: l’All. Saverio Di Gioia, Ciancio, Padre Giantonino, Maria Ariano ed Enzo Lo Storto.

E’ possibile scaricare a questo link l’omelia integrale celebrata durante le esequie di Padre Giantonino Tromba a Toro (Cb) il 22 ottobre 2005

Don Amedeo Pensato ( 1922 – 2007) – Ordinato sacerdote nel 1946 prende possesso della Parrocchia di Santa Maria della Strada nel 1957 dove vi resterà come parroco fino al 1998; dopo è diventato Rettore della Chiesa dell’Addolorata o del Carmine fino alla sua morte, avvenuta qualche anno fa. Eccellente oratore.

Don Francesco Maria Vassallo (1925 -1981) fondatore del Movimento missionario cenacolisti e parroco del Santuario di Maria Santissima della Fontana di Torremaggiore dal 1966 al 1981.
Il suo biografo ufficiale don Giuseppe Stoico così scrive di Lui: “Il primato di Dio, lo spirito di preghiera, l’ardore missionario di arrivare a tutti, la direzione spirituale delle anime, il cristocentrismo delle sue lezioni di catechesi e una devozione illuminata a Maria, sono questi i grandi valori di fede e di vita, che don Francesco ci lascia in eredità”.
E l’avv. Mario Fiore aggiunge: “Certamente nella sequela della divina Ispirazione, contemplò attivamente il mistero del Golgota, desiderando, ed alla fine riuscendovi, di farlo rivivere nelle sue carni, coll’immergersi totalmente nella preghiera di adorazione, ma giammai disertando il quotidiano confronto con la sua comunità parrocchiale o tralasciando la scrupolosa ed attiva direzione delle anime, nelle lunghe e defatiganti ore di confessioni sacramentali”.

SEZIONE DEDICATA A COLORO CHE SI SONO DISTINTI PER MERITI CULTURALI ED ARTISTICI

Prof. Antonio Antonucci (1928 – 2008)
Ha svolto il proprio lavoro quale funzionario tecnico della Segreteria provinciale della Democrazia Cristiana di Capitanata, con estrema imparzialità e rigore, sia nei confronti delle svariate correnti interne del partito, sia nel rispetto degli altri partiti politici. Nel corso della sua carriera si è rivelato quale “Uomo di grande levatura morale”, dai principi cattolici e democratici, capace di comprendere gli umili e difendere i deboli. Orgoglioso delle proprie radici, molto si è speso per far conoscere alle giovani generazioni le Tradizioni e la storia del passato, come elemento fondamentale per la riscoperta dell’identità di un popolo. Amante del proprio territorio e della gente che lo abita, ha concretizzato buona parte della propria esistenza nella promozione culturale, con la nascita del Centro Attività Culturali “Don Tommaso Leccisotti”, di cui è stato presidente fondatore dal 1987 al 2008 (anno della sua scomparsa). Convinto assertore di questi principi, perciò, ha dato impulso alla valorizzazione del patrimonio storico-architettonico di Torremaggiore e, in particolar modo di Fiorentino, donde la difesa del trinomio: “Federico II – Fiorentino – Torremaggiore”.Tra le attività realizzate ininterrottamente dal Centro “Leccisotti”, a cadenza annuale, egli ovviamente ha prediletto l’evento denominato “Corteo Storico di Fiorentino”, che ha difeso e promosso in modo instancabile, profondendo energia e abnegazione alfine del conseguimento del bene comune, perché consapevole che dove c’è cultura, coscienza della propria identità individuale e collettiva, nonché impegno a migliorare la propria ed altrui esistenza, c’è il vero progresso.

Pasquale Ricciardelli (1921 – 2007) Ha svolto l’attività di docente e di Direttore Bibliotecario. Ha pubblicato saggi storici, monografie e biografie varie, studi glottologici e paleografici, esiti d’indagini socio – igienico -assistenziali, prolusioni di politica ambientale.Fu eletto anche come consigliere comunale,provinciale e regionale. Scrisse molti libri sui proverbi torremaggioresi e si impegnò costantemente per le politiche culturali a Torremaggiore.

Romualdo Parente (AAA cercasi data nascita/morte e dettagli)

Giuseppe Sartorio (1860 -1932) Pittore e scultore di chiara fama, simbolista, preraffaelita, michelangiolesco, grecista fino al Liberty; autore di molte opere, alcune delle quali presenti nel comitero di Torremaggiore.

