Resconto dell’incontro tra l’Imam di Torremaggiore ed il Vescovo di San Severo

Segue comunicato della Comunità Islamica di Torremaggiore; la responsabilità del contenuto è ESCLUSIVAMENTE dell’autore.

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” Immigrazione e integrazione, Cultura dell’accettazione dello straniero, Incontro tra le diverse Religioni”

Questi i temi al centro dell’incontro che si è svolto ieri, 1° dicembre 2011 nel salone dell’Oratorio San Sabino della Parrocchia Santa Maria della Strada di Torremaggiore in occasione dell’ istituzione del corso di lingua italiana per stranieri della durata di 50 ore. Presenti i diversi attori del processo di scambio messo in atto: il Parroco don Teo Pensato accompagnato dall’infaticabile Vice Parroco Don Dino D’Aloia e i collaboratori dell’Oratorio, il Dirigente Scolastico prof. Antonio De Maio e il prof. Dante Presutto in rappresentanza dell’ITC Angelo Fraccacreta di San Severo, numerosissimi immigrati accompagnati dalla loro portavoce Sig.ra Bayya Fathia e dall’Imam della Comunità Musulmana Marocchina.
L’organizzazione di questo corso di lingua italiana costituisce un’importante opportunità per la comunità islamica di Torremaggiore, poiché, come tutti hanno avuto modo di rimarcare, l’integrazione passa necessariamente attraverso la comunicazione che genera rapporti di scambio, di accettazione dell’altro e soprattutto di comprensione. Capirsi è la base fondamentale per costruire la cittadinanza attiva di cui gli immigrati hanno bisogno per accedere ai servizi e alla vita della comunità cittadina senza restarne ai margini.La Sig.ra Fahia ha ringraziato calorosamente la Parrocchia perché finalmente, attraverso il suo aiuto, in assenza di un impegno concreto dell’Ente Comune, ha potuto realizzare il sogno di far imparare l’italiano ai suoi connazionali che abitano e vivono a Torremaggiore. Gli immigrati arrivano in Italia con immensi sacrifici, lasciano la loro terra e le loro famiglie d’origine, si sottopongono a grandi pericoli con la speranza di trovare in Italia possibilità di lavoro e di vita migliore. Gli immigrati vogliono collaborare e soprattutto desiderano scambiare cultura e tradizioni. Se sono accolti e accettati non possono in nessun modo costituire un pericolo per gli altri. Anche la religione non deve essere più una barriera. Ogni Religione è bella e si propone il bene e la salvezza dell’uomo. La parola Islam è sinonimo di pace, ma spesso la politica strumentalizza e interpreta male la Religione e in nome di essa i popoli si combattono tra loro. I Marocchini che vivono a Torremaggiore vogliono essere in pace con tutti e vorrebbero anche poter disporre di uno spazio adeguato per la costruzione di una Moschea per i loro incontri e per le loro preghiere. La riunione si è conclusa nel clima festoso dello scambio di dolci e di the alla menta.

Bayya Fathia
Portavoce della Comunità Islamica di Torremaggiore (Fg)

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