L’ultimo dì a corte di Federico II in replica a Torremaggiore

Segue nota ufficiale del Centro Attvità Culturali Don Tommaso Leccisotti di Torremaggiore; la responsabilità del contenuto è ESCLUSIVAMENTE dell’autore.

A grande richiesta, dopo l’applauditissima messa in scena estiva nella domus federiciana sul colle di Fiorentino, il dramma torna ora ad essere rappresentato, nella sua versione autunnale, nello splendido contesto architettonico del castello ducale di Torremaggiore. E’ ovvio che il motivo della nuova scelta progettuale del sito sia stato condizionato unicamente dall’impossibilità di una riproposizione attuale a Fiorentino, stante l’inclemenza del luogo, esposto ai venti ed alle intemperie, dal momento che è, del pari, evidente come il castello non abbia storicamente nulla a che vedere con la vicenda federiciana. Pur tuttavia, ci è parso che con la sua nobile vetustà, esso potesse, meglio di ogni altro sito o teatro, prestarsi ad essere eletto a contenitore della nuova messa in scena. Ciò premesso, va detto che lo svolgimento dell’azione drammaturgica si articolerà in due tempi: l’antefatto e l’ultimo dì a corte.
L’antefatto comprende: il prologo, l’esercizio di duello fra armigeri della guarnigione, l’annuncio ed il tragico arrivo a palazzo dell’imperatore ammalato, il canto delle gesta di Federico, l’annuncio della sua miglioria, la presa di coscienza di Manfredi del suo destino di successore al trono, il confronto tra Federico ed i saggi della sua corte.Per l’intera durata dell’antefatto (poco più di mezz’ora) – che vedrà animarsi l’atrio del castello – il pubblico degli spettatori occuperà lo spazio a sud dello stesso atrio (in pratica, stando dalla parte dov’è situata la statua di don Raimondo de’ Sangro). Considerata la non lunga durata di questa prima fase scenica (in fondo non più d’un comizio in piazza…) e la necessità di spazio riservato agli attori, vi sarà solo un limitato numero di posti a sedere (per i più anziani).
N.B.: Qualora l’inclemenza del tempo non consentisse l’azione scenica nell’atrio, anche l’antefatto si svolgerebbe nella sala del trono.Pertanto, al termine dell’antefatto, il pubblico (che avrà, dunque, la parte del popolo) verrà invitato dalla voce dello speaker, dopo l’uscita di scena degli attori, a lasciare l’atrio e ad occupare la sala alta, ossia la sala del trono.

L’ultimo dì a corte. Questa seconda fase scenica comprenderà lo svolgimento più complesso ed articolato dell’intera vicenda: il fasto della festa a corte funestata dall’intervento della Sibilla, il peggioramento delle condizioni di salute di Federico e le memorie del passato, liete e dolorose, che si riaccendono (l’incoronazione, la scomunica, il tradimento di Pier delle Vigne, le presenze inquietanti delle quattro defunte mogli), l’estrema confessione delle colpe ed il perdono delle stesse, la morte di Federico, l’orazione funebre di Berardo.Nella Sala i posti saranno adeguati al numero degli spettatori. Né vi sarà possibilità di ulteriori accessi, in quanto, un quarto d’ora prima che lo spettacolo abbia inizio, non saranno più ammessi ulteriori ingressi.Non resta che augurare a tutti buon ascolto e buona visione.

Lo staff organizzativo ed il cast degli attori

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