Cesa: L’UdC ascolterà i cittadini di Torremaggiore

Segue comunicato stampa di Costanzo Di Iorio; la responsabilità del contenuto è ESCLUSIVAMENTE dell’autore. “Le porte dell’Unione di Centro saranno sempre aperte sin dal giorno della tua elezione, quando porterai a Roma le istanze dei tuoi concittadini”. È stato questo uno dei passaggi fondamentali del comizio che il segretario nazionale dell’UdC, on. Lorenzo Cesa, ha tenuto venerdì sera in piazza della Repubblica, a Torremaggiore, a sostegno del candidato sindaco del centrosinistra, Costanzo Di Iorio. Ad aprire l’incontro è stato il segretario provinciale dello scudocrociato, on. Angelo Cera, che ha parlato ai cittadini torremaggioresi dell’affidabilità di un candidato e di un programmo serio. “Costanzo è un medico dell’Esercito italiano – ha precisato il deputato garganico – e sa cosa significa essere al servizio dei cittadini. Affidarsi nuovamente a trovatelli della politica è quanto di peggio ci possa essere per la propria città”. Lorenzo Cesa, amico personale del candidato sindaco del centrosinistra, ha definito Costanzo
Di Iorio “una persona onesta, seria e responsabile. Un servitore dello Stato che ha tra le sue doti maggiori l’umanità, un aspetto molto importante, soprattutto in questo periodo di difficoltà. La politica deve rimettere al centro della propria missione il bene comune, come il lavoro, lo sviluppo e la famiglia – ha concluso il segretario nazionale dell’Unione di Centro – e non il bene di chi amministra”. Costanzo Di Iorio ha fatto notare ai deputati Lorenzo Cesa e Angelo Cera che i cittadini di Torremaggiore “sono persone oneste che chiedono attenzione per le loro istanze. A Cesa e Cera chiedo di poter dare una mano a questo territorio, per portare questa città ad una nuova primavera, affinché torni ad essere la perla della Capitanata. Il nostro programma è stato condiviso e non imposto, dando spazio alle istanze della gente ed ascoltando le loro richieste – ha specificato Costanzo Di Iorio –, perché la politica non deve essere vista come una cosa ostile, ma
come una speranza”.

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