Rapporto annuale dell’attività della Commissione di Mercato per la Peranzana

Nel comune di Torremaggiore, cuore della Peranzana, si coltivano circa 4000 dei diecimila ettari distribuiti nell’alto tavoliere, è qui infatti che secoli fa i Principi De Sangro portarono dalla Provenza la nota varietà, di cui i primi esemplari ancora in vita, sono stati catalogati nell’albo regionale degli olivi monumentali e contribuiscono in maniera determinante a caratterizzare questo territorio a forte vocazione rurale, agroambientale e paesaggistica retaggio della civiltà contadina di un tempo da cui sono state tramandate tradizioni gastronomiche di grande valore e cultura.

Il Comitato di valorizzazione della Peranzana dell’alta Daunia, nato circa due anni fa su iniziativa di alcuni operatori olivicoli – oleari, in questo contesto può ben dire che ha operato con i fatti attraverso un impegno concreto sia nella valorizzazione delle produzioni olivicole, sia nella qualificazione degli operatori e nella promozione di mercato:

– dal progetto di ricerca “oliva Peranzana di Torremaggiore”, culminato nel riconoscimento di “Prodotto Tradizionale” (Decreto Mi.P.A.F. n° 8663 del 5/06/2009),

– sia come supporto al progetto di ricerca scientifica promosso e coordinato dal Consorzio Unaprol con il raggiungimento di obiettivi ambiziosi come il miglioramento della qualità organolettica, la caratterizzazione dei parametri qualitativi per finire all’innovazione tecnologica di prodotto e processo come l’introduzione di tecniche basate sull’uso degli “starter” (batteri selezionati) fondamentali nei processi di trasformazione in salamoia.

Oltre alle tante attività convegnistiche, di promozione e di formazione per gli operatori, quest’anno l’impegno è culminato nella costituzione della Commissione Mercato “prezzi all’origine” che ha avuto l’intento di regolamentare il mercato territoriale attraverso l’applicazione di un “disciplinare di merceologico di prodotto” per le olive da tavola (aderiscono esclusivamente gli operatori della filiera olivicolo – olearia che fanno parte del Comitato).

Anche per le olive da olio è stato pubblicato settimanalmente un prezzo indicativo al fine di tutelare le aziende agricole dalle speculazioni commerciali e favorire la strutturazione di un sistema organizzato di filiera con l’opportunità di confrontarsi quotidianamente tra gli operatori. In tal senso è stato utile monitorare le contrattazioni commerciali attraverso l’analisi dei prezzi in primis per comprendere l’origine della speculazioni, anche del comparto olio e individuare gli operatori che hanno giocato al ribasso a danno di altri.

Il Comitato di Valorizzazione della Peranzana, a conclusione di questa campagna olivicola – olearia, ha pubblicato le risultanze delle attività svolte della Commissione di mercato il cui lavoro ha tenuto impegnati gli operatori dell’intera filiera per circa due mesi.

Nell’ultima seduta la Commissione ha elaborato un bollettino di mercato i cui risultati sono scaturiti da una verifica delle “criticità” che hanno inesorabilmente determinato “distorsioni e speculazioni commerciali” come spesso capita negli ultimi anni.

In sintesi le variabili negative che hanno destabilizzato il mercato 2011/12 sono state le seguenti:

concentrazione della raccolta in un periodo di tempo molto più breve rispetto agli anni precedenti (circa 40 giorni di raccolta), aspetto molto delicato se si considera che la produzione di Peranzana è stata medio – alta;
condizionamento e monopolio di mercati extraregionali che impongono prezzi e quantitativi sfruttando la debolezza organizzativa del sistema produttivo della Peranzana dell’Alto Tavoliere;
raccolta anticipata delle olive ( addirittura da metà ottobre ) e “corsa alla raccolta” che spesso ha determinato la saturazione dei centri di raccolta con conseguente blocco del mercato e svendita delle produzioni;
gestione difficile e inefficiente delle squadre di raccolta delle olive (contoterzisti): in tal senso non si è riusciti a far prevalere i parametri di qualità (olive pulite, integre, senza terra e fogliame ecc.), condizione che ha inficiato la quotazione delle olive e la resa reale in olio con conseguenti speculazioni e scarsa trasparenza dei prezzi;
ridotta comunicazione tra gli operatori della filiera e scarsa capacità di fare “sistema”;
per le olive da tavola, dove è stato introdotto per la prima volta un disciplinare merceologico a cui rapportare i prezzi delle categorie qualitative, sono state riscontrate le stesse problematiche di mercato e di gestione della qualità delle produzioni;

A tal proposito la commissione ribadisce che le inefficienze sono state registrate lungo l’intera filiera e, pertanto, per la prossima campagna olivicolo – olearia si pone l’obiettivo di raccordare con maggiore efficacia gli operatori al fine di prevenire le criticità e intervenire con immediate azioni correttive.

