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Il Movimento DèP Torremaggiore attacca il PD per il salvataggio del senatore Azzollini

In un recente manifesto il Pd di Torremaggiore ha evocato la figura del defunto segretario del Partito comunista italiano Enrico Berlinguer, amata e rispettata ben al di là della sua collocazione politica in vita. Fa onore ai dirigenti di quel partito il fatto sentire ancora un legame emotivo con Berlinguer. Eppure c’è qualcosa che stona in questo richiamo. Perché ci si dovrebbe quanto meno chiedere: cosa avrebbe mai detto e fatto Enrico Berlinguer se si fosse trovato a dover decidere dell’autorizzazione a procedere contro il senatore Antonio Azzollini?

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Berlinguer è stato l’uomo che ha evocato la “questione morale” con una forza e un’incisività politica come nessuno mai, né prima né dopo di lui. Quale sarebbe stata la sua reazione di fronte alle notizie sulla condotta del senatore che, se venissero confermate, rappresenterebbero un grave “vulnus” alla credibilità della politica tutta? Avrebbe per caso agito come Matteo Renzi, l’attuale segretario del Pd nonché capo del governo di questo Paese, il quale ha definito il salvataggio di Azzollini come un “segno di maturità” dei senatori del suo partito? Giova ricordare che Azzollini è un senatore di quell’Ncd, necessario al mantenimento della maggioranza che sostiene il governo Renzi. Insomma, altro che maturità! Quel che i senatori del Pd hanno fatto è stato né più e né meno che sottomettere il valore della legalità all’interesse politico di parte: proprio il contrario di quanto ci ha insegnato Berlinguer.

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Ecco, senza pretendere di essere interpreti del pensiero di chicchessia e tanto meno di un uomo tanto profondo come Berlinguer, sommessamente ci permettiamo di ritenere che l’allora segretario del Pci non avrebbe mai e poi mai negato l’autorizzazione a procedere, non avrebbe mai e poi mai avallato lo scempio avvenuto al Senato. E probabilmente avrebbe denunciato il fatto che, nel Pd di oggi, non trova posto quella rivendicazione della questione morale che tanto a cuore gli stava. Per questo, quando legittimamente i dirigenti del Pd torremaggiorese dicono “Noi ci siamo”, come in quel manifesto, fanno bene. Solo che dovrebbero onestamente ammettere che è Berlinguer a non esserci più. A essere da un’altra parte.

Nota del Movimento DèP di Torremaggiore
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