Presidio Ospedaliero San Giacomo Torremaggiore - 4 agosto 2014 - www.torremaggiore.comComunicati Politica Prima Pagina 

Il San Giacomo di Torremaggiore diventerà Presidio Territoriale di Assistenza.Ennesima riforma sanitaria in Puglia,durante la campagna elettorale per le Regionali.

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Presidio Ospedaliero San Giacomo Torremaggiore  – www.torremaggiore.com

Ennesima riforma sanitaria in Puglia,presentata proprio durante la campagna elettorale per le Elezioni Regionali che si terranno a maggio 2015. Il San Giacomo di Torremaggiore diventerà Presidio Territoriale di Assistenza secondo le slides presentate dal Governatore Nichi Vendola e dall’Assessore alla Sanità Pentassuglia. Il regolamento varato dalla giunta prevede per questo 750 posti letto in più, e la riconversione di alcuni ospedali chiusi tra il 2010 e il 2013. Nascono per questo i 27 Pta, Presidi territoriali di assistenza di Torremaggiore, S. Marco in Lamis, Monte S. Angelo, Vico del Gargano, Sannicandro Garganico, Troia, Minervino, Spinazzola, Rutigliano, Altamura, Gravina, Bitonto, Ruvo, Gioia, Noci, Grumo, Conversano, Mesagne, Ceglie Messapica, Cisternino, Massafra, Mottola, Campi, Poggiardo, Maglie e Gagliano del Capo. Qui si concentreranno i servizi distrettuali, dalla diagnostica specialistica alle cure ambulatoriali.

« L’obiettivo – ha spiegato Vendola – è liberarci dalla concezione dell’ospedale sotto casa. I cittadini hanno diritto ad avere servizi socio-assistenziali, dalla rete consultoriale all’assistenza alle persone con dipendenze patologiche. Dobbiamo riempire il territorio di risposte concrete al disagio, al dolore, ai bisogni dei cittadini in modo tale che gli ospedali comprensoriali, attrezzati e tecnologicamente moderni, non diventino le discariche in cui scivolano tutti i bisogni».

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Presidio Ospedaliero S.Giacomo - Torremaggiore - situazione al 5 dicembre 2014 - www.torremaggiore.com -
Presidio Ospedaliero S.Giacomo – Torremaggiore – situazione al 5 dicembre 2014 – www.torremaggiore.com –

L’assessore Pentassuglia ha partecipato con il presidente Vendola alla presentazione della delibera sul riordino della rete ospedaliera e i modelli di riconversione dell’assistenza ospedaliera in assistenza territoriale. “Abbiamo approvato il riordino della rete dei servizi territoriali della Regione Puglia come adempimento del Patto per la Salute. Speriamo che dal Ministero ci diano sicurezze sulle risorse, perché abbiamo dovuto stralciare il piano relativo alle attività ospedaliere, perché vogliamo essere onesti con i cittadini e non lasciare posti letto solo sulla carta. Ma dopo anni di lacrime e sangue, oggi variamo le reti integrate territoriali. E acceleriamo sulle procedure di assunzioni che i Dg stanno avviando, per garantire i Lea” “A nessuno sarà concesso di giocare partite che facciano perdere soldi alla Puglia: con i nostri adempimenti arriveranno dati veri e non contestabili” Pentassuglia ha poi illustrato alcune delle reti varate oggi con le cure a domicilio, le reti su malattie rare, la reumatologia, le cardiologie, la medicina trasfusionale. “Si passa da un’idea dell’ospedale sotto casa alla presa in carico dei cittadini pugliesi con i servizi in rete”.

Impressionante la cifra investita: circa 570 milioni di euro. Sulle liste di attesa Pentassuglia ha dichiarato che “metteremo a nudo le verita’ nascoste”.

