Il Serg. Magg. Parà Carmine Celozzi è quello con il basco in testa che aiuta un suo commilitone ad allacciarsi il paracadute - fonte foto brigata folgore - www.torremaggiore.com -Personalità torremaggioresi Prima Pagina 

11 novembre 2014:43 anni fa moriva anche il Serg.Magg.Parà Carmine Celozzi di Torremaggiore nella tragedia della Meloria

Affinchè il ricordo sia sempre vivo, commemoriamo questo nostro concittadino tragicamente scomparso l’11 novembre del 1971.
Segue articolo di Michele Antonucci pubblicato nel 2011 sulla testata giornalistica Capitanata.it – Portale e Giornale di Foggia e provincia.

All’alba dell’ 11 novembre 1971 moriva, insieme a molti suoi giovani commilitoni, il Sergente Maggiore Paracadutista Carmine Celozzi che era nato a Torremaggiore il 12 novembre del 1944. Era in forza al II° Battaglione Paracadutisti Tarquinia, VI Compagnia Grifi “Impavidi e Bestiali”. L’ esercitazione militare NATO ” Cold Stream ” era iniziata da poco e dieci velivoli Lockheed C-130 Hercules con a bordo paracadutisti italiani ed inglesi attraversavano il mare tra l’ aeroporto di Pisa San Giusto e la Sardegna. I velivoli erano contrassegnati col nome in codice “Gesso” , da 1 a 10.

L’Hercules n.4, appartenente alla Royal Air Force e condotto da equipaggio inglese, si inabissò al largo della costa livornese, probabilmente per un guasto, all’alba dell’11 novembre 1971; le operazioni di soccorso si rilevarono inutili e nella sciagura sono deceduti anche 6 militari inglesi dell’equipaggio e tutti i 46 paracadutisti della Brigata Folgore. Cadrà inoltre, nelle successive operazioni di recupero subacque, l’incursore, Serg. Magg. Caria Giannino, decorato dal Presidente della Repubblica con la Medaglia d’Oro con la seguente motivazione:

“Con alto senso di generosa solidarietà e con ardimentoso slancio, chiedeva di partecipare volontariamente alle difficili operazioni di recupero delle salme dei propri commilitoni rimaste prigioniere, sul fondo del mare, nel relitto di un aereo, inabissatosi in tragiche circostanze. Malgrado la violenta avversità degli elementi naturali, non desisteva dall’effettuare ripetute, rischiose immersioni, fin quando restava vittima del proprio indomito valore, facendo olocausto della giovane vita e legando, così, il suo destino a quello dei commilitoni caduti. Nobile esempio di completa dedizione al dovere e di sublime abnegazione. Largo della Meloria (Livorno), 18 novembre 1971.”

I parà deceduti nell’adempimento del loro dovere di volontari, hanno tutti dimostrato e dimostrano che il paracadutista italiano, anche in tempo di pace, è sempre pronto al sacrificio supremo nel nome della Patria; essi sono i degni eredi degli eroi di El Alamein e sono in quell’angolo di cielo con loro.
Abbiamo intervistato il fratello del Parà torremaggiorese, Maresciallo della Polizia Municipale di Torremaggiore, Piero Celozzi, che ringraziamo per averci dato la possibilità di poter conoscere appieno questo nostro compianto concittadino tragicamente scomparso.

Il Serg. Magg. Parà Carmine Celozzi è quello con il basco in testa che aiuta un suo commilitone ad allacciarsi il paracadute - fonte foto brigata folgore - www.torremaggiore.com -
Il Serg. Magg. Parà Carmine Celozzi è quello con il basco in testa che aiuta un suo commilitone ad allacciarsi il paracadute – fonte foto brigata folgore – www.torremaggiore.com –

Che ricordo ha di quel periodo?

Un brutto ricordo,avevo 17 anni quando morì mio fratello. Fu lui a regalarmi la prima chitarra che imparai a suonare quando avevo tredici anni, lui era già paracadutista. Eravamo molto legati, e lui auspicò che diventassi avvocato.

