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Democrazia è Partecipazione (DèP) di Torremaggiore rilancia la Costituente Civica

L’estate è il momento del meritato riposo, la fase dell’anno in cui si scaricano le tensioni e ci si rilassa. Ma non per tutti: i politici torremaggioresi sono in piena e indefessa attività. All’insaputa dei cittadini, si susseguono riunioni in ogni cantina oscura, in ogni bugigattolo, in ogni bar del paese. Per non dare nell’occhio, i nostri politici s’incontrano in tre o quattro alla volta per decidere assetti delle future amministrazioni, per ora ancora solo immaginate, e poltrone. A partire dalla prima delle poltrone: il trono del sindaco, sul quale – di riunione in riunione – si stanno moltiplicando miracolosamente le terga che vogliono appoggiarsi.

Tutto questo accade mentre la priorità della cittadinanza non è certo quella di sapere quale sedere siederà su quale seggio. Assistiamo, invece, nella vita reale – sempre più lontana dalle trattative di gruppi di potere che hanno ormai sostituito partiti in totale disfacimento – i cittadini si trovano di fronte a un degrado della città, a una spoliazione dei servizi (non ultimo il progressivo smantellamento della sanità, ultima novità: la possibile chiusura notturna dei servizi di Pronto Soccorso), a una totale assenza di politiche di sviluppo e per l’occupazione, a una completa ignoranza di cosa siano le politiche giovanili e culturali.

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Non è – va detto – una novità di questi giorni. Nessuna delle ultime amministrazioni ha fatto granché per intervenire in questi settori. Così la distanza tra la politica e i cittadini per bene si è sempre più allontana, la sfiducia e persino la rassegnazione hanno guadagnato terreno, lasciando campo libero alle conventicole e ai comitati d’affari.

Questa è la strada che porta all’inferno. E’ il momento di ricostruire un tessuto civile che, nella nostra città e nel rapporto con le istituzioni regionali, sappia interpretare i bisogni dei cittadini di Torremaggiore e sappia intervenire per dare loro soddisfazione. Questa opera non può più iniziare dai partiti, ormai cadaveri putrescenti di una politica ostaggio dei gruppi di potere e delle clientele. Deve iniziare da una società civle, da un confronto e dalla costruzione di una piattaforma aperta che non passi attraverso le lamentazioni virtuali, via Internet, ma attraverso la presenza reale e il contributo fattivo della cittadinanza onesta.

Per questo motivo, Democrazia è Partecipazione lancia già da oggi una “Costituente civica” aperta al contributo di tutti i cittadini che vogliano far sentire la propria voce per realizzare una piattaforma in cui si dia risposta alle esigenze della cittadinanza, partendo dalle seguenti aree d’intervento:

• Le finanze comunali, in un momento di pesante crisi, devono essere convogliate al massimo in provvedimenti per lo sviluppo, la sicurezza, i giovani. In questo senso, va accorciata la filiera e il servizio di raccolta dei tributi locali deve tornare nelle mani dell’ente pubblico, eliminando la dispersione di fondi per i costi dell’intermediazione privata.
• Nella stessa ottica di contenimento dei costi vivi per rivitalizzare gli investimenti, bisogna valutare con attenzione la fattibilità di un declassamento del comune, in modo da contenere strutturalmente, in prospettiva, il costo del lavoro rispetto alle figure apicali della macchina comunale.
• La tecnologia, in questo senso, deve aiutare. Il processo amministrativo va automatizzato e reso trasparente, in particolare per i settori che maneggiano la gran parte delle economie della comunità , in modo da evitare l’arbitrio, i favoritismi, le inerzie. L’attività della macchina comunale va monitorata con attenzione, in maniera da eliminare le sacche d’inefficienza e valorizzare ciò che funziona. La crisi che la nostra economia sta vivendo è una guerra, non c’è più margine per le dispersioni e le inefficienze. In guerra, si adottano provvedimenti di guerra.
• Bisogna evitare che risorse preziose vengano disperse per inefficienze che possono essere facilmente sanate. E’ il caso della raccolta dei rifiuti, che non può continuare a essere così onerosa per i cittadini e la comunità, peraltro con risultati evidentemente scadenti. La raccolta differenziata va potenziata e portata a piena realizzazione perché le risorse non vanno sprecate ma vanno investite.
• Tutte le risorse liberate devono essere destinate a progetti di sviluppo, a politiche giovanili e per l’occupazione, all’assistenza per gli anziani, a un sostegno intelligente e non clientelare delle fasce più svantaggiate della nostra comunità cittadina, basato sui diritti, non sul favore. Dobbiamo agire con decisione e pragmatismo, sviluppando un’idea di sviluppo concreta, non credere sui soliti vuoti slogan che qualsiasi candidato proporrà nell’imminenza delle prossime elezioni.

Democrazia è Partecipazione invita già da oggi tutta la cittadinanza a inviare i propri contributi programmatici all’indirizzo di posta elettronica in calce e dà appuntamento ai cittadini a una serie d’iniziative che, dalla fine dell’estate, punteranno a rivitalizzare il dibattito politico cittadino e a discutere una piattaforma aperta per porre le basi di una nuova azione pubblica che sia davvero rappresentanza del bene comune e non degli interessi di chi vede nella politica solo un’opportunità d’affari, di carriera o di autopromozione.

Democrazia è Partecipazione: costituentecivica@gmail.com

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