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Operazione Sangue Verde della Guardia di Finanza: un arresto a Torremaggiore e cinquanta denunciati per sfruttamento del lavoro

TRATTO IN ARRESTO IL “DOMINUS” DELL’ASSOCIAZIONE A DELINQUERE E DENUNCIATI 50 SOGGETTI PER REATI DI INTERMEDIAZIONE ILLECITA E SFRUTTAMENTO DEL LAVORO CON LE MODALITÀ DEL C.D. “CAPORALATO” NONCHÉ DI TRUFFA AGGRAVATA PER IL CONSEGUIMENTO DI EROGAZIONI PUBBLICHE.

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La Compagnia della Guardia di Finanza di San Severo ha concluso una complessa indagine di polizia giudiziaria, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia, che ha consentito di individuare un’articolata associazione a delinquere finalizzata all’intermediazione illecita e allo sfruttamento del lavoro, c.d. “caporalato”, nonché alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

In particolare, è emerso che l’attività criminosa era gestita da 4 degli indagati attraverso una ditta fittizia per il trasporto di persone che, di fatto, reclutava illecitamente manodopera e la trasportava nei campi delle province di Foggia, Campobasso e Chieti, ove poi veniva sfruttata.
Nel corso delle indagini veniva, inoltre, riscontrato che:
– gli imprenditori agricoli che si avvalevano della citata ditta erano a conoscenza delle irregolarità nel reclutamento della manodopera impiegata. Pertanto, sono stati deferiti per concorso nell’attività di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro;
– l’organizzazione criminale aveva costituito una seconda società col solo scopo di evadere le imposte e di creare posizioni lavorative fittizie, c.d. ”falsi braccianti”, al fine di ottenere indebite indennità di disoccupazione a danno dell’INPS. L’ammontare complessivo della frode è stato quantificato in 120.000 euro circa.

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Fondamentale nella gestione della società fantasma è stato il contributo fornito da un professionista, consulente del lavoro, anch’egli denunciato all’A.G. per il reato di “Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche”. L’attività si è conclusa con l’esecuzione di un’ordinanza di misura cautelare agli arresti domiciliari, eseguita nei confronti di Celozzi Antonio di Torremaggiore, ritenuto il “dominus” dell’organizzazione criminale.

Comando Provinciale di Foggia della Guardia di Finanza – Comunicato Stampa

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