Di Iorio: Così la Regione Puglia blocca lo sviluppo di Torremaggiore

Dott. Costanzo Di Iorio - Sindaco di Torremaggiore dal 22 maggio 2012 - www.torremaggiore.com
Dott. Costanzo Di Iorio – Sindaco di Torremaggiore dal 22 maggio 2012 – www.torremaggiore.com

“La Regione Puglia sta bloccando lo sviluppo di Torremaggiore, non permettendo la costruzione della sottostazione della Terna SpA”. È il commento amaro del sindaco Costanzo Di Iorio, che recatosi a Bari per l’ennesima volta ha dovuto constatare la mancata volontà dell’ente regionale di portare avanti il progetto. Lo scorso mese di marzo il Consiglio comunale di Torremaggiore ha approvato l’adeguamento al PUTT/p, ovvero il Piano Urbanistico Territoriale Tematico Paesaggio, che disciplina i processi di trasformazione fisica e l’uso del territorio allo scopo di tutelarne l’identità storica e culturale, rendere compatibili la qualità del paesaggio, delle sue componenti strutturanti e il suo uso sociale, “e che dopo anni di attesa – spiega il primo cittadino -, avrebbe dovuto permettere alla società Terna SpA la costruzione di una sottostazione per l’allaccio al parco fotovoltaico ed eolico, che rappresenta un importante momento di sviluppo per Torremaggiore, in una regione che ha punta sullo sviluppo delle energie rinnovabili. Ma, a quanto pare, la Regione Puglia preferisce avere un contenzioso con le aziende che devono installare gli impianti, per via della presenza di un traliccio della media tensione al servizio della linea, non concedendo tempo di modificare il progetto. Il Comune di Torremaggiore potrebbe costituirsi parte civile in una eventuale causa di risarcimento danni. Non possiamo aumentare le tasse ai cittadini per garantire i servizi – fa sapere Costanzo Di Iorio, amareggiato per il comportamento dell’ente di via Capruzzi -. Alla Regione non possono utilizzare due pesi e due misure. Evidentemente la Puglia inizia da Bari in giù, visto lo scarso interesse manifestato nei confronti del nostro territorio anche nell’ambito sanitario, con la mancata riconversione dell’ospedale San Giacomo che sarebbe dovuta avvenire dopo la chiusura del presidio ospedaliero, finito nel tritacarne del Piano regionale di riordino sanitario”.

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