“Questo sarà il mio ultimo regalo ai pugliesi “Dobbiamo dirci le verità – ha detto Pentassuglia – ed evitare che si parli in maniera abnorme delle liste d’attesa, mettendole sotto tutela, perche’ – ha continuato – se da una parte ci sono investimenti sulle infrastrutture, dall’altra c’e’ l’arrivo del personale. L’assessore – ha spiegato – vuole capire se davvero sono liste d’attesa, o artatamente costruite su vari interessi. Io – ha concluso – su questo non faro’ un millimetro indietro, perche’ penso, ritengo che le liste d’attesa d’attesa siano un grande bluff artatamente utilizzato da pezzi del mondo del sistema salute anche pugliese”.

“A dicembre – ha spiegato – avevo tentato di mandare indietro le persone dagli sportelli se non avevano le ricette biffate correttamente, con la U di urgente differibile o programmabile registrata dal medico insieme alla diagnosi. L’accordo con i medici di medicina generale – ha continuato – ha portato a un dato, che il 15% e’ diventato il 62%, se andiamo al 100% nelle liste d’attesa vanno codificate tutte le urgenze dalle differite alle programmabili”. “Le liste devono essere aperte tutte ogni giorno – ha ribadito Pentassuglia – perche’ nel sistema c’e’ il programma che legge la data piu’ utile e piu’ veloce rispetto alla prescrizione. Per cui il cittadino sa, dalla prescrizione che gli viene data allo sportello, se puo’ anticipare e dove puo’ andare. Salvo poi verificare – ha concluso – come e’ successo per Brindisi che il 40% delle persone richiamate ha deciso di lasciare la data inalterata, perche’ non si e’ voluta spostare nel centro piu’ vicino che gli garantiva la prestazione”.

Il presidente Vendola ha affermato “Oggi abbiamo 458 strutture territoriali in più rispetto al 2005 (dati visibili sul sito del Ministero della Salute ndr). Siamo passati da una condizione di desertificazione dei servizi territoriali, da una sanità tutta esclusivamente ospedalocentrica ad una sanità che sta cominciando ad immaginare che guadagnare salute significa investire sul territorio”.

“Mezzo miliardo di euro di investimenti già fatti e altri 60 milioni di euro sono in pista – ha aggiunto Vendola – per la trasformazione dell’organizzazione della sanità pugliese, per liberarci dalla concezione dell’ospedale sotto casa. I cittadini hanno diritto ad avere servizi socio assistenziali che vadano dalla rete consultoriale alla rete per assistenza alle persone con dipendenze patologiche, ad una rete che si occupi seriamente di psichiatria. Occorre riempire il territorio di risposte concrete al disagio, al dolore, ai bisogni dei cittadini in modo tale che gli ospedali comprensoriali, attrezzati e tecnologicamente moderni, non diventino le discariche in cui far scivolare tutti i bisogni dei cittadini, soprattutto in un’epoca in cui torna la povertà. È una vera e propria rivoluzione”.

Per Vendola “la riorganizzazione delle reti (di patologia, delle terapie intensive e delle oncoematologie pediatriche ndr) consente di far vivere al mondo della sanità un atteggiamento libero dalla coazione emergenziale”. “A questo proposito – ha spiegato il Presidente – noi investiamo, ad esempio, per specializzare la rete anche per quanto riguarda i temi della rianimazione, guardando con attenzione al risveglio. Nasceranno due centri per il risveglio, che è una cosa molto attesa dal territorio. Insomma è un impegno gigantesco quello che stiamo compiendo. Normalmente si parte dal bicchiere mezzo vuoto, ma il bicchiere, in partenza, era totalmente vuoto e il fatto che oggi sia pieno più che a metà è il significato di un lavoro incredibile realizzato finora”. “Noi ringraziamo l’impazienza dei cittadini – ha concluso Vendola – l’impazienza è un buon seme perchè sta germogliando, concretamente nei fatti e nelle strutture pugliesi, una nuova organizzazione delle politiche della salute. E questo sprint finale dell’assessore Pentassuglia è davvero straordinario e, per questo, lo ringrazio”.

Nota Ufficiale della Regione Puglia

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