Vittorino Rotelli ( 1889 – 1964) Pittore e decoratore classico, stimato autore di non poche opere, fra cui il Cristo nella Chiesa di Santa Maria degli Angeli di Torremaggiore. Fu prescelto nel 1937 per la decorazione del Palazzo reale di Tirana.

Giacomo Negri ( 1900 – 1973) Scultore, si è formato a Firenze con Augusto Rodin e Medardo Rosso, e si è affinato con Domenico Trentacoste, stimato nel mondo dell’arte ed esaltato da Alfredo Petrucci. Ha lasciato molte opere, tra cui l’imponente Monumento ai Caduti di Torremaggiore, il monumento funerario per Elisa Croghan (compagna del Principe Michele De Sangro) e la sua splendida tomba personale. E’ deceduto il 12 dicembre 1973 dopo un grave incidente stradale bei pressi di Candela (Fg), in cui perse la vita anche la moglie.

Rino Trematore ( 1895 – 1940) Morì in mare il 2 luglio 1940 al largo delle coste irlandesi, in seguìto all’affondamento della nave da crociera inglese “ARANDONA STAR” silurata da un sommergibile tedesco. Nella nave c’erano 1500 persone, di cui 476 italiani che a caua della guerra venivano trasportati in Canada come “enemy aliens – nemici stranieri”.
Pittore, durante la Grande Guerra fu Ufficiale degli Alpini e fu fatto prigioniero dagli austriaci. Dopo la guerra collaborò con Marigliano, Pennasilico, Merello, Bassano, Vaccari e Francesco Messina. Dopo si traferì in Gran Bretagna dove collavorò con la rivista “TATLER”, divenne il più ricercato artista e ritrattista dell’aristrocrazia inglese. Fece mostre a Londra, Edimburgo, Spagna e Danimarca. Tra i suoi tanti disegni quello celebre “il cecchino ha ucciso il mio alpino” sono presso la Biblioteca Comunale di Torremaggiore, poichè sono stati donati dal fratello Furio. Scrisse il dramma a tre atti “I Prigionieri” realizzato a Genova il 17 febbraio 1924 dalla Compagnia Stabile del Teatro del Popolo di Genova.

AURELIO SARAGNESE (1912 – 1998) – Valente pittore (AAA cercasi maggiori dettagli)

Prof. VITTORIO NEGRI (1926 – 1990) Nato a Torremaggiore il 15 gennaio 1926, si diplomò presso l’Accademia di Belle Arti e Liceo artistico di Napoli nel 1948. Rimase fortemente legato alla sua città natale, dove insegnò in qualità di ordinario di educazione artistica presso la Scuola Media Statale “Filippo Celozzi” (attualmente Scuola Media “Padre Pio”). Pittore, scultore, incisore, pubblicista e cartellonista autodidatta, partecipò dal 1949 attivamente alla vita artistica del nostro Paese, riscuotendo notevoli successi da parte di critici qualificati e amatori d’arte. Partecipò inoltre a numerose manifestazioni d’arte (“Sindacali” di Bari con sculture, “Sosiale” di Foggia), a mostre nazionali di pittura quali “Maggio di Bari”, “Premio Città di Melfi”, UNICEF di Roma, ottenendo lusinghieri successi, molti premi, riconoscimenti e segnalazioni su varie pubblicazioni. In particolare, si segnala la premiazione dell’opera presentata alla mostra dell’UNICEF da parte dell’emerito Presidente del Consiglio dei Ministri on.le Giulio Andreotti. Profondo conoscitore del colore, trattò con perizia e amore particolare il paesaggio, i fiori e la figura, riuscendo con pochi tratti, sicuri e ben dosati, a dar vita alle sue opere, come essenza creativa; in esse si nota una forza che, quasi all’improvviso, lo spinge con prepotenza e impeto ad imprimere sulla tela ciò che lo tormenta e lo affascina. Le sue opere, i famosi acquerelli eseguiti con tecnica mista a china, sono esposte con orgoglio in moltissime abitazioni di Torremaggiore. Si segnala, inoltre, la presenza di sue opere in varie parti d’Italia, tra cui, Parma, Varese, Roma, Bari, Foggia e oltre confine come in USA. Ricevette incarichi da privati ed Istituti bancari, che confermarono il valore di Musa dell’Artista. La morte improvvisa, avvenuta il 6 ottobre 1990, pose termine alla sua attività creativa. La modestia che lo caratterizzava impedì che il suo nome avesse la meritata notorietà.

