You are here
Prima Pagina 

Consorzio Parco della Peranzana: è on line il racconto Il brigante ed il gentiluomo

Come tutti ben sappiamo il valore del raccolto che un tempo era il sostentamento delle famiglie ora sembra divenuto una beffa, tanti sacrifici, tanto lavoro, investimenti, esposizioni
bancarie e quando i frutti sono da raccogliere per realizzare l’atteso guadagno ci si rende conto di aver stigmatizzato una perdita essendo il bilancio aziendale negativo e solo per recuperare spese ed avere un minimo di liquidità, si accetta – malgrado tutto – il ricatto che impietosamente il mercato impone.

Da alcuni anni si riflette in quale ambito indirizzare gli sforzi per migliorare la redditività, anche in previsione della futura soppressione degli aiuti comunitari – l’erogazione dei quali, in vari casi, è unica ragione per continuare a coltivare. Al di là delle ribellioni di piazza e delle loro fondate giustificazioni, certamente i produttori per recuperare margini di competitività dovranno affrontare la realtà con una logica imprenditoriale e attuare programmi di interventi innovativi fra cui:
– Il contenimento dei costi di produzione;
– L’aggregazione e l’accentramento dell’offerta e della contrattazione, nonché la tutela del prodotto, interventi tante volte auspicati, ma mai progettati concretamente vista la propensione e la rassegnazione del territorio alla lotta fra poveri e l’adagiamento sui minimi ricavi

 

 

Va ricordato che nel corso degli anni sono stati creati diversi organismi (oleifici sociali, consorzi e di recente le Macro Organizzazioni Commerciali, la DOP ) che hanno tentato e tentano di
attuare una strategia in questa direzione, ma con scarso successo di mercato – vedasi anche l’abbandono della nostra Dop Dauno Alto Tavoliere che di fatto ha permesso che nessun nostro prodotto sia tracciato e certificato, abbia un disciplinare di produzione ed un organismo che ne controlli e certifichi origine e caratteristiche e ne divulghi e pubblicizzi le qualità. La tipicità del prodotto, percorso in parte già iniziato, ma non in modo organico ed omnicomprensivo delle varie sfaccettature è da considerarsi, pur con la consapevolezza di quale grossa valenza ha l’unicità ed il legame storico – territoriale della Provenzale.

Infatti, a seguito di ricerche sono state riproposte le origini “Desangriane” di questa cultivar dandole una meritata connotazione e valorizzazione storica, culturale, territoriale ed anche poetica. Gli oliveti di Provenzale sono un patrimonio locale, identificabile in un areale limitato, un piccolo tesoro ancora chiuso nel suo scrigno che evoca mito, paesaggio, arte . Che, per tutte le argomentazioni che stiamo ponendo, ben si presterebbe ad un investimento sulla sua immagine con un sicuro ritorno dell’olio che se ne ottiene. Oggi esiste un consumatore di olio preparato culturalmente e predisposto ad apprezzare le differenze qualitative riscontrabili nei diversi territori della penisola. Infatti, questi sta imparando a orientarsi verso quelle scelte che soddisfano l’abbinamento gastronomico e a chiedere nei ristoranti la carta degli oli. Una cultura dell’olio si sta, pertanto affermando, così come è successo per il vino.

L’olio extra vergine di oliva, registra, in alcuni mercati di interesse, una tendenziale crescita dei consumi parallelamente al crescente livello di informazione e promozione del prodotto.
I temi preferiti dal consumatore ed apprezzati dagli importatori esteri sono principalmente: il fascino di una tradizione antica e secolare, lo stile di vita mediterraneo, la solarità e le suggestioni del paesaggio, la provenienza geografica, le modalità di produzione e le proprietà salutistiche dell’olio d’oliva. Gli aspetti che condizionano le scelte di acquisto sono: il prezzo e la provenienza. Il prezzo è percepito quale indicatore importantissimo della qualità del prodotto: maggiore è il prezzo, migliore è la qualità. L’origine è dunque un valore forte per il consumatore in quanto indice di tipicità, garanzia di provenienza e stretto legame con il territorio. L’olio di Provenzale si potrebbe collocare egregiamente non solo sugli scaffali della grossa distribuzione, ma anche nelle botteghe del gusto, nelle oleoteche, nei negozi specializzati, dove si può far leva sui punti di forza legati al rapporto con la cultura territoriale, avendo però l’accortezza di spiegare e presentare al consumatore le caratteristiche qualitative distintive e proponendo gli abbinamenti con i piatti della tradizione.