In definitiva diventa prioritario continuare con l’esperienza del Comitato di Valorizzazione che costituirà a breve una struttura tecnica – commerciale in grado di intervenire sul territorio con strumenti operativi (commissione, formazione/qualificazione degli operatori, assistenza tecnica, disciplinari di produzione ecc.) necessari a far accrescere sia la consapevolezza dell’utilità di operare in “filiera”, sia la “cultura della qualità” nonché la professionalità degli operatori del settore.
Altri obiettivi come la strada del confezionamento (soprattutto per la filiera corta) e la quotazione di mercato dell’olio, restano azioni propedeutiche al raggiungimento di una struttura organizzata in grado di fare massa critica e capace di svolgere azioni di miglioramento qualitativo per la filiera e soprattutto di promozione del prodotto nei mercati internazionali che possono remunerare meglio l’olio di Peranzana. In tal modo sarà più agevole trattenere un “valore aggiunto” che ogni anno prende strade lontane dal nostro mercato e tende a ridurre la redditività del settore ormai in piena crisi strutturale.
In primis è prioritario far leva sulla qualificazione delle produzioni olivicole attraverso l’applicazione di disciplinari tecnici di produzione, nonché sull’organizzazione della fase agricola, aspetto che permetterebbe di consolidare e strutturare dapprima il mercato locale, condizionato da sempre da area produttive commercialmente più competitive, nonché incentivare la trasformazione in loco in modo da “calmierare” i prezzi di mercato dell’olio ed evitare speculazioni commerciali.
Fondamentale diventa anche il comportamento degli operatori agricoli che dovranno essere indirizzati a seguire con attenzione regole e procedure che serviranno a stringere un rapporto più collaborativo con i loro diretti interlocutori (frantoiani) per un comune obiettivo.
La Commissione in questa campagna ha invitato più volte gli operatori a perseguire standards di qualità elevati sia nella raccolta delle olive (es. l’uso dei pettini determina forti percosse alle drupe deteriorandole, come la riduzione di impurità, terra e fogliame che hanno condizionato la qualità e le rese in olio), sia nella gestione delle olive presso i centri di raccolta. Quest’ultimi, infatti, sono stati invitati a remunerare le aziende olivicole in relazione ai parametri di qualità del prodotto conferito e ad attenersi al rispetto dei prezzi di mercato indicati in sede di Commissione.
C’è consapevolezza che con l’operato della Commissione Mercato, attivata solo ad inizi ottobre, non si poteva fare molto per risolvere i problemi di redditività del settore, ormai da anni, in forte decremento; pertanto si è cercato di offrire agli operatori punti di riferimento utili al fine di perseguire gli obiettivi della qualità e della giusta remunerazione ognuno per il suo ruolo lungo l’intera filiera.
A tal proposito si ricorda che quest’anno i prezzi non sono mai scesi al di sotto delle 30 €/q.le, come invece è successo durante la campagna del 2010 con quotazioni anche di 27 €/q.le. E’ importante evidenziare che dagli inizi di novembre 2011 è partita una forte speculazione internazionale a danno dell’olio e.v. italiano che ha fatto registrare una massiccia riduzione dei prezzi all’origine con quotazioni sino a € 240/q.le, aspetto che ha condizionato inevitabilmente la quotazione delle olive e in particolare della Peranzana, notoriamente varietà a bassa resa in olio (fonte: bollettino di mercato UNAPROL).

La presenza di tutti gli operatori olivicolo – oleari della filiera intorno ad un tavolo è stata la prova del nove e il primo passo per costituire un’aggregazione già operativa sul territorio che si è posta obiettivi importanti di medio periodo come la certificazione di qualità del marchio Peranzana, la richiesta di riconoscimento della DOP oliva da tavola attraverso il Comitato promotore in fase di costituzione e altre strategie di qualificazione in una prospettiva di marketing territoriale e multifunzionalità e di crescita dell’indotto agroalimentare.

La Commissione ha espresso un sentito ringraziamento a tutti quegli operatori della filiera che in questi due mesi hanno dato un contributo valido e costruttivo all’assemblea e hanno reso più interessante l’analisi delle tematiche in discussione permettendo di comprendere con maggiore celerità le reali dinamiche commerciali della filiera olivicolo – olearia dell’Alto Tavoliere.

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