Parata in porta " , terracotta di Giacomo Negri - www.torremaggiore.comComunicati 

Resoconto del Convegno su Giacomo Negri

SEgue nota di Giorgio Barassi, la responsabilità del contenuto è ESCLUSIVAMENTE dell’autore.

Parata in porta " , terracotta di Giacomo Negri - www.torremaggiore.com
Parata in porta ” , terracotta di Giacomo Negri – www.torremaggiore.com

Adesso viene il bello . Adesso vedremo se, come accade troppo spesso, il dimenticatoio la farà da padrone ancora una volta , e i richiami all’ attenzione verso Negri andranno a finire lì. Di sicuro “ Belle e Nascoste ” non ha esaurito il suo compito, anzi . Nel ringraziare gli operatori del “Centro di attività culturali Don T. Leccisotti” , ci diamo appuntamento alle prossime battaglie, perché ce ne saranno . ne ho individuate alcune . Una anticipazione : è giusto che l’ affresco antico e severo nella sala delle udienze penali della ex Pretura di Torremaggiore sia devastato dall’ umidità e pressoché irrecuperabile ?
Personalmente sostengo che il primo e più brutto difetto di noi torremaggioresi è la mancanza di compattezza, è questo segreto odiarci , è quella voglia di mostrare di saperne di più che fa molto scuola elementare, per fare bella figura col maestro. Ma è deleterio , se si vuole produrre qualcosa di comune.
Adesso viene il bello, perché l’ apertura del Museo Negri per il “dopo-incontro” è stata una bella sorpresa, voluta dal Sindaco dietro richiesta convinta di Ciro Panzone e mia . Ha funzionato, è servita a vedere dal vivo quello che abbiamo cercato di spiegare a parole e con le foto . Negri non ha rivali . E’ stato uno che, come ha scritto Raffaello Biordi “ … non appartiene a correnti o scuole. Se mai la origine della sua arte bisogna ricercarla nella grande sorgente mediterranea dalla quale così alto splendore attinse l’ arte ellenica …”.
Il bello viene ora , quando dovremo tutti fare i conti con la ricezione di questo messaggio : siamo compaesani di una delle più alte voci del Novecento. Cerchiamo almeno di esserne gelosi . il patrimonio artistico che è nostro, dei torremaggioresi, ha un grande valore, ma bisogna saperci fare . Bisogna difenderlo e renderlo visibile. La puzza di muffa e di umido che galleggiava nell’ aria del Museo Negri a pochi minuti dalla riapertura provvisoria di giovedì sera fa male al cuore . Per me è offesa grave, mancanza imperdonabile. Da un’altra parte , e lo dico per stimolo , lo sapete bene , un tesoro del genere sarebbe diventato business, danaro, presenze, incassi, fama. Ma chi aspettiamo ? Che aspettiamo ?
Adesso viene il bello perché giovedì sera , come avevo largamente previsto, a chiusura delle vicende illustrative ed espositive, c’è comunque stato quello che aveva un “però” . “ Però dici parolacce “ .. “ Però bisogna parlare anche di altri ”…” Però non è giusto dire che i bambini che salgono sul Monumento vanno picchiati “ et similia . Rassegnatevi, sono uno che dice parolacce perché quando devo dire che sono incazzato dico proprio così : sono incazzato . Dire “adirato” , “alterato”, “arrabbiato” non è lo stesso. E rassegnatevi : non avrete chiacchiere per riempire pomeriggi vuoti . Avrete gente disposta a farsi rispettare , con i mezzi disponibili . I miei non sono certo diplomatici. Per quello ci sono Ciro, Lorenzo, Matteo, Marcello . Io attacco dove vedo, come capita con Negri, che l’ attenzione non c’è, dove non c’ è una punta di orgoglio. Sveglia ! I relatori che fanno venire l’ orchite non sono più nemmeno à la page , non se li fila più nessuno tranne qualche pensionato che è venuto a rinfoltire passivamente le fila della gente capitata al castello Ducale, che era tanta . Appassionati, curiosi, pseudotecnici, politicanti … un bel teatrino , non c’è che dire .
Grazie a tutti, certo. Ma non abbiamo finito perché adesso viene il bello . E questa voglia di ridipingere di rossoblù i sentimenti della mia, della nostra gente si sono rinforzati quando Daniela ha letto la lettera di Francesca Negri, nipote del Maestro. Amore, dedizione, rammarico, appartenenza orgogliosa… c’era tutto . Non guardavo nessuno, mentre ascoltavo. Mi strappava il cuore dal petto sentire quella preghiera : … vi prego di far si che finisca tutto questo dolore, e che tutto l’Amore immenso racchiuso in queste statue non si sgretoli insieme ad esse.
Vi chiedo, quindi, di aprire finalmente il museo civico e di farvi onore attraverso esso, perché oggi più di ieri abbiamo bisogno di bellezza e di cultura…

Se non si capisce quanto è importante quel dono e quell’ arte , è inutile . Se vogliamo davvero che torni la luce , dentro il buio di questo mondo di brutture , allora crediamoci come mai . Perché solo se sappiamo rispettare il passato e la sua bellezza, potremo essere capaci di costruire uno straccio di futuro. Un futuro in cui, se qualcuno parla male di Negri , o di uno degli artisti locali, si sia pronti a difendere, replicando . Voi con garbo e diplomazia . Io, per l’ amore che porto all’ arte e al mio paese, anche a mazzate .

Giorgio Barassi, 8 luglio 2013.

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