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Nota di Giorgio Barassi sul paracadutista torremaggiorese Gino Lipartiti

Riceviamo e pubblichiamo nota di Giorgio Barassi sul paracadutista torremaggiorese Gino Lipartiti; la responsabilità del contenuto è ESCLUSIVAMENTE dell’autore.

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DELLA CECITA’ E DELLA IGNORANZA DI CHI NEGA LA STORIA E LA GIUSTA GLORIA A CHI LA MERITA..
“… – all’ inizio di ogni sbalzo molti non si alzano più –
Il IV, ridotto a pochi ufficiali e qualche decina di paracadutisti, viene annientato all’ alba del 6, nella regione di deir El Serir, immensa conca di sabbia gialla….” ( Paolo caccia Dominioni, ” Alamein 1933-1962 “, Mursia )

 

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Il soldato nella foto si chiamava Luigi Lipartiti, detto Gino, torremaggiorese. Dal suo foglio matricolare si legge : ha partecipato dal 17.8.1942 al 6.11.1942 alle operazioni di guerra svolte in Africa Settentrionale con l’ Ottavo battaglione paracadutisti guastatori della 187° Divisione ” Folgore “,,,
Nella foto indossa una divisa consegnata dagli inglesi ai loro prigionieri, Ma Lipartiti, non fu fatto prigioniero come scritto su quel documento. Dopo l’ infuriare della tremenda battaglia in cui, inquadrato nel Raggruppamento Ruspoli, venne impiegato sul fronte sud, a ridosso della depressione di Beb El Quattara, presso El Alamein, cominciò a ripiegare coi suoi, temutissimi dal nemico, verso occidente. Tra la zona di operazioni e Fuka ci sono 100 chilometri di deserto, mine, carri, cannoni e armi inglesi. Lipartiti li percorre dalla mattina del 25 ottobre al 6 novembre, senza viveri, senza acqua, come i suoi commilitoni ormai ridotti a brandelli. Tra quelli che fecero dire a Paolo Caccia Dominioni la assoluta verità, e cioè che gli inglesi non avevano mai sfondato la linea della Folgore, lui c’era. Lo raccolsero stremato a due passi dal mare. Fu dichiarato prigioniero, ma come tutti i Leoni della Folgore, mai le braccia alzate, mai una bandiera bianca, mai il consegnarsi al nemico. Gli autoblindo inglesi avevano grandi altoparlanti dai cui usciva la richiesta di consegnarsi e la promessa di buon trattamento. I paracadutisti rispondevano ” Folgore ” e sparavano gli ultimi colpi. E’ storia. Dopo quel 6 novembre ci fu la prigionia, prima in Iraq, poi in altre terre controllate dal Commonwealth. Quindi, solo nel 1946, lo sbarco a Napoli, in un clima assolutamente diverso. E Torremaggiore, casa sua, finalmente. Ho insistito molto presso suo figlio Gianni, mio amico, per avere notizie e documenti. lo faccio per rispetto e per onorare quei meravigliosi Ragazzi della Folgore di cui vantarsi per l’ eternità. Ma per anni, da allora, da una vita, niente. Nessuno che ricordi questo valoroso Caporale e tanti altri suoi e nostri concittadini. Nulla. L’ oblio a cui le amministrazioni cieche ed ignoranti hanno costretto Gino e molti suoi coetanei é il segno della strafottenza dei politicanti, della loro insensibilità e delle loro chiacchiere.Si vantano di altro. Pontificano, promettono, inciuciano, si azzuffano. ma niente.. Nemmeno un fiore, nemmeno uno schifo di targa da qualche parte. Nulla. Vergogna !
Questi sono gli uomini grazie ai quale siete seduti là. Figli della stessa madre, della stessa terra che calpestate.Vergognatevi. All’ alba del 45° anniversario della scomparsa di un altro paracadutista caduto, il Sergente Maggiore Carmine Celozzi, era destino che mi capitasse in mano la foto di Gino Lipartiti. Di Carmine ho detto molte volte. Altra situazione, tragedia grave la sua scomparsa, in tempo di pace. Quando chi amministra tace, glissa, nicchia e ignora, é segno che si vuole nascondere la gloria locale, si vuole celare il passato. Senza passato e senza rispetto non avrete futuro. Loro, i paracadutisti torremaggioresi che qui sono ricordati, sono anime a presidio di un eroismo muto, dignitoso, composto.
ONORE A TUTTI I CADUTI.
ONORE A GINO LIPARTITI E CARMINE CELOZZI !
FOLGORE !!!

 

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