Chi era il Parà Carmine Celozzi?

Un giovane determinato, buono, altruista e dinamico. Conseguì il diploma triennale di avviamento professionale ad indirizzo meccanico e dopo si arruolò volontario come paracadutista. Fu Direttore di lancio ed aveva conseguito pure il diploma di infermiere;era legato anche all’allora Capitano Bruno Della Fazia che poi divenne Generale. Questo ufficiale era originario di San Severo ed operò molti anni insieme a mio fratello. Ritengo che Carmine se oggi fosse vivo si sarebbe congedato con il grado di Generale.

La famiglia accettò la scelta di Carmine di optare per la vita militare?

Mia madre non voleva ma non ci fu verso di convincerlo. Io ero favorevole perché ero affascinato dai Paracadutisti, dopo divenne anche una tradizione di famiglia poiché successivamente anche mio nipote Carmine (il figlio di mio fratello ingegnere) e mio nipote Salvatore optarono per questa scelta.

Cosa successe quando avete saputo della tragica notizia?

Ce lo dissero il giorno dopo e subito partimmo per Livorno; ricordo che pioveva con impressionante insistenza e non smise per nulla. L’allora Presidente della Repubblica Giovanni Leone è stato sempre con noi, e nello specifico con Daniela, la figlia di mio fratello. Il corpo di mio fratello Carmine fu uno dei primi che fu ritrovato, ma tagliato a metà… Ci chiesero il riconoscimento della salma, andò mio padre che lo riconobbe grazie ad una cicatrice che aveva all’inguine. La cosa che pochi sanno è che mio fratello Carmine non doveva partire per l’operazione Gesso 4. Chi doveva fare il direttore di lancio era un Maresciallo che dopo la cena della sera precedente non si sentì bene ma mio fratello per altruismo prese il suo posto; nessuno poteva immaginare quello che sarebbe successo.

Ma fu un guasto tecnico a far precipitare il Lockheed C-130 Hercules ?
Prima si disse che era un guasto tecnico, dopo la stampa disse che si seguì anche la pista terroristica riconducibile alle Brigate Rosse. Se ne parlò tantissimo, la scatola nera di quel C-130 Hercules non è stata mai trovata, un mistero come il caso di Ustica. La cosa bizzarra è che ci sono delle testimonianze di cacciatori che hanno sostenuto che l’aereo è scoppiato in aria durante il volo.
In occasione del 30° anniversario della tragedia andai con mia moglie e mia nipote Antonietta e arrivammo con una corvetta militare nelle secche della Meloria, proprio dove avvenne il tutto. Dove cadde l’aereo fu lanciata una corona ed altri fiori per ricordare i caduti, fu una bella manifestazione.
Cosa avvenne quando la salma fu riportata a Torremaggiore?
Ci furono funerali di Stato, vennero molte personalità militari e politiche tra cui Vito Lattanzio (all’epoca sottosegretario presso il Ministero della Difesa). La bara venne portata al cimitero con un automezzo militare.

Non ci sono state commemorazioni nel corso di questi quaranta anni a Torremaggiore ?

C’è stata l’intitolazione di una strada a mio fratello, proprio dove lui ha vissuto, grazie all’interessamento di Silvio Scudero e dell’allora sindaco dc Aldo Fantauzzi, recentemente scomparso. Sicuramente la cultura comunista dominante non poteva rispettare questi morti, perché loro consideravano i paracadutisti persone di destra, ci fu una evidente strumentalizzazione politica; il ’68 era passato da qualche anno e questa era la mentalità dilagante.

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A proposito di questa ricorrenza pubblichiamo anche una nota di Giorgio Barassi a tal riguardo; la responsabilità del contenuto è esclusivamente dell’autore.