SEZIONE DEDICATA ALLE VITTIME DEL LAVORO

Antonio LAVACCA E Giuseppe LAMEDICA Deceduti il 29 novembre 1949 durante una manifestazione non autorizzata per rivendicare migliore condizione lavorative nei campi. Lo scontro fu tra manifestanti e Carabinieri. Le tensioni esasperate di quegli anni rafforzarono la tendenza ad una gestione dura dell’ordine pubblico, per non correre il rischio di una guerra civile. La repressione da parte delle Forze dell’ordine dopo del secondo dopoguerra ha salvato lo Stato democratico italiano dal presunto sovversivismo attribuito al Partito Comunista Italiano e dal revanscismo neofascista.

Lucio Palma e Antonio Piacquaddio (deceduti il 6 novembre 1990 a Palazzo di Città) – (clicca qui per leggere i dettagli) Alle ore 20.10 della gelida serata del 6 dicembre 1990, si è consumata una delle pagine più brutte della nostra città federiciana che la stampa denominò “La strage di San Nicola”. Chi si macchiò dell’omicidio di due uomini onesti ed innocenti fu il cinquantenne Michele Manzulli (oggi deceduto) che aveva alle spalle l’omicidio del fratello avvenuto nel 1975, il ferimento di un brigadiere ed anche l’accoltellamento del proprio padre per ragioni di eredità. Nel 1987 il Manzulli, lasciò il carcere dopo solo pochi anni di detenzione, a causa degli effetti della Legge Gozzini che predispone sostanzialmente una serie di misure alternative alla detenzione in carcere in favore di coloro che hanno commesso un reato. La legge Gozzini (legge n. 663 del 1986) venne approvata in Parlamento con ampio consenso ed il voto contrario solo dell’allora Msi. Manzulli pretendeva una casa popolare ed aveva più volte effettuato questa richiesta agli amministratori locali, ma non era soddisfatto delle risposte dell’Amministrazione Comunale; decise perciò il 6 dicembre 1990 di andare direttamente a Palazzo di Città. Il Manzulli riuscì ad entrare senza problemi nella stanza dove si era appena conclusa la riunione di giunta, accompagnato dal cugino il Capogruppo consiliare DC Severino Carlucci, per parlare con il Sindaco. Urlò a gran voce:” Voglio una casa, datemi una casa!” La giunta allora replicò che potevano assegnargli una casa localizzata in Via Togliatti, egli rispose pretendendo una casa popolare situata in Via Marsala n° 105 ; i membri della giunta gli spiegarono che non era possibile perché lo stabile era occupato. A quel punto il Manzulli rispose : “Ah non mi volete accontentare? E allora di qua non esce vivo nessuno !” prese perciò le pistole che teneva nascoste nella cintura (una calibro 22, un revolver e una calibro 9 lungo) e sparò all’impazzata colpendo mortalmente l’Assessore Palma ed il Segretario del Comune Piacquadio, colpevoli solo di essere presenti nel posto sbagliato al momento sbagliato. Intanto altri membri della Giunta restavano svenuti a terra, oppure si rifugiavano sotto le scrivanie terrorizzati dall’accaduto, tre assessori riuscirono a scappare immediatamente. Anche l’allora Sindaco Liberatore iniziò a fuggire, ma il Manzulli inseguitolo continuerà a sparare, ferendolo gravemente. Subito dopo scapperà da Palazzo di Città con un furgone derubato ad un cittadino che transitava in quel momento, per recarsi a San Severo e da lì prendere un taxi per andare a Foggia. Sarà dopo arrestato dagli agenti della Polizia di Stato. Al Magistrato dopo dichiarò: “Volevo fare pulizia e liberare Torremaggiore dagli amministratori corrotti, mi ha ispirato Padre Pio….” Lo sdegno della cittadinanza non si fece attendere! Molti sostenevano che era una strage annunciata, dati i precedenti del Manzulli, c’era anche rabbia perché l’uomo non doveva essere in libertà, puntando il dito sia sugli sconti previsti dalla Legge Gozzini , che sullo smantellamento dei manicomi previsto dalla Legge Basaglia (Legge 180 del 13 maggio 1978). In tale circostanza venne anche dichiarato il lutto cittadino. Durante i funerali erano presenti circa seimila persone, oltre alle massime autorità civili e militari, c’era anche il Ministro per la Protezione Civile on. Lattanzio in rappresentanza del Governo. Le veritiere parole dell’allora vescovo della Diocesi di San Severo Mons. Carmelo Cassati sono attuali più che mai :” Politici, chiacchierate di meno e fate di più! Non imitate la Regione che chiacchera sempre e non fa niente.” Concluse la celebrazione funebre con queste parole : “ Tocca ai politici migliorare la situazione della casa e del lavoro, c’è scontento e sfiducia nella gente. Riflettiamo, ma chi può faccia. E lo faccia al più presto”.

