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La video replica del Sindaco di Torremaggiore alle accuse della trasmissione Chi l’ha Visto su Rai Tre

A tal proposito è stata redatta anche questa lettera da un dirigente in pensione della Polizia di Stato indirizzata ai vertici RAI, che pubblichiamo qui di seguito

 

On. Roberto Fico,
Presidente la Commissione Parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi – sede

Dott. Antonio Campo Dall’Orto
Direttore Generale e Responsabile ad interim
della Direzione Coordinamento Editoriale Palinsesti Televisivi
e della Direzione Editoriale per l’Offerta Informativa – sede
e, p.c.
Sig.ra Federica Sciarelli- sede

Mi chiamo Claudio Lecci e sono un dirigente della Polizia di Stato in pensione, di origini foggiane e residente da quindici anni al nord dove anche in precedenza ho lavorato.
Mi sono occupato per lungo arco temporale di polizia giudiziaria e quindi di criminalità e, per tale ragione, ho avuto la residenza anche in Torremaggiore, in provincia di Foggia.
Su richiesta della Rai e con autorizzazione ministeriale, ho tra l’altro lavorato per sei mesi a Radiorai come consulente, sono stato per due volte a Mi manda Lubrano, (poi mi Manda Rai tre), lo stesso Lubrano mi ha voluto ospitare in suo libro di successo e ho rinnovatamente dato la mia disponibilità anche alla trasmissione di Federica Sciarelli con il cui staff telefonicamente scherzavo: – Chi vi ha visto ?-

Ho curato Pubbliche Relazioni e Ufficio Stampa per Uffici della Polizia, dopo aver frequentato specializzata azienda di Maurizio Costanzo, su disposizione del Capo della Polizia, e attualmente lavoro come ghostwriter per autorevoli pubblici soggetti e trasmissioni radiotelevisive.
La lunga premessa serve a certificare la mia autentica favorevole disposizione per il buon giornalismo, non a torto ritenuto uno dei poteri di uno Stato democratico e, come cittadino, sono disposto a pagare il prezzo della libera circolazione del giornalismo becero o di maniera, farlocco e dannoso. Ma se solenni scivoloni vengono dispensati con pubblico danaro, mi sembra doveroso, da parte di chi li compie, provvedere ad opportuna emenda, se non altro per restituire dignità a se medesimo e compiere un atto di giustizia informativa.
Nella trasmissione del tre maggio, raccontando episodio avvenuto in provincia di Foggia, Federica Sciarelli, evidenziando maldestramente una sua lacuna culturale, si chiedeva, con tono di sprezzo, che paese fosse Torremaggiore, addebitando, con acrobatico salto illogico, a tutta la nobile cittadina pugliese il comportamento di pochi, in collocazione di fisiologico fenomeno nazionale e internazionale.

Il Sindaco di quella città, pur profondamente indignato sulla aprofessionale manipolazione della sintassi comunicativa della valente giornalista, in sintetico video non collocato nei circuiti di Stato, ha serenamente puntualizzato in quale contesto si colloca l’eccezione oggetto delle attenzioni della trasmissione della Rai.
Più grave ancora trovo che, da serena nuova visione della registrazione, la giornalista non abbia ritenuto di scusarsi con gli utenti, ammettendo la gaffe e tuttavia ritengo che tale ulteriore mancanza costituisca minor danno di quello procurato da chi, obbligato dall’etica e dalla deontologia a correggersi, lo fa con l’arroganza di chi impugna il microfono ed entra nelle case sapendo di poter parlare senza che altri possa replicare, come non raramente avviene.
La presenza in trasmissione di persona nata in luoghi vicini a quelli improvvidamente incriminati ha dato solo modo a quegli di tentare improbabile giustificazione. Si è infatti ritenuto di connettere l’episodio a diffusa disoccupazione, senza però che la Sig.ra Sciarelli correlativamente attingesse dalla sua pronta intelligenza per correggere se stessa. Ciò ha fortemente revocato in dubbio la sua professionalità e la sua dovuta imparzialità comunicativa.

Grazie per l’eventuale attenzione.
Forlì, 13 maggio 2017 Claudio Lecci

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