Comunicato del Comitato Torremaggiore sei anche tu del 15 febbraio 2012

Segue comunicato ufficiale del COMITATO “TORREMAGGIORE SEI ANCHE TU”!!; la responsabilità del contenuto è ESCLUSIVAMENTE dell’autore.

Torremaggiore sei anche tu,
Nei nostri primi incontri dopo uno scambio d’idee, di ricerche, di osservazione, di riflessioni si è alquanto delineata la situazione della nostra Torremaggiore che è una risultante di ciò che l’Italia vive nel seno della comunità europea e mondiale.
Il benessere raggiunto dopo la grande guerra ha fatto dimenticare alla classe politica i forti ideali per cui si era combattuto e sacrificati per raggiungere la democrazia, la libertà.Quando lo Stato si indebolisce, assoggettato a fini edonistici ed egoistici, inizia il crollo dei valori che all’inizio si avverte e poi si finisce per eludere o addirittura negare.
I mezzi di comunicazione che portano voce nella casa di tutti, negli sperduti casolari, anch’essi hanno fatto intravedere ai nostri giovani sogni impossibili di ricchezza, di lusso, paradisi di felicità inesistenti. La disgregazione della famiglia, i possibili facili divorzi, hanno dato un colpo formidabile alla cellula costitutiva della società. La famiglia è luogo di serenità, di affetti, luogo di incontro primario di formazione del futuro cittadino.I ragazzi sono diventati piccole cassette da riempire, con svariate forme di sapere, e la nevrosi ha preso campo e si è estesa a tutti i livelli, dall’infanzia a quell’adulta. Pertanto l’itinerario etico, morale, religioso, sociale si è incrinato. È venuto a mancare il cittadino abituato dalla più tenera età al senso del sacrificio, del lavoro, della conquista. L’edonismo, il facile arrivismo, l’assenteismo e quant’altro, …. su vasta scala hanno scardinato dalle fondamenta la struttura della nostra vita sociale. Il massiccio avviarsi alle università, la mancanza di qualificazione e strutturazione,ha portato all’attuale ingestibile forma di disoccupazione nel nostro paese, nell’Italia, nell’Europa, nel mondo.
Ora tocca a noi, nuove generazioni, rimboccarci le maniche e lavorare a tutto campo soprattutto rinnovando noi stessi con una onestà a tutta prova, attuando il puro senso della giustizia, dell’equilibrio, dell’amore reciproco soprattutto verso i più deboli, i più poveri, verso i nostri fratelli sofferenti. Ma è con l’esempio e non con la sola forza che si può attuare il vero rinnovamento del cittadino. E nessuno si permetta di lanciare la pietra verso il colpevole. Anche il silenzio che diventa omertà è colpa. Ora dobbiamo inquadrare quale progetto sia possibile realizzare nel nostro ambiente prevalentemente agricolo per aiutare i nostri giovani soprattutto ad autoaccoltivarsi per poter gestire adeguatamente ciò che pensano di attuare.

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