Comitato Promotore della BCC di San Severo e dell’Alto Tavoliere, incontro a Torremaggiore il 31 ottobre

«La Banca e il territorio» è il tema del meeting dedicato al cooperativismo bancario organizzato dal Comitato Promotore della costituenda Banca di Credito Cooperativo di San Severo e dell’Alto Tavoliere, in programma mercoledì 31 ottobre alle 19.30 presso la sala del Trono del Castello Ducale a Torremaggiore.

L’incontro servirà a far conoscere le finalità della costituenda Banca di Credito Cooperativo di San Severo e dell’Alto Tavoliere, che ha avuto l’autorizzazione dalla Consob, in data 20 marzo 2012 con protocollo n. 12020582, e che si prepara ad avviare un nuovo percorso di credito sul territorio.

A fare gli onori di casa nel meeting sarà il presidente dell’Ufficio di Presidenza del comitato Giovanni Picciuto, e i componenti Gianluigi Balsamo, Ciro de Sinno e Romualdo Vocale.

La costituenda Banca di Credito Cooperativo di San Severo e dell’Alto Tavoliere è un’iniziativa concreta per favorire l’accesso al credito bancario delle famiglie, dei giovani, degli artigiani, dei commercianti e dei piccoli imprenditori, che operano sul territorio di San Severo e dei comuni limitrofi come Apricena, Foggia, Lucera, Rignano Garganico, San Marco in Lamis, San Paolo di Civitate e Torremaggiore.

Il comitato, composto da 35 cittadini di San Severo e dei comuni limitrofi (costituitosi il 6 ottobre 2010), infatti, ha avviato la costituzione di una banca di credito cooperativo al fine di favorire l’accesso al credito bancario nel territorio e di promuovere lo sviluppo locale. La differenza tra una banca normale e una banca di credito cooperativo è che la banca di credito cooperativo riconosce la centralità delle persone e dei loro progetti e, per promuovere lo sviluppo locale, investirà gli utili disponibili sul territorio, rivolgendosi alle famiglie, alle imprese e ai giovani. Con questo progetto ci sarà, quindi, maggiore disponibilità di credito per le imprese, per i giovani e per le famiglie che si traduce in più investimenti, più occupazione, più consumi, più ricchezza disponibile per tutti, ma soprattutto significa meno degrado economico, culturale, morale e strutturale dei cittadini, delle imprese e del territorio.

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