 

 

E’ questa una grande scommessa se consideriamo che il consumatore  si dovrà convincere a riconoscere e a pagare prezzi più elevati per dei prodotti che si distinguono per la loro tipicità e originalità. Far capire ed apprezzare le differenze diventa la vera missione di chi con i prodotti di qualità fa marketing. Infine, questa produzione tipica può avere ulteriore sbocco commerciale avvalendosi di tutti gli istituti e le strutture già individuate e attive in fatto di promozione turistica e territoriale e di promozione e pubblicità dei prodotti entro e fuori regione. In conclusione, l’olio di Provenzale, che sia Dop, Convenzionale, Biologico o anche, magari con più fregio, aromatizzato, si ritiene abbia possibilità di avere tanta più attrazione e successo nel mercato nazionale ed internazionale quanto più richiama l’immagine, la storia ed i profumi del territorio elettivo.

Per tutte queste ragioni il racconto commissionato dal Parco della Peranzana ha l’intento di affascinare e proporre all’immaginario collettivo una produzione olivicola esclusiva tipicizzata da
più fattori: Origine della Cultivar, Paesaggio e Ambiente adottivo; incastonarla nella Storia e nel Territorio e veicolarla anche grazie a percorsi turistici e culturali. Quindi rendere unica, preziosa ed irripetibile la nostra qualità di olio. E’ stato importante rappresentare per questo la figura di Elisa Croghan e del padre di lei Ugo, botanico, amico e mèntore di Michele, degli studi ed approfondimenti scientifici ed agronomici del Principe in Francia, poi del ritorno in Italia, e dello sviluppo e dell’introduzione delle macchine agricole e delle innovazioni colturali dei suoi latifondi e dell’affermazione della cultivar Provenzale. E’ stato poi creato un parallelo ulteriore, un’ambientazione a latere: quella del Brigantaggio che in quest’area imperversava negli stessi anni di vita di Michele De Sangro ed in considerazione del fatto che Torremaggiore ha dato i natali al celebre Michele Caruso.

Il tocco di classe è stato poi dato dall avv. Mario Fiore, storico e ricercatore, al quale ci si è rivolti per la contestualizzazione storica del racconto e che l’ha trasformato a mo’ di
“scenografia” con i suoi studi, le sue ricerche e pubblicazioni, concedendo la possibilità di riprodurre tutto questo in cd da allegare al racconto, in cui ciascun personaggio ed ambientazione
storica sono stati approfonditi per chiunque dalla suggestione e curiosità suscitata dalla breve narrazione volesse aprire le quinte ed entrare nei quadri scenici rappresentati.

La fotografia così composta e il ricordo di questo personaggio e delle sue vicende umane, storiche, politiche e sociali ha creato valenza culturale, mentre l’evocare i profumi, i sentori, i colori ed i paesaggi della nostra campagna ha dato enfasi alla narrazione. Il racconto proemio dell’opera dell’avvocato Mario A. Fiore e questi che ne scrive la prefazione in un singolare intreccio fra il romanzo, la cronaca, la storia e la verosimile fantasia . Tutto ciò potrà essere oggetto di ulteriori e approfonditi approcci utili alla valorizzazione dei
frutti della nostra terra e dei luoghi che li hanno generati. L’ambizione più grande e quella di poter fare della narrazione e dell’aura suscitata una sceneggiatura da proporre per una “fiction” da girare nei nostri paesi che possa essere il giusto collante tra passato, presente e futuro.

Scarica in pdf Il brigante ed il gentiluomo
www.joomag.com/magazine/il-brigante-ed-il-gentiluomo-il-brigante-e-il-gentiluomo-ii/0980800001492943328

 

Portale Ufficiale del Consorzio Parco della Peranzana
http://www.parcodellaperanzana.it

Commenti tramite Facebook

Related posts