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Successo della Peranzana al Tuttofood di Milano

Si regge anche sul binomio oliva – olio il successo crescente della varietà Peranzana. Cultivar a duplice attitudine nel Foggiano in Puglia,  la cui promozione e divulgazione delle caratteristiche organolettiche è curata dall’omonimo consorzio di tutela dell’Alta Daunia. Introno a questa cultivar, da anni si sta sviluppando una ricca attività di ricerca scientifica legata agli aspetti salutistici della medicina preventiva e curativa delle neoplasie. Proprio su questi temi a   TUTTOFOOD, la fiera del cibo a Milano, il consorzio della Peranzana, organismo che aderisce all’OP Puglia Olive, ha promosso un interessate simposio tecnico scientifico con gli interventi del professore Amirante e delle  professoresse Clodoveo e  Corbo dell’Università di Bari.

Il brand “Peranzana” rappresenta nel mercato della globalizzazione uno strumento di geolocalizzazione della produzione di alta qualità di extra vergine. Punti di forza di questa cultivar sono: elevato contenuto in acido oleico, presenza di composti fenolici di rilievo come l’idrossitirosolo, aromi particolari che conferiscono all’extra vergine della cultivar Peranzana un profilo organolettico unico che non è clonabile. “Un cibo perfetto e nutriente eccellente per il mantenimento di una dieta ricca di grassi “buoni” e di un’alimentazione pulita” ha affermato il presidente del consorzio Severino Carlucci. L’azione del consorzio di tutela della Peranzana coinvolge decine di frantoi e centinaia di imprese olivicole nell’areale di competenza. Il bacino dell’oliva Peranzana conta circa 5 milioni di piante. A dimora su oltre diecimila ettari coltivati da 6.700 aziende, la Peranzana è stata introdotta nel territorio Dauno dai Principi De Sangro discendenti dei duchi di Borgogna nel XVII secolo.

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