11 novembre 1971 : “Gesso 4 non risponde”

L’ 11 novembre 1971 moriva, insieme a molti suoi giovani commilitoni, il Sergente Maggiore Paracadutista Carmine Celozzi, era nato a Torremaggiore nel 1944. L’ esercitazione militare ” Cold Stream ” era iniziata da poco e dieci velivoli con a bordo paracadutisti italiani ed inglesi attraversavano il mare tra l’ aeroporto di Pisa San Giusto e la Sardegna. I velivoli erano contrassegnati col nome in codice “Gesso” , da 1 a 10.Ad un tratto “Gesso 4” non rispondeva ai contatti radio. Il resto è amara cronaca, molte lacrime ed un ricordo, quello mio proprio, di un funerale silenzioso e affollatissimo. Tutte le scuole di Torremaggiore, le associazioni, gli enti, le istituzioni in fila , in silenzio.Davanti allo strazio dei familiari ed ai resti mortali di Carmine, tre paracadutisti della Folgore, vestiti con una tuta da lancio speciale. Uno in verde, uno in bianco, uno in rosso.
In questo posto che dimentica tutto, in cui si consente che i nomi dei nostri martiri, iscritti sotto il Monumento ai Caduti, vengano calpestati da ragazzini e dimenticati dai grandi, dedichiamo un pensiero ad un torremaggiorese che voleva solo vivere.

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Ciao, Sergente Maggiore Celozzi .
Chi ti ha dimenticato non merita neppure un saluto.
Giorgio Barassi

11 Novembre 1971: il dramma di “Gesso 4” – BrigataFolgore.com

Strage della Meloria 1971 – Wikipedia

Strage della Meloria - 1971 - Funerali di Stato -
Strage della Meloria – 1971 – Funerali di Stato –

ECCO LA LISTA COMPLETA DEI CADUTI DELLA STRAGE DELLA MELORIA

• S.Ten. Paracadutista P.M. Magnaghi,
• S.Ten. Paracadutista E. Borghesan,
• Mar. Ca. Paracadutista G. Augello
• Serg. Magg. Paracadutista C. Celozzi
• C.le Magg. Paracadutista C. Colombini
• C.le Paracadutista M. Benericetti
• C.le Paracadutista S. Bolzoni
• C.le Paracadutista A. Fiumara
• C.le Paracadutista G. Iannì
• C.le Paracadutista P. Interrante
• C.le Paracadutista S. Licori
• C.le Paracadutista F. Vantaggiato
• Paracadutista L. Angelini
• Paracadutista E. Carta
• Paracadutista A. Ciappellano
• Paracadutista M. Carasi
• Paracadutista A. Deiana
• Paracadutista V. De Marco
• Paracadutista L. Dal Lago
• Paracadutista U. De Mitri
• Paracadutista P. Dessi
• Paracadutista P. Donnarumma
• Paracadutista D. Dal Zotto
• Paracadutista A. De Vito
• Paracadutista A. D’Alessandro
• Paracadutista G. D’Alessandro
• Paracadutista G. Di Natale
• Paracadutista F. Dall’Asta
• Paracadutista M. Ferrari
• Paracadutista G. Facchetti
• Paracadutista C. Frasson
• Paracadutista S. Fumosa
• Paracadutista W. Furgeri
• Paracadutista R. Fracassetti
• Paracadutista R. Giannattasio
• Paracadutista G. Giannini
• Paracadutista B. Guidorzi
• Paracadutista G. Guarnieri
• Paracadutista A. Ginex
• Paracadutista A. Gilioli
• Paracadutista R. Liuzzi
• Paracadutista D. Matelli
• Paracadutista R. Morganti
• Paracadutista E. Quarti
• Paracadutista S. Sabatini
• Paracadutista L. Torsello

Equipaggio inglese:

•FLT./LT. C.G. Harrison
•FG.OFF. R. Swann Proce
•FG.OFF M. Fawcett
•F./SGT. B.D. King
•SGT. R.R. Lee
•SGT.P. Fulford

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