SEZIONE DEDICATA ALLE VITTIME CIVILI

Nicola Fiani (1757 – 1799) Liberale, patriota repubblicano ed antiborbonico. Combatté con il fronte clandestino patriottico per la diffusione delle idee liberali contrastate dal governo borbonico. (clicca qui per leggere i dettagli)

Ferdinando Nicola Sacco (1891 – 1927) calzolaio emigrato negli USA, ucciso sulla sedia elettrica il 23 agosto 1927 insieme a Bartlomeo Vanzetti. Nel 1977 il Governatore del Massachusetts riabilitò sia Sacco e Vanzetti.( clicca qui per leggere i dettagli)

Emilio Celeste (1900 – 1943) Contadino, ucciso durante la ritirata dei tedeschi che occupavano Torremaggiore, mentre le truppe alleate erano nei pressi della limitrofa San Severo.

Filomena Rubino ( 1874 – 1907) Ferita gravemente durante uno scontro a fuoco tra manifestanti e forze dell’ordine, per rivendicazioni salariali, morì all’Ospedale di San Severo e con lei la creatura che portava in grembo.

SEZIONE DEDICATA A COLORO CHE SI SONO DISTINTI IN AMBITO GIORNALISTICO

Luigi Goffredo (1902 – 1990) Educatore scolatisco e noto giornalista iscritto all’albo sin dal 1925. Uomo dotato di grande umanità e grande preparazione culturale. Fu insignito della Medaglia d’Oro della Pubblica Amministrazione.

Severino Carlucci (1926 – 2009) Giornalista locale, è stato collaboratore sia di quotidiani che di periodici pugliesi come Meridiano 16 e Puglia, ed ha raccontato molto della sua terra nei suoi articoli a cui era profondamente legato. Ha documentato con grande passione molti eventi della cittadina federiciana. Era iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 1984. (clicca qui per leggere i dettagli)

Bibliografia e riferimenti web
Don Amedeo Pensato, Storia di Torremaggiore, edizione 1992 ;
P. Amedeo Gravina – Galleria Francescana a cura di P.Doroteo Forte – Archivio Prov. Frati Minori Foggia 1994;
M.A. Fiore, Antonio Lamedica da Torremaggiore, Roma 1995 ;
Panzone Ciro, L’eredità del Castello Ducale di Torremaggiore, Torremaggiore 1993;
Panzone Ciro, Il Culto della Madonna della Fontana a Torremaggiore, vol. 1, Foggia, Leone ed., 2002;
Molte informazioni su alcune personalità sono state estrapolate da varie interviste realizzate da Michele Antonucci;
Varie delibere della Commissione Toponomastica di Torremaggiore;
L’elenco dei caduti della Prima/Seconda Guerra Mondiale è tratto dal sito Fontanari Torremaggioresi
La parte relativa al dott.Emilio Ricci è tratta da www.francescogiuliani.net

RINGRAZIAMENTI
Si ringrazia per la preziosa consulenza lo studioso locale Ciro Panzone, autore di molteplici opere sulla storia locale sin dal 1984 ed esperto conoscitore della cittadina di Torremaggiore e del suo comprensorio.
Si ringrazia anche l’Avv. Mario A. Fiore per aver fornito molti dettagli che sono stati inseriti in questa rubrica; noto studioso ed autore da molti decenni di tantissime opere.
Si ringrazia il dott. Marcello Ariano per la realizzazione completa dei profili, con relative foto, del Tenente Matteo Ariano (1908-1936), del Prefetto Gaetano Ariano (1909-1999) e del Prof. Remo Fuiano (1919-2007).
Si ringrazia il dott. Nicola Fuiano per la realizzazione completa dei profili, con annesse foto del Gen. Sabino Di Pumpo ( 1922 – 2000) e del dott. Felice Di Pumpo  ( 1898 -1965).
Si ringrazia l’Arch. Vincenzo Di Noia per la realizzazione del profilo del Rev.do Don Matteo Biuso.

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